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Voi siete qui: Arte » “Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio” a Torino

10 Aprile 2026

“Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio” a Torino

Rimane tempo fino al 3 maggio per visitare la mostra Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, allestita alle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino che l’hanno organizzata con Arthemisia, per la curatela di Annamaria Bava e Gelsomina Spione.

Presenta oltre quaranta opere disposte lungo un percorso espositivo che si snoda in dieci sezioni tematiche:

  • Gli esordi di Orazio Gentileschi: tra Pisa e Roma
  • Tra Maniera e Natura
  • Il processo del 1603: Orazio Gentileschi e Caravaggio vs Baglione
  • L’eleganza del vero
  • Intorno al 1612: il processo e le commissioni romane di Orazio Gentileschi
  • Artemisia tra Firenze, Roma e Napoli
  • Gentileschi tra Roma, le Marche, Genova e Torino (1613-1625)
  • Incontri genovesi
  • Il soggiorno parigino
  • Alla corte di Carlo I d’Inghilterra

L’albo dei prestatori riunisce nomi assai prestigiosi, tanto italiani quanto esteri: dal Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama di Torino e dai Musei di Strada Nuova a Genova, al Louvre di Parigi e al Prado di Madrid, passando per la Pinacoteca Vaticana e Palazzo Barberini a Roma. Ci sono anche opere prestate da collezionisti privati, come il Cristo benedicente, datato 1600-1605.

Foto di Giuliano Berti per i Musei Reali di Torino

Importante è la cronologia per farsi un’idea della vita, della carriera e dei viaggi dell’artista. Una grafica ne restituisce le tappe più significative, a partire dal battesimo a Pisa il 9 luglio 1563. Solo una quindicina di anni dopo Orazio Lomi diventerà Orazio Gentileschi, assumendo il cognome dello zio materno – capitano delle guardie di Castel Sant’Angelo – presso il quale si è trasferito.

A manterene invece il cognome paterno (Giovanni Battista Lomi era un orafo fiorentino) fu il fratello maggiore Aurelio, di cui è esposta l’Adorazione dei Magi della Galleria Sabauda degli stessi Musei Reali di Torino.

Molto ben fatti i pannelli di sala e anche le didascalie che accompagnano le opere: strumenti di approfondimento molto utili durante la visita ed eventualmente anche in un secondo tempo, qualora si abbia l’accortezza di fotografarli insieme alle opere (è un’abitudine che ho da tanto tempo).

In effetti questa è anche una mostra da leggere, oltre che da godersi con gli occhi osservando con la giusta attenzione ciascuna opera, comprese quelle che non sono di mano di Orazio. Anzi, a parere assolutamente personale, alcuni tra i capolavori più significativi tra quelli esposti sono di altri autori. Su tutti è il caso di segnalare I tre figli maggiori di Carlo I d’Inghilterra di Antoon Van Dyck che contende l’attenzione del visitatore alle opere del Gentileschi nell’ultima sala, come il Mosè salvato dalle acque (prestato dal Prado e realizzato un paio di anni prima: 1633 contro 1635) e il Riposo durante la fuga in Egitto di una decina d’anni prima, concesso da un privato.

Anche la figlia Artemisia reclama la sua parte, con la Conversione di Santa Maria Maddalena, ora agli Uffizi di Firenze (non sfugga la firma Artimisia Lomi posta su un lato dello schienale della sedia).

Ma Orazio ha le proprie carte vincenti e le squaderna con maestria. Basterà citare qualche opera, come il Sacrificio di Isacco dalla Galleria Nazionale della Liguria (tela che l’anno scorso più mi aveva colpito tra quelle esposte nella mostra Magnifiche collezioni. Arte e potere nella Genova dei Dogi alla Reggia di Venaria Reale) o la deliziosa Madonna con il Bambino in un paesaggio, dipinta a olio su rame nei primi anni Venti del Seicento (dal Palazzo Rosso di Genova) o, ancora, il David con la testa di Golia dalla Galleria Spada di Roma.

Senza dubbio, però, il cuore della mostra batte dove sono state poste l’una accanto all’altra le due versioni dell’Annunciazione: quella del 1622 dalla Basilica di San Siro di Genova e quella dell’anno successivo ora alla Galleria Sabauda.

Si legge sulla didascalia che accompagna la prima:

L’Annunciazione oggi a San Siro è stata probabilmente commissionata nel 1622 da Antonio II Grimaldi Cebà in occasione delle sue nozze. Rispetto al dipinto che Orazio invia l’anno successivo a Torino, la versione genovese presenta un formato ridotto e alcuni dettagli divergenti: la Vergine è rappresentata con l’aureola e scalza, manca il ricco tendaggio rosso, e sono diverse le ante della finestra”.

Foto di Giuliano Berti per i Musei Reali di Torino

Si unisce a loro la Visione di Santa Francesca Romana – di un paio d’anni anteriore – dipinta per la chiesa di Santa Caterina Martire dei benedettini olivetani di Fabriano, prestata dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, giustamente indicata nella didascalia come «uno dei vertici pittorici di Gentileschi».

Ce ne sono altri lungo il percorso espositivo. E strazia il cuore soffermarsi davanti al video che mostra i danni delle esplosioni del 4 agosto 2020 nel porto di Beirut che causarono oltre 200 morti e danni ingentissimi, tra cui quelli subiti da Palazzo Sursock che conservava una ricca collezione di dipinti europei. Ne fanno parte anche due dipinti di Artemisia Gentileschi: Ercole e Onfale e una Santa Maddalena, esposta nella mostra torinese dopo i restauri del 2021, resi possibili grazie al contributo di Arthemisia.

Se la sofferenza causata agli esseri umani e alle opere d’arte servisse da monito non assisteremmo ai bombardamenti che invece continuano imperterriti, quotidiani. Fu invece l’incendio che nel 1823 devastò la chiesa di San Paolo fuori le mura a Roma a distruggere la Conversione di San Paolo dipinta da Orazio. Ma la natura colposa della distruzione non è di grande conforto. Per fortuna rimangono molti capolavori del pittore e una buona parte di loro sono esposti a Torino. Approfittatene.

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Antoon van Dyck
    I tre figli maggiori di Carlo I d’Inghilterra (1635)
    Olio su tela, 151×154 cm
    Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda
  • Orazio Gentileschi
    Sacrificio di Isacco (1611-1615 circa)
    Olio su tela, 198×150,5 cm
    Genova, Musei Nazionali di Genova –
    Galleria Nazionale della Liguria

Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio

Informazioni sulla mostra

Dove

Sale Chiablese dei Musei Reali
Piazzetta Reale, Torino

Quando

Dal 22 novembre 2025 al 3 maggio 2026

Orari e prezzi

Orari: da giovedì a martedì 9.30 – 19.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Mercoledì chiuso

Biglietti: intero 15 €; ridotto 13 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.arthemisia.it

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