Restano pochi giorni per visitare la mostra Mamelucchi 1250 – 1517 allestita al Museo del Louvre di Parigi: chiuderà infatti il 28 luglio. Presenta al pubblico 260 opere tra libri (compresi molti esemplari del Corano), dipinti e disegni, documenti, piatti, bottiglie, vasi e bacini, tessuti e tappeti, armi e gioielli selezionati per raccontare le vicende del sultanato e gli intrecci che ebbe con la storia europea.
Il percorso si apre con un grande quadro dipinto a olio nel 1810 da François-André Vincent, raffigurante la Battaglia delle Piramidi che contrappose nel 1798 le truppe francesi all’esercito ottomano, nei cui ranghi militavano anche cavalieri mamelucchi.
È un modo per avvicinare il visitatore europeo – in particolare quello di casa – proponendogli un’immagine piuttosto nota per poi invitarlo a cambiare prospettiva. I Mamelucchi, infatti, non furono soltanto guerrieri né il confronto con le altre potenze coeve avvenne unicamente sul campo di battaglia.

È invece significativo che una buona parte del materiale esposto sia riconducibile alla sfera della cultura, come i manoscritti di opere poetiche e poemi epici (come il Libro di Alessandro), senza trascurare naturalmente il capolavoro della letteratura che noi conosciamo con il titolo Le mille e una notte.
Particolarmente interessante – e istruttivo – è approfondire il tema degli scambi interculturali, anche attraverso la storia di oggetti e materiali. Come esempio possono essere prese le sete prodotte nel Medio Oriente e poi giunte in Europa attraverso scambi commerciali o come doni diplomatici, per venire riutilizzate in contesti regali o ecclesiastici.
È il caso della pianeta prestata dal Museo Nazionale di Copenhagen, proveniente dalla chiesa di Nostra Signora di Aarhus. Le strisce che formano la croce furono aggiunte in Europa, dove risultavano incomprensibili – e quindi non creavano imbarazzo – le decorazioni con la scritta “sultano”.
Perché il percorso non appaia sbilanciato in senso contrario e sembri al visitatore (e ora al lettore) che i Mamelucchi fossero uomini di cultura interessati soltanto ai piaceri dell’intelletto, una sezione è dedicata alle attività guerresche. D’altra parte non va dimenticato – e infatti in mostra viene ribadito – che i Mamelucchi erano schiavi militari acquistati quand’erano bambini o adolescenti tra i nomadi kipčaki (turco-altaici) e altri popoli del Caucaso perché venissero educati all’arte militare.

Lungo il percorso si possono leggere pannelli di sala che presentano alcune figure significative, come il sultano (dall’età di otto anni!) al-Nasr Muhammad Ibn Qalawun, considerato il Re Sole dei Mamelucchi, o il terribile Yashbak min Mahdi, uomo di armi e insieme di libri (fondò una biblioteca) la cui vita finì tragicamente nel tentativo di conquistare l’Iraq.
Scienza e magia andavano a braccetto, come in Europa del resto. Così possiamo ammirare un astrolabio firmato da Alì ibn Ibrahim Ibn al-Shatir, a capo degli astronomi della grande moschea di Damasco, e la cassettina degli strumenti medici di Yunus, specializzato in farmacologia e chirurgia, ma anche una coppa magica. Queste ciotole erano utilizzate in rituali per curare malattie perché venivano attribuite virtù terapeutiche alle scritte (spesso versetti coranici) che le ornavano.

Il posto d’onore, alla fine del percorso, è riservato al bacino comunemente chiamato “fonte battesimale di San Luigi”, la cui straordinaria decorazione si può osservare dettaglio per dettaglio anche nella riproduzione a scala ingrandita collocata lungo la parete che circonda la teca con il capolavoro.
Ma prima di arrivarci si ammirano anche altri esemplari, come il bacino realizzato per Ugo IV signore di Lusignano e re di Cipro e di Gerusalemme, quello a nome di Shihab al-Din Ahmad ibn Baktimur e l’esemplare a nome del sultano Qaytbay (prestato dal Victoria & Albert Museum di Londra).
Nel pannello biografico di quest’ultimo leggiamo che fu un sultano rispettato per la temperanza e la clemenza con cui regnava. Favorì il commercio internazionale e diede impulso a un formidabile rinnovamento artistico. Ennesima prova che i Mamelucchi non erano soltanto uomini di guerra.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Scuola veneziana
Ricevimento di un’ambasceria veneziana da parte del governatore di Damasco
Venezia, 1511
Olio su tela, 158 x 201 cm
Parigi, Museo del Louvre, Dipartimento delle pitture, INV-100
© GrandPalaisRmn (musée du Louvre) / Gabriel de Carvalho - Astrolabio
Firmato dall’astronomo Ibn al-Shatir
Siria, Damasco, 1325-1326
Lega di rame incisa, altezza 18,7 cm, diametro 16,2 cm, spessore 2,5 cm
Parigi, Osservatorio di Parigi-PSL, 1
© Observatoire de Paris - Bacino detto “Fonte battesimale di San Luigi”
Firmato: Muhammad ibn al-Zayn
Siria o Egitto, 1330-1340 circa
Lega di rame cesellata, intarsiata con argento, oro e pasta nera
Altezza 23,2 cm, diametro max. 50 cm
Parigi, Museo del Louvre, Dipartimento delle Arti dell’Islam, LP 16
© 2009 Musée du Louvre, dist. GrandPalaisRmn / Hughes Dubois
Mamelucchi 1250 – 1517
Informazioni sulla mostraDove
Museo del LouvreParigi
Quando
Dal 30 aprile al 28 luglio 2025Orari e prezzi
Orari: tutti i giorni tranne il martedì 9.00 – 18.00mercoledì e venerdì fino alle 21.00
martedì chiuso
Biglietti: intero 22 €