Rimarrà aperta fino al prossimo 21 maggio la mostra I Macchiaioli e l’invenzione del Plein air tra Francia e Italia, allestita all’Orangerie della Villa Reale di Monza. Prodotta e realizzata da ViDi cultural, in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e con il Comune di Monza, è curata da Simona Bartolena.
Squaderna ben novanta opere di artisti italiani come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Vincenzo Cabianca, messi a dialogare con colleghi d’Oltralpe della Scuola di Barbizon, come Camille Corot, Constant Troyon e Théodore Rousseau.

I quadri sono arrivati in prestito da collezioni private e da alcune istituzioni. Hanno fatto poca strada le opere che giungono da Milano, più precisamente dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e dalla GAM Galleria d’Arte Moderna. Un po’ più lungo il viaggio intrapreso dall’Emilia Romagna: dal Palazzo Foresti di Carpi e dalla Fondazione Cariparma di Parma.
Il percorso
I miei complimenti vanno alla curatrice per le didascalie, davvero ben fatte. Sono delle brevi schede che accompagnano ciascuna opera. Anche i pannelli di sala sono preziosi e punteggiano il percorso che si articola per temi come:
- Il confronto con la Francia: la Scuola di Barbizon
- Il soggetto storico e letterario
- I Macchiaioli e l’Impressionismo
- I lavori nei campi e la scena della vita quotidiana.
Cos’è la Macchia lo spiega bene un pannello di sala:
Alle origini della nuova tecnica, già evidente nelle opere veneziane di Telemaco Signorini, c’è l’esigenza di trovare uno strumento adeguato alla restituzione delle “impressioni del vero” nel dipinto. La macchia nasce, dunque, come strumento per ritrarre la realtà. Un mezzo per riprodurre gli effetti di luce e i contrasti tonali di un soggetto ritratto dal vero. La tecnica deriva da una prassi storicamente diffusa anche negli ambienti accademici, come studio dei valori luministici, cromatici e compositivi di una scena da tradurre poi in un’opera compiuta. La novità sta nel valore che questi artisti le attribuiscono: non più un momento di passaggio ma lo stadio finale del dipinto. In opposizione al modello accademico, che vede nella perfezione dell’opera l’essenza della sua bellezza, i macchiaioli propongono dipinti che agli occhi di critica e pubblico paiono studi preparatori, bozzetti, quadri non finiti”.
Caricature al caffè
Ma quanta bellezza in quell’arte che sembra “non finita”! Ciascun visitatore – bambini compresi, visto che la mostra è pensata anche per i più piccoli, con tanto di opera posizionata in basso: è Asinello nella stalla di Fattori (da collezione privata) – potrà farsi la propria “selezione” di opere del cuore. Tra le mie preferite segnalo almeno Ragazzo su un muretto di Angiolo Tommasi; Il corsetto rosso di Silvestro Lega; Paesaggio toscano di Vincenzo Cabianca; Tramonto sulla palude di François-Auguste Ravier… E poi tutto Fattori, naturalmente!

Tante le opere dipinte su tavola, spesso il coperchio delle scatole dei sigari. Alcune sono poco più grandi di cartoline, come Strada di Bath di Signorini. Telemaco è autore anche del libro esposto in una teca, al centro del percorso. Si intitola Caricaturisti e caricaturati al Caffè Michelangelo ed è un esemplare dell’edizione originale del 1893, prestato da un collezionista privato. A poca distanza un un pannello svela il who’s who delle caricature appese alla parete: per esempio Giovanni Boldini ha disegnato Odoardo Borrani, il quale ha ritratto Luigi Veda, mentre Angiolo Tricca ha disegnato Telemaco Signorini che a sua volta ha ritratto Gino Panzauti.
Qua e là lungo il percorso si possono leggere alcune citazioni, come queste parole – quasi un sospiro! – di Adriano Cecioni, scultore, pittore e critico d’arte (1836 – 1886): “E il giorno a lavorare al sole, chi qua, chi là, sparsi per la campagna, di Montelupo… Bell’epoca: bastava la vista di un bucato steso perché il bianco dei panni sul fondo grigio o verde li facesse andare in frenesia”.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Giovanni Fattori
Bovi al carro, 1868
Olio su cartone
Collezione Palazzo Foresti, Carpi - Vincenzo Cabianca
Scogli a Castiglioncello, 1865
Olio su tela
Collezione Palazzo Foresti, Carpi
I Macchiaioli
e l’invenzione del Plein air tra Francia e Italia
Informazioni sulla mostra
Dove
Orangerie della Villa RealeViale Brianza 1, Monza
Quando
Dal 18 febbraio al 21 maggio 2023Orari e prezzi
Orari: da mercoledì a venerdì 10.00 – 13.00; 14.00 – 19.00Sabato, domenica e festivi 10.00 – 20.00
Lunedì e martedì chiuso
Biglietti: intero 12 €; ridotti 10/5 €