Rimarrà aperta fino al prossimo 25 gennaio la mostra Jack Vettriano allestita al Museo della Permanente di Milano [è stata prorogata fino al 1° febbraio, ndr]. È curata da Francesca Bogliolo e organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing e il coordinamento di Beside Arts.
Presenta al pubblico un’ottantina di opere, in gran parte lavori stampati su carta museale a tiratura unica. A questo nucleo si aggiungono nove olii su tela, tra cui quello intitolato Hazy Beach Figures, e un ciclo di ritratti dell’artista, fotografato nel suo studio da Francesco Guidicini.
All’ingresso c’è un cartello con l’indicazione di un QR Code che permette di ascoltare gli approfondimenti sulle opere. Il percorso espositivo è scandito in sezioni introdotte da pannelli di sala ricchi di informazioni sulla vita e la carriera di Vettriano, all’anagrafe Jack Hoggan, scomparso nel marzo dell’anno scorso a Nizza all’età di 73 anni. Il nome d’arte è una leggera correzione di quello materno, Vettraino. La famiglia materna era originaria del Lazio, ma è la Scozia natia a ispirare le opere di Jack, in particolare le scene ambientate sulla spiaggia.

Molte delle opere esposte sono accompagnate da una didascalia che fornisce approfondimenti, contestualizza, propone rimandi ad altri artisti, come quella abbinata a The Picnic Party che recita: «La luminosità abbagliante e la presenza di una brezza leggera fanno avvertire all’interno dell’opera l’eco della conoscenza dell’impressionista Joaquin Sorolla e del suo linguaggio spontaneo e raffinato. L’opera appare caratterizzata da freschezza e da un certo tipo di leggera ironia, che le dona intensità emotiva».
Peccato veniale – diciamo – confondere in quella del già citato olio Hazy Beach Figures la battigia con il bagnasciuga, errore commesso anche da Mussolini in illo tempore, in un discorso che viene appunto ricordato come “del bagnasciuga”. Ma torniamo a parlare di cose più piacevoli e stuzzicanti. Vettriano è universalmente noto – e il suo stile riconoscibilissimo – per le situazioni cariche di tensione erotica (soprattuto negli interni) e di eleganza d’antan.
L’immaginario di Vettriano è debitore del cinema e della moda, mondi che a loro volta hanno poi preso ispirazione dai suoi lavori, per non parlare dell’editoria, con il profluvio di copertine con le sue opere o loro scopiazzature (in un cortocircuito culturale che ricorda i grandi classici stile Il padrino trovati nei covi dei mafiosi perché usati come “manuali” di comportamento e stile).

Diverse citazioni dell’autore sono sparse qua e là lungo il percorso, significative della personalità di Vettriano: «Sono stato “ignorato” dalla critica e “snobbato” dal mondo artistico, ma l’importante è che piaccia alla gente», «Degas, Caravaggio, Monet mettili in un calderone e otterrai la mia pittura».
Cercando – o anche no – quanto di questi e di altri pittori ci sia nelle sue opere, il visitatore si sofferma sui propri temi prediletti, che siano le scene all’aperto come la celeberrima The Singing Butler (Il maggiordomo cantante) o quelle rubate dalla serratura di una camera da letto come How Do You Stop o The White Basque, in cui al lui della situazione manca solo la giacca mentre lei mostra generosamente la biancheria intima.
C’è anche un pizzico di Milano con una coppia su uno degli inconfondibili tram che circolano per la città…
Saul Stucchi
Didascalie:
- Jack Vettriano
The Singing Butler, 1992
opera su carta museale, 30×39 cm - Jack Vettriano
Diner, 1995
opera su carta museale, 40×50 cm
Jack Vettriano
Informazioni sulla mostraDove
Museo della PermanenteVia Turati 34, Milano
Quando
Dal 20 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 [prorogata al 1° febbraio]Orari e prezzi
Orari: da lunedì a domenica 10.00 – 19.00Ultimo ingresso 18.00
Biglietti: intero 16 €; ridotti 14/13 €