Adesso potete ammirarne il gioiello più prezioso stando comodamente in poltrona, a casa vostra: basta navigare con il mouse sul sito di Luca Niccolò Vascon https://www.lucavascon.net/domusgrimani/. Ma vi assicuro che vederla dal vivo è tutta un’altra cosa: l’esperienza diretta moltiplica la sensazione di stupore.
Avete comunque tempo fino al 30 maggio 2021 per non perdervi la mostra “Domus Grimani 1594 – 2019” al Palazzo Grimani di Venezia, nel sestiere di Castello, a pochi passi dalla Fondazione Querini Stampalia. L’esposizione è prodotta da Civita Tre Venezie ed è stata possibile grazie al sostegno di Venetian Heritage, di un donatore che ha voluto mantenere l’anonimato, della Helen Frankenthaler Foundation di New York e di Gagosian. A curarla sono invece Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale del Veneto e Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage.

Il sottotitolo della mostra recita: “La collezione di sculture classiche a palazzo dopo quattro secoli”. Ma quello che avviene dopo quattro secoli è un ritorno soltanto temporaneo, perché allo scadere del periodo di apertura le sculture torneranno ai rispettivi proprietari attuali. Il 1594 segna l’inizio del “viaggio” della collezione statuaria che in quell’anno lasciò il Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa alla morte del Patriarca di Aquileia Giovanni Grimani (avvenuta l’anno precedente) che l’aveva messa insieme in anni di appassionato collezionismo.
La dispersione della collezione
La prima tappa di questo lungo peregrinare fu la Biblioteca Marciana e più precisamente la sua antisala, poi chiamata Statuario della Repubblica. È grazie al restauro di quest’ambiente che è stato possibile organizzare la mostra. Nel 1811 avviene il trasferimento a Palazzo Ducale, mentre il bassorilievo dei Suovetaurilia, ovvero il sacrificio di un maiale, di una pecora e di un toro al dio Marte, finisce allora al Museo del Louvre di Parigi, dove è rimasto.

La ricostituzione della spettacolare Tribuna non è l’unico motivo per andare – quando sarà possibile – a Palazzo Grimani. Il palazzo stesso merita una visita per la sua struttura architettonica che si rifà a quella delle domus romane e ai prestigiosi edifici dell’Urbe rinascimentale.
Il percorso espositivo
Prima di arrivare alla sala del “tesoro” in cui sono state ricollocate le sculture (e che a me ha fatto venire in mentre il Sir John Soane’s Museum di Londra, ma anche la Casa Museo Lodovico Pogliaghi al Sacro Monte di Varese), i visitatori hanno modo di imbattersi in altri ambienti suggestivi, come la Sala A Fogliami.
La sua decorazione pittorica si deve a Camillo Mantovano che vi ha realizzato un omaggio alla natura più rigogliosa, ricco però di significati simbolici: la sfida tra l’airone e il falco pellegrino, per esempio, rimanda all’eterna lotta tra il bene e il male. L’osservatore più attento noterà anche le piante di tabacco e mais, importate recentemente dal Nuovo Mondo.
Quello al centro di una ricca cornice non è un dipinto: è un frammento di paliotto d’altare che raffigura il doge Antonio Grimani (nonno del Patriarca), opera dell’arazziere Johan Rost realizzata per la Basilica di San Marco nel 1554. Non sfuggirà il dipinto con Leda e il cigno, copia dall’originale di Michelangelo andato perduto. Altre copie sono alla National Gallery di Londra, alla Gemäldegalerie di Berlino e a quella di Dresda e un’altra ancora alla Casa Buonarroti di Firenze. Quella qui esposta viene dal Museo Correr.
Altri prestiti sono stati concessi dalla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, come il busto in bronzo del già citato Antonio Grimani, attribuito ad Andrea Briosco detto il Riccio (prima metà del XVI secolo) e il bronzo del Laocoonte con i figli (XVI sec.), mentre il gesso dello stesso gruppo viene dalle Gallerie dell’Accademia. Da notare la diversa posizione dell’avambraccio destro dello sfortunato sacerdote troiano, frutto di due differenti ipotesi di restauro.
Il tavolo intarsiato
Una storia a parte ha il tavolo intarsiato, proprietà di un collezionista d’oltralpe. La didascalia riporta questo testo:
Piano di tavolo intarsiato in marmi antichi (Lumachella Astracane di Tunisi, Alabastri, Verde Antico, Giallo Antico, Rosso Antico, Aquitania, Semesanto, Broccatello di Spagna) e Lapislazzuli. Roma, fine del XVI secolo, 112×150 cm. Possibilmente acquistato da Antonio Grimani, Vescovo di Torcello e patriarca nel 1622, facente parte degli arredi di Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, venduto da Michele Grimani (1806-1865) a Henry Greville, Conte di Warwick III (1779-1853) per il castello di Warwick (Warwickshire, Inghilterra) nel 1829 attraverso l’agente W.T. Money (1765-1834), Console Britannico presso gli Stati Lombardi. Sotheby’s Londra, 2015. Collezione Privata.
Nel video qui sotto, ideato e curato da Chiara Masiero Sgrinzatto e Luca Niccolò Vascon, potete vedere il “dietro le quinte” dell’allestimento della Tribuna.
Questi sono i miei gioielli
Questa è la lista dei miei pezzi preferiti esposti nella Tribuna. Sono tutti prestati dal Museo Archeologico Nazionale di Venezia:
- n. 16: piccolo busto di gigante (una contraddizione in termini!), seconda metà del II secolo d.C., da un originale di scuola pergamena, busto di restauro cinquecentesco. Marmo.
- n. 23: busto dionisiaco di Antinoo (130-38 d.C. oppure XVI secolo) in marmo bianco.
- n. 34: ritratto femminile (Arsinoe II?). Ritratto probabilmente della prima metà del I sec. d.C., da originale di età ellenistica, busto e panneggi cinquecenteschi. Marmo.
- n. 36: busto maschile. XVI secolo con reimpiego di frammenti antichi. Marmo.
- n. 40: busto di sacerdote di Iside (130-38 d.C.) in marmo rosso.
- n. 47: Ritratto di principe ellenistico. Seconda metà del II a.C., marmo greco. In mostra è esposto un calco.
- n. 57: busto di Adriano (XVI secolo) in marmo bianco.
- n. 75: Ritratto femminile, inizi del III d.C. Busto rinascimentale, marmo.
- n. 78: ritratto di Caracalla, del tipo detto “Via Cassia” (208-211 d.C.), su busto rinascimentale. Marmo greco
- n. 88: statua di Ganimede rapito dall’aquila. Fine del II secolo d.C. Da originale tardo-ellenistico del I sec. a.C., con ampi restauri nel XVI secolo. Marmo greco.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Uno scorcio del cortile di Palazzo Grimani
- Particolare della Tribuna con l’allestimento temporaneo
DOMUS GRIMANI 1594 – 2019
Informazioni sulla mostraDove
Museo di Palazzo GrimaniCastello 4858/A, Venezia
Quando
Dal 7 maggio 2019 al 30 maggio 2021Orari e prezzi
Orari: da martedì a domenica 10.00-19.00 (ultimo ingresso alle 18.30)Biglietti: intero 13 €; ridotto 4 €