A Venezia si è aperta ieri, sabato 18 marzo, la mostra Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni, visitabile fino al prossimo 18 giugno. Curata da Peter Humfrey, con Andrea Bellieni e Gretchen Hirschauer, è allestita nell’Appartamento del Doge in Palazzo Ducale e presenta al pubblico settanta opere del pittore (1465-1525), quarantadue dipinti e ventotto fogli di disegni (di cui sei eseguiti su entrambi i lati).
L’albo dei prestatori è particolarmente prestigioso e si srotola dalla A dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore che ha prestato uno dei capolavori assoluti, ovvero la tela con San Giorgio che uccide il drago e quattro scene del suo martirio, alla U di Uppsala. Sarebbe imperdonabile non menzionare almeno un’altra manciata di istituzioni, nazionali e internazionali, dal British Museum di Londra alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, passando per la Pinacoteca di Brera e la Mostra Permanente di Arte Sacra di Zara, in Croazia.

La mostra non sarebbe lo spettacolo che è senza i prestiti americani: da Los Angeles, New York, Denver e Washington, dove ha fatto tappa nei mesi scorsi con il titolo Vittore Carpaccio: Master Storyteller of Renaissance Venice.
Un’occasione da non perdere
Nelle righe che seguono segnalerò gli aspetti positivi dell’esposizione, riservandomi le (poche) note dolenti a un prossimo pezzo. Il percorso si declina in sezioni che indagano alcuni temi e momenti della produzione di Carpaccio come il ciclo della Scuola degli Albanesi, le pale d’altare per Venezia e lo Stato da Tera e le tele per l’organo di Capodistria, a cui è dedicato il capitolo finale.
In chiusura si può guardare un video interattivo che consente di “tuffarsi” nella magica atmosfera in cui è ambientata la Caccia in Laguna, sigillo a una struttura ad anello che si apre proprio con quest’opera prestata dal Getty Museum di Los Angeles, riunita con la tavola delle Due dame conservata al Museo Correr (“il quadro più bello del mondo”, secondo John Ruskin che ne era rimasto folgorato, quando già l’opera era “monca”: la separazione era infatti avvenuta verso la fine del Settecento, in circostanze che rimangono sconosciute).
Giustamente il pannello di sala si apre con le parole: “la mostra offre l’occasione, davvero unica, per ammirare, finalmente riunite, le due parti di una scena già compiuta ed unitaria, in origine non un semplice ‘quadro’ da parete”.
La Scuola degli Albanesi
Altra “eccezionale opportunità” – per citare un successivo pannello – è quella di ammirare il ciclo della Scuola degli Albanesi, realizzato tra il 1502 e il 1508 (e smembrato tre secoli dopo, post 1806): in mostra sono infatti presenti le sei tele che lo compongono:
- Nascita della Vergine, dall’Accademia Carrara di Bergamo
- Visitazione, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in deposito presso la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro
- Annunciazione, anch’essa dalla Galleria Franchetti
- Presentazione di Maria al tempio, ora alla Pinacoteca di Brera
- Sposalizio della Vergine, anch’essa da Brera
- Dormizione della Vergine, dalla Galleria Franchetti

Di sala in sala il visitatore si soffermerà sui tanti capolavori, come il Ritratto del doge Leonardo Loredan (dal Museo Correr) e La Vergine Maria che legge, olio su tela trasferito su tavola (dalla National Gallery of Art di Washington). Potrà constatare quasi in ogni opera la “gioia di Carpaccio nel rappresentare la natura”: per esempio nei due coniglietti della Nascita della Vergine e il cardellino in primo piano nella Partenza di Ceice da Alcione. E poi soffermarsi sui disegni dei tappeti e dei tessuti (questi ultimi in particolare nella Fuga in Egitto, tavola anch’essa conservata a Washington) e osservare cartellini e scritte disseminati qua e là.
Alcune perle
Menziono alcuni dei dipinti meno noti al grande pubblico che hanno attirato la mia attenzione: il Gruppo di armati dagli Uffizi, L’ambasciata di Ippolita, regina delle Amazzoni, a Teseo re di Atene dal Museo Jacquemart-André di Parigi, i pannelli con Sant’Antonio Abate e San Girolamo dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta di Grumello de’ Zanchi a Zogno (in provincia di Bergamo).

Tra i disegni che mi sono sembrati più belli cito almeno gli Studi per un giovane seduto in armatura (opera prestata dal Metropolitan Museum of Art di New York), i Funerali di San Girolamo (da Uppsala), Due donne in piedi, una in abito mamelucco (Princeton University Art Museum) e Porto fortificato con navi mercantili (dal British Museum).
Per chi ha disponibilità di tempo (e qualche risorsa economica in più) il percorso prosegue fuori da Palazzo Ducale. Assolutamente consigliate le visite alla Scuola Dalmata dei SS. Giorgio e Trifone per ammirare il ciclo di San Giorgio e alle Gallerie dell’Accademia, dove Carpaccio è in dialogo con Giovanni Bellini e Cima da Conegliano.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Vittore Carpaccio
Caccia in laguna (recto); Lettere appese a un pannello (verso)
1492 / 1494 circa
Olio su tavola
Los Angeles, The J. Paul Getty Museum, 79.PB.72 - Vittore Carpaccio
Nascita della Vergine
1502 / 1503 circa
Olio su tela
Bergamo, Accademia Carrara, inv. n. 81LC00235 - Vittore Carpaccio
La Vergine Maria che legge
1510 circa
Olio su tela trasferito da tavola
Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection, 1939.1.354
Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni
Informazioni sulla mostraDove
Appartamento del DogePalazzo Ducale, Venezia
Quando
Dal 18 marzo al 18 giugno 2023Orari e prezzi
Orari: marzo 9.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)dal 1° aprile 9.00 – 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
Biglietti: intero 13 €; ridotti 9/5/2 €