Ci sarà tempo fino al 17 giugno per visitare la mostra “Boldini. Ritratto di signora” allestita alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano con la curatela di Omar Cucciniello, Barbara Guidi e Alessandro Oldani. 
Si tratta di un’esposizione piccola per quanto riguarda il numero di opere, ma molto interessante perché consente di ammirare insieme ai lavori dell’artista conservati nel museo milanese (tra cui l’olio su tela intitolato Treccia bionda, dipinto attorno al 1891) una decina di opere prestate dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo Giovanni Boldini di Ferrara.
Undici per la precisione: si va da La contessa de Leusse (olio su tela datato 1889-1890) a La signora in rosa (Ritratto di Olivia Concha de Fontecilla), opera della tardissima maturità, quando ormai il pittore era quasi cieco, passando per l’Autoritratto del 1892 e La passeggiata al Bois de Boulogne (Ritratto dei coniugi Lydig).
Il prestito ferrarese avviene nell’ambito di una collaborazione con la GAM che a sua volta ha prestato tre importanti dipinti di Giovanni Segantini esposti fino al prossimo 10 giugno nel percorso della mostra “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni” al Palazzo dei Diamanti.
Artista poliedrico e prolifico, nonché disegnatore instancabile, Boldini si impose sul palcoscenico internazionale con il genere del ritratto, ma non fu soltanto un ritrattista. In una lettera a un fratello (ne aveva 12!) si lamentava in tarda età di essere menzionato solo come “ritrattista” nella targa d’onore dedicatagli dalla natia Ferrara.
Vero è che la mostra milanese, il cui titolo è un omaggio al romanzo di Henry James (The Portrait of a Lady, 1881), ribadisce – se mai ce ne fosse bisogno – la forza seduttiva dei suoi ritratti e giustamente è stato osservato che Boldini fece con le protagoniste delle sue tele quello che Van Dyck aveva fatto tre secoli prima andando a Genova: trasformare tutte le donne ritratte in regine!
Se il Museo Boldini di Ferrara conserva molti dei “Boldini di Boldini”, ovvero i quadri che il maestro realizzò per se stesso o che dipinse per altri ma che poi tenne presso di sé (era un artista particolarmente geloso dei propri lavori e se ne staccava con fatica), e dunque è tappa obbligata per tutti i suoi ammiratori e gli amanti dell’arte in generale, la mostra milanese è l’occasione per vedere alcune sue opere dialogare con intensi disegni di Paul-César Helleu e con tre sculture in bronzo di figure femminili realizzate da Paul Troubetzkoy.
Il ciclo di conferenze organizzate in occasione della mostra si concluderà martedì 22 maggio alle ore 18.00 con Sergio Rebora che parlerà di “Boldini e la costruzione dell’immagine della donna moderna in pittura”. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Sabato 19 maggio alle ore 11.00 sarà invece possibile visitare la mostra accompagnati dai curatori (obbligatoria la prenotazione sul sito eventbrite.it).
Saul Stucchi
Didascalie:
- Giovanni Boldini
La signora in rosa (Ritratto di Olivia Concha de Fontecilla), 1916
Olio su tela, cm 163 x 113
Ferrara, Museo Giovanni Boldini, inv. 1386
Ferrara, © Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, foto Tiziano Menabò - Giovanni Boldini
Madame X, la cognata di Helleu, 1885-90
Pastello su carta incollata a cartone, cm 73 x 93
Ferrara, Museo Giovanni Boldini, inv. 1406
Ferrara, © Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, foto Luca Gavagna
Boldini
Ritratto di signora
Fino al 17 giugno 2018
Orari: da martedì a domenica 9.00 – 17.30
Lunedì chiuso
Biglietti: intero 5 €; ridotto 3 € (comprende l’ingresso alla GAM)
GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano
via Palestro 16
Milano
Informazioni: