Se fate un viaggio ad Atene, non perdetevi la mostra allestita al Museo Archeologico Nazionale (fino al maggio 2019), intitolata “The countless aspects of Beauty” ovvero “Gli infiniti aspetti della Bellezza”. Si tratta del terzo e ultimo capitolo di un trittico organizzato per celebrare i 150 anni della fondazione del Museo, avvenuta nel 1866. L’anno scorso ho avuto l’occasione di apprezzarne il secondo pannello, dedicato alle “Odissee”.
Il percorso della mostra attuale si snoda in quattro sezioni:
- Estetica eterna
- La bellezza e il desiderio
- Raffigurare il corpo umano
- Ricerca senza fine
Per raccontare la bellezza sono stati selezionati 340 oggetti la cui cronologia dilaga dal neolitico alla tarda antichità. Dunque una lunghissima cavalcata temporale concentrata in uno spazio tutto sommato piuttosto concentrato. Quello che emerge è l’universalità – che non significa uniformità – della bellezza, parola presente in tutte le oltre seimila lingue parlate nel mondo, come fa notare la curatrice.
L’effetto è ottenuto attraverso la spettacolarizzazione degli oggetti in mostra. “Spettacolarizzazione” è usato qui nel senso più positivo del termine, per descrivere, per esempio, le due teche alle pareti che aprono il percorso espositivo. Grazie a una sapiente illuminazione i reperti sembrano librarsi nel vuoto. Sono vasi di epoche diverse, realizzati in materiali, con tecniche e decorati con motivi differenti, accomunati però dall’idea di bellezza che trasmettono. E poi ci sono gioielli, statue, oggetti della vita quotidiana. Anche un paio di contenitori per liquidi in terracotta (rytha) dall’originale forma di babbucce, da Pikermi e Glyphada, in Attica.
Per l’occasione sono stati realizzati tre profumi, in collaborazione con la Korres Company. Un pannello didattico spiega che nell’antica Grecia i profumi erano usati sia dalle donne che dagli uomini, in particolare per occasioni speciali ed eventi pubblici, e servivano come segnali di status sociale. Niente di nuovo sotto il sole…
In una teca sono esposte tavolette in Lineare B, la scrittura dei Micenei. I testi riportano informazioni sulla realizzazione dei profumi (una riferisce che il profumiere Kokalos ha consegnato al collega Eumedes 38 grandi vasi di oli profumati…). Attirano di più, sicuramente, le ampolle con le essenze da odorare.
La centralità di Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, è significativamente sottolineata dalla posizione d’onore assegnata a una sua statua in marmo. Tra le altre statue – che chiudono l’intenso percorso espositivo – vanno segnalate quella del Diadoumeno (“uomo che si cinge la fronte con la benda della vittoria”), copia romana rinvenuta sull’isola di Delo, da un originale, perduto, di Policleto. Dalla stessa isola cicladica proviene la testa in bronzo raffigurante un uomo maturo, dalla fronte corrugata che ne comunica lo stato pensieroso.
Intanto a fare da sottofondo musicale viene riprodotto il brano “Pinta, Nina, Santa Maria” di Vangelis, colonna sonora del film “1492. La conquista del Paradiso”.
Gli occhi non si stancherebbero mai di ammirare le opere in esposizione. Ma quando si esce dalla mostra ci si accorge che rimane senza una vera risposta la domanda di Socrate: “Che cos’è la bellezza?”.
PS: ho raccontato la mia visita alla mostra nella puntata del 4 agosto de “I girasoli” su Radio Popolare, condotta da Tiziana Ricci.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Le sale della mostra “The countless aspects of beauty”
© National Archaeological Museum/ Archaeological Receipts Fund
Fino al maggio 2019
Orari estivi (fino al 31 ottobre):
- lunedì 13:00 – 20:00
- da martedì a domenica 8:00 – 20:00
Biglietti: intero 10 €; ridotto 5 €
Museo Archeologico Nazionale
28th Octovriou (Patission) st. 44
Atene
Informazioni: