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Voi siete qui: Biblioteca » Premio Strega: “Una minima infelicità” di Carmen Verde

25 Aprile 2023

Premio Strega: “Una minima infelicità” di Carmen Verde

Missione Premio Strega 2023: 1 di 12.

“Una minima infelicità” (Neri Pozza, 2022) è il romanzo d’esordio di Carmen Verde. Un libro breve ma dotato di una potenza rara, che gli permette di accedere alla dozzina finalista del Premio Strega 2023.

Annetta Baldini, protagonista e voce narrante del romanzo, è una bambina che diventa donna in un corpo che non vuole saperne di crescere e che rimane estremamente minuto. Annetta adora la madre, Sofia Vivier, una donna elegante e inquieta, e farebbe qualsiasi cosa per lei. La madre, al contrario, si vergogna della figlia a causa di quel suo corpo così piccolo, che non rispecchia le sue aspettative e che per questo lei non riesce nemmeno a guardare.

Il padre, Antonio Baldini, commerciante di stoffe, è un uomo pacato, che rimane impermeabile ai pettegolezzi sul conto della moglie; è una figura presente nella storia e nella vita della figlia, ma riveste un ruolo più marginale, fino a quando decide di cedere la gestione della vita familiare a Clara Bigi, una domestica crudele, che imporrà regole rigide e un controllo assoluto su Annetta.

La giovane si ritroverà così prigioniera di un mondo fatto di rinunce e limitazioni, finché, un giorno, una collega non le indicherà la via per correggere il suo futuro.

Carmen Verde, Una minima infelicità, Neri Pozza

È proprio in quel futuro che incontriamo Annetta, ormai adulta, impegnata a ripercorrere la sua vita attraverso le fotografie del passato, conservate nella vecchia casa di famiglia. Al centro c’è sempre la madre, Sofia Vivier: lei è ciò che basta a far bella la fotografia, nonostante l’infelicità che la pervade e che trasferisce alla figlia.

“In questa ho l’aria triste. Non è indispensabile essere felici”.

Siamo lì, insieme ad Annetta, a guardare quella collezione di immagini, che sono istantanee di vita e frammenti di memoria. Immagini che diventano parole, pellicole che diventano pagine, a volte piene, a volte vuote, rappresentazioni di una vita fatta di alti e di bassi, di presenze e di mancanze. Siamo così vicini ad Annetta, che la sua storia diventa un po’ la nostra, grazie anche all’assenza di una definita collocazione temporale e spaziale del racconto.

L’autrice, infatti, non ci dà nessuna coordinata, solo qualche indizio, come l’elemento del pettegolezzo su Sofia, che fa pensare a un piccolo paese di provincia, e dell’emancipazione femminile, che rimanda agli anni Sessanta, lasciando un’assoluta libertà di lettura e interpretazione: Annetta – e allo stesso modo Sofia – potrebbe essere chiunque e trovarsi ovunque.

Le frasi minime ed essenziali, in queste pagine, diventano giganti. E ti abbattono. E ti risollevano. Ti trascinano nel vortice dell’infelicità, alla ricerca di quell’amore che può solo crescere, anche quando sembra impossibile, anche quando non ha ritorno.

Il romanzo di Carmen Verde diventa uno strumento per indagare il rapporto tra madre e figlia, il legame d’amore per eccellenza, il più naturale che possa esistere, ma che nella storia di Annetta diventa complesso e travagliato, perché non ricambiato e basato sul distacco, sull’indifferenza. Sull’infelicità, appunto.

Nelle fotografie e nelle parole di Annetta si sovrappongono emozioni, ricordi e consapevolezze.

“La vita non è meno della letteratura. Bisognerebbe studiare a scuola l’infelicità delle nostre madri.”

E da qui grandi interrogativi per il lettore: chi erano i nostri genitori prima di essere genitori? L’infelicità è un destino o una scelta? È un tratto che ci tramandiamo di generazione in generazione o qualcosa che andiamo cercando, pur consapevoli che potremmo avere di meglio?

Mi sono bastate poche ore per leggere Una minima infelicità, mi ci sono voluti giorni per smettere di pensarci. Mi interrogo sul perché e trovo la risposta in quei veloci pensieri che ho condiviso subito dopo aver terminato la lettura: anche quando le storie sono diverse e sembrano distanti nel tempo e nello spazio, la nostra Sofia può tornare a rivivere.

“Nel cognome di mia madre scoprivo le lettere del perpetuo ritorno: Sofia Vivier, Sofia Rivive”.

Con Una minima infelicità la missione Premio Strega 2023 parte con il piede, o meglio la lettura giusta.

Ilaria Cattaneo

Carmen Verde
Una minima infelicità
Neri Pozza
Collana: Bloom
2022, 160 pagine
17 €

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