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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Maledetto il giorno che t’ho incontrato” di e con Verdone

18 Gennaio 2024

“Maledetto il giorno che t’ho incontrato” di e con Verdone

Maledetto il giorno che t’ho incontrato di Carlo Verdone (1992)

Ho chiuso il 2023 con un film abbastanza pauroso (Black Christmas di Bob Clark, NdR), ma inizio l’anno nuovo con una simpatica commedia sentimentale.

Verdone è un regista/attore abbastanza prolifico e – come già altre volte – non ho scelto il suo film più significativo, ma una pellicola a cui sono legato e non dirò perché, anche se non è difficile immaginarlo.
Almeno dal punto di vista artistico, la vita di Verdone è molto nota in Italia. Ha debuttato come cabarettista, per poi passare alla televisione e infine al cinema.

In questo periodo su qualche canale a pagamento va in onda una serie (Vita di Carlo) riguardo alla quale non posso dire nulla perché non l’ho mai vista né credo di farlo in futuro. Quello che posso fare è ripercorrere velocemente qualche tappa prima di arrivare ai giorni nostri.

Carlo Verdone e Margherita Buy in "Maledetto il giorno che t'ho incontrato"

Nasce a Roma nel 1950, da un padre docente universitario di Storia del Cinema e da una madre professoressa di lettere. Almeno fino ai 18 anni, dedicarsi alla recitazione o alla regia non era certo tra i suoi pensieri: “Avevo i capelli, mi innamoravo spesso, ascoltavo Jimi Hendrix, avevo una Vespa 50 truccata e mi sentivo felice, leggero. Andavo sempre al cinema all’aperto, fumavo di nascosto e per questo prendevo qualche sberla da mio padre. Ero un ragazzo normale e diventare attore era l’ultima cosa che avrei fatto.”

Liceo Classico Tasso e poi laurea in Lettere Moderne a “La sapienza” di Roma.

All’inizio della carriera, affitta per alcuni giorni l’Alberichino, vale a dire lo scantinato del teatro vero Alberico. “Passate le prime serate, però – racconta lui stesso – erano finiti gli amici ed i parenti, ed una sera in cui non c’era nessuno, mentre stavamo per chiudere, si presentò un signore: tenni lo spettacolo solo per lui. Il misterioso spettatore era un famoso critico che dopo due giorni scrisse una recensione positiva su Paese Sera. Gli spettatori da quel giorno diventarono dieci, poi venti, poi cento. Così iniziò tutto.”

A teatro lo vede anche il regista televisivo Enzo Trapani che lo fa debuttare sul piccolo schermo nel varietà “Non stop”. (Parentesi: il varietà è disponibile gratuitamente su RaiPlay e, oltre a Verdone, cominciano da lì diversi altri protagonisti del cabaret italiano).

Dal piccolo al grande schermo il passo è breve. Anche perché al cinema ripropone i personaggi che l’avevano fatto diventare famoso (Un sacco bello, Bianco, rosso e Verdone).

Sembra a questo punto che la sua vena artistica sia esaurita, ma, con la complicità del produttore Mario Cecchi Gori, che gli lascia carta bianca, finalmente arriva a scrivere e a dirigere lavori con un maggiore spessore, storie che lasciano alle spalle i personaggi, per raccontare di persone comuni con le loro vicende normali.

Ed eccoci quindi arrivati a Maledetto il giorno che t’ho incontrato, preceduto da Compagni di scuola (1988), e seguito da tanti altri (Viaggi di nozze, 1995; Sono pazzo di Iris Blond, 1996; Io, loro e Lara, 2010, solo per citarne alcuni).

In questi film, da sceneggiatore, regista e attore, mette in scena la difficoltà e il disagio dell’individuo di fronte alla società contemporanea. Partendo dalla commedia all’italiana, Verdone, poco per volta è riuscito nel compito di sviluppare una sua poetica facilmente riconoscibile: i piccoli tic, l’ipocondria, la profonda conoscenza dei sintomi e dei medicinali adatti. Sempre con la grande capacità di approfondire i personaggi femminili che lo accompagnano, esaltandone e valorizzandone il talento.

“Pronto? Parlo col servizio percorribilità strade? Ah, buongiorno. Senta, io sono un socio ACI numero di tessera 917655 barra UT come Udine Torino. La disturbavo per avere qualche delucidazione dato che devo restare a Roma a votare. Senta, ho sentito dal bollettino dei naviganti che è in arrivo un’area depressionaria di 942 millibar, e…”

In Maledetto il giorno che t’ho incontrato sono presenti, oltre alla storia sentimentale, le nevrosi e le manie di alcuni quarantenni degli anni Novanta, anni irrequieti e di grandi incertezze.

Mentre la colonna sonora propone musiche care a Verdone, lo spettatore viene trasportato come in un road movie attraverso l’Inghilterra del sud, con una fotografia magistrale e paesaggi indimenticabili. Tutto, condito da un umorismo simpatico e mai volgare.

“Te posso dì ‘na cosa? Tu non sei da analisi, sei da ricovero. Ma di quelli immediati!”

La sceneggiatura a due mani con Francesca Marciano risulta un’accoppiata vincente: “lei scrisse la Buy, io me stesso: fu un ping pong perfetto”.

Note e osservazioni

Molto grazioso è l’aneddoto che riguarda la sua prima cinepresa (Bolex super 8). La acquista da Isabella Rossellini (sua amica fin dall’adolescenza), che gliela vende per riuscire a pagarsi le telefonate, costosissime all’epoca, che fa a un suo fidanzato all’estero. Per racimolare le settantamila lire necessarie, Carlo chiede prestiti a tutti e con essa gira i suoi primi film sperimentali: Poesia solare(1971), Allegoria di primavera (1972) ed Elegia notturna (1973), cortometraggi tutti e tre smarriti, probabilmente all’interno dei magazzini della RAI.

Verdone è un grande appassionato di musica rock e ha l’hobby di collezionare vinili. Secondo lui, Maledetto il giorno che t’ho incontrato avrebbe un record mondiale: usa ben cinque brani di Jimi Hendrix. Oggi, dice, con la famiglia che detiene severamente i diritti, sarebbe assolutamente impossibile.

Nel film di cui sto parlando c’è anche un cameo del musicista Richard Benson nel ruolo di se stesso quale conduttore della trasmissione “Jukebox all’idrogeno”. Verdone è anche un batterista amatoriale e ha collaborato suonando in studio e dal vivo con Antonello Venditti, Lucio Dalla e gli Stadio.

Una curiosità: quando Bernardo e Camilla vanno al cinema per cercare di superare le proprie fobie, sullo schermo viene proiettato Arma non convenzionale.

E, a proposito di curiosità, il titolo del film (che – per inciso – viene pronunciato due volte, una volta da Bernardo, una volta da Camilla) è ripreso da Stasera a casa di Alice, lavoro precedente di Verdone.

Oltre che sceneggiatore, regista e attore, Verdone è stato anche produttore di un film di cui ho parlato tempo addietro: Zora la vampira dei Manetti Bros.

L S D

Maledetto il giorno che t’ho incontrato

  • Regia: Carlo Verdone
  • Soggetto: Carlo Verdone, Francesca Marciano
  • Sceneggiatura: Carlo Verdone, Francesca Marciano
  • Interpreti: Carlo Verdone, Margherita Buy, Elisabetta Pozzi, Giancarlo Dettori, Stefania Casini, Renato Pareti, Dario Casalini
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