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Voi siete qui: Biblioteca » Recensione di “Musica e psiche” di Augusto Romano

8 Aprile 2021

Recensione di “Musica e psiche” di Augusto Romano

“Musica e psiche” o della musica e della psicoanalisi, perché il libro di Augusto Romano pubblicato da Raffaello Cortina Editore (dopo una prima edizione Bollati Boringhieri di una ventina d’anni fa) è proprio in certe assonanze fra i due regni che cerca il suo punto d’equilibrio, un focus.

Le visioni che più interessano lo psicoanalista, quelle romantiche o che del Romanticismo in qualche modo risentono, sono le estreme: la musica come arte per eccellenza dell’indicibile, approdo ultimo e mai decodificabile sino in fondo dell’espressività umana, il resto – essenziale – del discorso quando esso arriva alla fine: tutto ciò per l’autore assomiglia in fondo all’esito possibile (o inevitabile?) della pratica analitica.

Il rimando a Jung è evidente, a quella nozione della psicoanalisi restia a sussumere un’inclinazione scientifica e consapevole di una sua inesauribilità ermeneutica: il dire e la scoperta nel rapporto fra analista e paziente non concludono effettivamente mai.

Augusto Romano, Musica e psiche, Raffaello Cortina Editore

Linguaggio aconcettuale per eccellenza, il destino della musica ha da fare con “altezze siderali” o, viceversa, “profondità abissali” – se questi archetipi rimandano all’inconscio, scrive Romano, esso corrisponde solo marginalmente alla sua accezione freudiana, “ponendosi piuttosto di volta in volta come flusso di energia senza nome o deposito di potenzialità inespresse o neglette”.

Vari sono gli scrittori, o i filosofi, o i musicisti stessi che nella coincidenza degli opposti vedono cifrarsi dinamicamente un orizzonte che non è quello della ragione, che la ragione non contiene – vale per la parola figuriamoci per la musica. Se per Claude Lévi-Strauss il privilegio della musica “consiste nel saper dire quello che non può essere detto in nessun altro modo”, per Vladimir Jankélévitch “la musica non significa altro che ciò che è” (ma il filosofo francese rifiuta l’idea che da essa si acceda a una realtà sovrasensibile).

È la cosiddetta “musica assoluta”, la precipua in discussione: musica non descrittiva, o imitativa, aliena a ogni semantica – almeno volontaria o parafrasabile; e qui, nessuno ha saputo dir meglio dei romantici (dei tedeschi per la precisione): Novalis, E.T.A. Hoffmann, o il singolare, meraviglioso Wackenroder che ci lasciò pochissime pagine, molte delle quali dedicate alla musica, per lui, una via di “redenzione”.

Per Hoffmann invece rimandava a una “nostalgia infinita”. A questa Sehnsucht potremmo aggiungere la ricerca del Tono Perfetto: una mistica dell’infinito ma anche del Suono, origine e fine di tutto per esempio in Wagner. Per non dimenticare Ludwig Tieck: “la musica tocca in noi il nucleo più segreto”, era la sua convinzione.

È bene chiarire che tutto ciò non apre necessariamente, com’è per alcuni degli scrittori citati, le porte di un paradiso perduto. Com’è nel viaggio dell’analisi – imprevedibile – la musica può anche soggiacere a un regime demoniaco. Glenn Gould aveva bisogno di espungere dalla performance ogni imprevedibilità (ciò che in parte spiega l’originalità eccentrica del suo repertorio – il Romanticismo, com’è noto, ne resta fuori); ne “Il soccombente”, il romanzo di Thomas Bernhard ispirato alla sua figura la musica sembra più dannazione che felicità – perplime tuttavia nella lettura che l’autore fa dei personaggi del romanzo l’applicazione di una certa psicopatologia, cosa di cui lo stesso Romano sembra consapevole senza riuscire a sfuggirvi del tutto.

Più interessante l’idea di “lasciar respirare l’inconscio” nella psicoanalisi, sentirsi, analista e paziente, “come un problema sempre aperto”. Analoga al Wanderer schubertiano, l’analisi per l’autore è un viaggio continuo, in cui al paradigma della verità si sostituisce una tensione, un dinamismo mai esausto, inconcluso. Ciò che conta, nell’analisi qui concepita, “è il senso del ritmo”, una qual certa poeticità. Povero Freud.

Michele Lupo

Augusto Romano
Musica e psiche
Raffaello Cortina Editore
Collana Saggi
2021, pagine 190
16 €

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