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18 Dicembre 2023

Da O barra O “Il signor Han” di Hwang Sok-yong

Il signor Han di Hwang Sŏk-yŏng (traduzione di Andrea De Benedittis, O barra O Edizioni*, 2023) racconta la guerra di Corea, la separazione tra Nord e Sud al 38° parallelo, la lacerazione di case, famiglie e l’ostinato sospetto di spionaggio e lealtà al Nord nei confronti delle persone che ne fuggirono. La storia del signor Han è il dramma di un Paese e la vicenda di un uomo fedele ai suoi principi e alla sua morale – a volte percepita come ingenua – mentre le persone che lo circondano non sempre condividono.

Il signor Han è «un uomo dilaniato dalla divisione del suo Paese, brutalmente separato dalla sua famiglia, declassato socialmente, ripudiato dal Nord e sospettato nel Sud, indesiderabile ovunque».

Il romanzo inizia con il ritratto di un vecchio solitario, il signor Han, povero e poco disposto a raccontare, impiegato come impresario in una piccola impresa di pompe funebri, inquilino di una misera stanza in un edificio fatiscente in una zona disagiata, proveniente da una città del Sud. Il racconto prende avvio nella Corea degli primi anni Settanta, quasi vent’anni dopo la firma dell’armistizio di Panmunjeom nel 1953.

Hwang Sŏk-yŏng, Il signor Han, O barra O

L’atmosfera è cupa, come nei romanzi realisti (si pensa irresistibilmente a Père Goriot di Balzac), i vicini di casa sono a volte sprezzanti, a volte ostili, a volte caritatevoli; tutti alla ricerca del prevedibile e desiderato posto vacante della stanza occupata dal signor Han e ardentemente bramata dagli inquilini forzati, a seguito della crisi abitativa seguita alla firma dell’armistizio tra le due Coree e l’afflusso di profughi dal Nord al Sud, che vivono ammassati gli uni sugli altri in una promiscuità difficile da sopportare.

L’autore crea, dopo questo lungo prologo che si conclude con la morte di Han, una serie di domande. Chi è? Da dove viene? Cosa ha fatto per ridursi a vivere nel virtuale anonimato e in uno stato di povertà assoluta, quando certi indizi permettono ai suoi vicini di vedere in lui un uomo colto che in passato aveva una vita più agiata? È una spia comunista sotto copertura della Corea del Nord?

L’autore torna al passato, quando scoppiò la guerra di Corea, quando il signor Han era ginecologo e professore all’Università di Pyongyang. È allora che il particolare talento di Hwang Sŏk-yŏng si rivela magistralmente, in una modalità narrativa che combina fatti reali, colpi di scena incessanti e una scrittura fredda quasi fosse il rapporto di un osservatore neutrale. Non ci sono commenti da parte dell’autore, il signor Han soffre le scelte fatte da altri nella guerra fratricida controllata a distanza da Stati Uniti, Cina e Unione Sovietica, per ragioni geopolitiche.

Han ha una famiglia e una buona situazione. Ma con la fine della Seconda guerra mondiale e la fine della colonizzazione da parte del Giappone, il Paese diviso tra due grandi potenze (l’URSS e gli Stati Uniti) perde tutto quello che possedeva: carriera, famiglia, possibilità. Il Nord si sta trasformando per rispondere all’ideologia comunista; il Sud si rivela presto il suo nemico. Tra le due potenze e le tensioni politiche rimangono i civili.

Il signor Han è virtuoso e non è impegnato politicamente. Per questo la sua correttezza, in tempi di turbolenza e frenetica prevaricazione, è sospetta. La neutralità politica lo espone, in un contesto sociale dove tutti rischiano di essere nemici o spie o traditori.

Così il protagonista vive tutto quello che hanno vissuto coloro che sono stati al di là della politica: famiglie separate, deportazioni, tentativi illusori di ricostruire una vita “normale”, denunce, espropri, arresti arbitrari, interrogatori kafkiani, torture, sfratti, ostracismo, condizionamenti, decondizionamenti, ricondizionamenti.

Il signor Han subisce pressioni di natura ideologiche e decide di lasciare in pace il Nord, con l’idea di proteggersi dalla minaccia di morte che incombe su di lui. Nella sua mente si tratta di un esilio temporaneo, prima del ritorno dalla sua famiglia. Cosa che non riuscirà a fare mai. Ciò che lo attende è molto diverso da quello che aveva immaginato.

Il signor Han è un romanzo realistico, un testo politico, ritratto di un’epoca di passaggio. Hwang Sŏk-yŏng non giudica, fornisce i fatti crudi. In una frase presenta i luoghi e allo stesso tempo il contesto storico. Spetta al lettore leggere tra le righe, se lo desidera, che questa casa era stata occupata dai giapponesi.

Il signor Han è il romanzo che racconta lo strappo e la ferita di un paese, la Corea, e dello strappo per la maggioranza dei coreani, espresso nella storia caotica di un uomo perseguitato dalla Storia e destinato a soccombere.

*Occidente barra Oriente, n.d.r.

Caudio Cherin

Hwang Sŏk-yŏng
Il signor Han
Traduzione dal coreano di Andrea De Benedittis
O barra O
Collana in-Asia/Corea
2023, 144 pagine
14 €

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