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Voi siete qui: Biblioteca » Da Neri Pozza “La guerra segreta di Putin” di Jessikka Aro

13 Febbraio 2026

Da Neri Pozza “La guerra segreta di Putin” di Jessikka Aro

Jessikka Aro è una vera combattente. Come definire altrimenti una giornalista che continua a indagare sul criminale governo russo dopo anni di minacce di morte che mai come in questo caso occorre prendere sul serio?

Nonostante la vita della giornalista finlandese si sia assai complicata negli anni, Aro ha scritto un altro libro, tradotto per Neri Pozza da Nicola Rainò e Marcello Ganassini, dedicato al regime di Mosca, La guerra segreta di Putin (sottotitolo Le operazioni ibride della Russia contro l’Occidente), che mostra con gran messe di dettagli il genere di guerra ibrida di cui i russi si sono resi protagonisti dall’avvio della cosiddetta dottrina Gerasimov.

Guerra che mira a lavorare sotterraneamente alla coscienza dei comuni cittadini europei (e non solo), accerchiati da eserciti di troll, fake news, attacchi informatici. Descritta un paio di anni fa anche da noi nel denso volumetto Brigate russe di Marta Ottaviani, la guerra internettiana e mediatica russa ha goduto dello scetticismo di molti, colleghi, osservatori internazionali, alcuni dei quali, putiniani o no, adusi a non vedere tradizionalmente guerre ibride fuori della Nato, così come a identificare il termine imperialismo solo con gli Stati Uniti.

Ora, scrive Aro, “La negazione dell’esistenza stessa della guerra ibrida è uno degli strumenti con cui il Cremlino prepara il terreno per le proprie operazioni offensive.” Si tratta di utili idioti – ve ne sono anche da noi – che minimizzano o negano tout court l’esistenza di un apparato che vede al suo vertice sopratutto Putin e Gerasimov, capo di Stato Maggiore delle forze armate, generale alla guida dell’aggressione contro l’Ucraina.

La loro azione si configura come una strategia precisa: accompagnare l’uso delle armi con un enorme sistema (dis)informativo al cui cuore si situa il racconto, tipicamente vittimistico dei regimi autoritari, che sono i russi a subire attacchi, manipolazioni mediatiche, propagande avverse. Difendersi attaccando nella convinzione che il campo informatico sia un terreno in cui mantenere la superiorità, ecco il principio.

Gerasimov li chiama “metodi militari occulti”, – un modo per occupare Stati senza farlo fisicamente. Finanziare le opposizioni compiacenti per esempio, favorire la disgregazione delle istituzioni dei Paesi europei.

In questo, la Russia di Putin non è molto dissimile dall’America trumpiana: per entrambe, le voci critiche sono voci nemiche, entrambe mirano a sfaldare l’Europa ed entrambe aiutano quei Paesi europei nei quali sedicenti governi sovranisti considerano gli avversari, nemici.

L’esempio cui la giornalista dà molto spazio e con il quale apre il libro, riesuma la storia dell’aereo russo che nel 2010 precipitò vicino a Smolensk, a circa 300 chilometri da Mosca, nel quale morirono il leader polacco Lech Kaczyński, vertici militari e finanziari, per un totale di 96 persone.

Analizzando il comportamento delle autorità russe, intervistando i parenti delle vittime, confrontandosi con altri giornalisti, e ancora affidandosi ai rilievi scientifici successivi, Aro scopre come non si fosse trattato di un incidente dovuto all’incapacità dei piloti, versione costruita in fretta e molta furia dai russi, ma di un’operazione feroce legata a una strategia molto più ampia della Russia. Per la quale era necessario colpire al cuore il riottoso Stato polacco. In seguito al fatto, risultò sorprendente la maniacale diffusione sulle presunte ragioni dell’accaduto, rivelatisi poi incongrue e contraddittorie.

Come peraltro sostenuto più volte dalla nomenklatura russa “l’informazione non è uno strumento per la ricerca della verità ma un dispositivo bellico”. Ed è così che da anni la manipolazione dell’informazione moscovita dispiega una serie di azioni pianificate mirate alla distruzione delle residue democrazie occidentali, combinando attacchi militari e non.

Da YouTube a Facebook alle troll factories in grado di costruire enormi balle ma così virali da influenzare le elezioni negli Stati Uniti o il referendum sulla Brexit.

Un ruolo apicale svolgono canali quali Russia Today o Sputnik, motori di narrazioni propagandistiche in grado di spostare gli umori e le convinzioni di grosse fette dell’opinione pubblica mondiale. Strategie e movimenti di cyber-assalti e gruppi paramilitari – nessuno più ricorda il Gruppo Wagner? – sono raccontati in questo libro con un notevole dispiegamento di documenti e prove plausibili.

I Paesi coinvolti sono molti, da quelli baltici alla Germania, agli Usa – dell’Italia Aro forse sa meno, un motivo in più perché qualcuno metta su un’inchiesta definitiva sull’argomento.

Michele Lupo

Jessikka Aro
La guerra segreta di Putin
Le operazioni ibride della Russia contro l’Occidente

Traduzione di Nicola Rainò e Marcello Ganassini
Neri Pozza
Collana I colibrì
2026, 304 pagine
22 €

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