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Voi siete qui: Biblioteca » Da Adelphi “Giorno di vacanza” di Inès Cagnati

1 Gennaio 2024

Da Adelphi “Giorno di vacanza” di Inès Cagnati

A distanza di cinquant’anni dalla sua prima uscita in Francia, Adelphi pubblica Giorno di vacanza di Inès Cagnati (traduzione di Lorenza Di Lella e Francesca Scala, 2023). Inès Cagnetti è l’estranea della letteratura francese (è l’autrice a definirsi tale nelle interviste rilasciate e nei suoi romanzi), nonostante abbia ricevuto nel 1973 il Prix Roger Nimier e, nel 1977, il Prix Deux Magots.

Il tema che affronta nei suoi romanzi è la maternità nei suoi aspetti meno poetici e meno retorici, la relazione tesa e fatta di rifiuti tra madre-figlia, i rapporti di potere e di terrore al centro di una famiglia contadina patriarcale del secolo scorso e persino la morte.

Inès Cagnati voleva «rendere meno assurde certe vite fatte solo di miseria» (come dichiara nell’intervista a firma di Laurence Paton pubblicata nell’Appendice di Génie la matta, nella traduzione di Giorgio Pinotti).
Génie la matta e Giorno di vacanza sono un dittico sulla maternità e sull’assenza, che, nonostante una lingua poetica, riescono a collocarsi sul piano sociale (di economia sociale e di psicologia sociale).

Inès Cagnati, Giorno di vacanza, Adelphi

Génie la matta è un romanzo sull’amore assoluto di una bambina, Marie, per sua madre, Génie. Un amore che Génie non può ricambiare, perché la bambina è frutto di una violenza subita da un uomo e dall’intera società. Génie è una donna ripudiata dalla famiglia per aver deciso di non acconsentire al matrimonio, che si sarebbe rivelato fin da subito uno stupro reiterato. Intorno alla madre e alla figlia ci sono la miseria e l’emarginazione, a cui Génie è costretta da un intero paese, e quell’etichetta di matta che la società le affibbia per garantire a se stessa la sicurezza di normalità.

Di emarginazione si parla anche in Giorno di vacanza, ma è raccontata in modo diverso. Stavolta ai margini c’è un’intera famiglia, quella di Galla, la protagonista nonché voce narrante della storia. La famiglia contadina di Galla vive al di là alle paludi, in una terra inospitale di «acque selvagge», in cui nessuno osa avventurarsi, tranne «il vecchio spagnolo con la capra», presenza minacciosa per tutte le donne (madri e figlie che siano).

Galla è un’estranea perché non appartiene più né all’ambiente agricolo, dal quale proviene, né al liceo che frequenta, in cui è malvista dalle compagne e dai professori, per i suoi vestiti e per la sua sensibilità e il suo candore.

Se Génie era colpevole dal punto di vista sociale per non aver accettato di cancellare pubblicamente ‒ con il decoro matrimoniale ‒ la violenza privata subita, la colpa di Galla in Giorno di vacanza è insita invece nella relazione madre-figlia. Se in Génie la matta la tensione che si instaura tra madre e figlia è quella di una figlia desiderante e una madre sfuggente, in Giorno di vacanza accade esattamente il contrario: qui, invece, a sentirsi abbandonata è la madre della protagonista.

Galla non è libera di amare perché non è libera di esistere autonomamente. Il suo amore per la madre è compromesso dal senso di colpa, generato in lei, dal desiderio materno di una vita in simbiosi, in cui si mantenere intatto il cordone ombelicale. In Génie l’assenza della madre agli occhi della figlia si materializza, anche simbolicamente, nell’”assenza” della parola “madre” o “mamma”: per tutto il libro Marie parlerà della madre adorata, riferendosi a lei con il pronome personale di terza persona singolare femminile, “lei”, senza mai definirla.

Le uniche occorrenze del francese mère sono relative agli animali (mucche, conigli, galline, anatre), alla madre di Génie stessa, oppure alla madre di Pierre, il fidanzato di Marie. Con tre sole eccezioni, due delle quali interne alla narrazione: un’occorrenza di maman e una di mère in bocca a Marie, contenute entrambe in una disperata invocazione di aiuto pronunciata al risveglio di incubi ripetuti.

La lingua di Cagnati è scarna e laconica, ma lirica. È una lingua che umanizza animali, vegetali e cose. Una lingua che personifica quanto di più caro al mondo Galla possieda, la sua bicicletta (che si fa strumento di indipendenza e accesso all’istruzione, senza la quale lei resterebbe al di qua delle paludi e non potrebbe oltrepassare il confine concreto dei campi, accedendo così a una prospettiva di vita economico-sociale diversa da quella contadina).

Claudio Cherin

Inès Cagnati
Giorno di vacanza
Traduzione di Lorenza Di Lella, Francesca Scala
Adelphi
Collana Fabula
2023, 151 pagine
18 €

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