Dovrei scusarmi con i miei lettori per i ritardi negli ultimi mesi. Il sommo direttore sa che non è stata cattiva volontà, ma problemi familiari piuttosto seri. Cerco quindi di rimettermi in cammino.
Arrivo a parlare di Terminator di James Cameron (1984), proprio quando nelle sale impazza il suo ultimo colossal Avatar – Fuoco e cenere, destinato ovviamente a demolire i record dei suoi precedenti lavori. E sì, perché Cameron, da Titanic in poi è diventato una vera macchina da soldi: i suoi prodotti costano molto ma riportano indietro molto di più.
Solo a titolo esemplificativo, Titanic è rimasto per anni il film col maggiore incasso nella storia del cinema, superato poi da Avatar e da Avatar – La via dell’acqua. (Tra le pellicole di Cameron si è inserito la terzo posto Avengers: Endgame dei fratelli Russo, 2019).
“Se stabilite i vostri obiettivi così in alto da essere ridicoli e fallite, fallirete molto più in alto del successo di chiunque altro.” (James Cameron)

Andiamo quindi avanti con Cameron. Nasce a Kapuskasing (Ontario, Canada) nel 1954. Si trasferisce nel 1971 negli Stati Uniti. Debutta nella regia cinematografica con un film a basso costo, girato in Italia: Piraña paura, seguito di Piraña, horror di Joe Dante. Tuttavia la sua esperienza si rivela fallimentare: non particolarmente esperto nelle riprese in acqua, viene relegato ad aiuto regista e il suo ruolo viene preso dal produttore.
Si rifà, con gli interessi, con Terminator (The Terminator nell’originale), film cui non veniva dato troppo credito e che si rivela un grande successo.
Prima, però, di passare al film che ho scelto, ancora qualcosa sul regista. Detto che in campo cinematografico, oltre che regista, sceneggiatore e produttore, è anche montatore ed esperto nello sviluppo della computer grafica e del cinema tridimensionale, molti ignorano che per anni si è dedicato a documentari spesso di riprese sottomarine.
“Spero che riusciremo a studiare l’oceano prima di distruggerlo.” (James Cameron)
Dopo Titanic collabora con Discovery Channel (alla ricerca della corazzata tedesca Bismarck), con la NASA esplora una catena montuosa sotto i mari (la Dorsale Medio Atlantica) e The last Tomb of Jesus parla del presunto sepolcro di Gesù (Tomba di Talpiot).
Come si è capito, ha una forte passione per il mare e possiede una flotta subacquea di sottomarini compatti e altri interessanti marchingegni che vale circa 400 milioni di dollari. Infine, ricordo che nel 2012 si è immerso con il batiscafo Deepsea Challenger nella Fossa delle Marianne, raggiungendone per primo il fondo in solitaria.
La tematica del suo cinema è improntata al rapporto tra uomo e tecnologia, anche e soprattutto quando la tecnologia diventa un pericoloso problema. Così accade in Terminator, in Aliens – scontro finale (1986) e anche in Titanic, il più grande oggetto in movimento mai costruito, che si trasforma in una trappola mortale per i viaggiatori. Pensandoci bene, James Cameron è un grande narratore che si avvale delle immagini, oltre che delle parole e degli effetti speciali.
“I’ll back.” (Tornerò) (Terminator)
Questa è la frase spaventosa che il protagonista pronuncia nel film. Detto per inciso, nella spaventosa (questa sì) traduzione italiana, diventa “Aspetto fuori”, frase che interrompe anche le possibilità di uno o più sequel.
Comunque sia, ammetto candidamente che a me piacciono i film (e i libri) di fantascienza. Troppe volte prospettano un futuro più triste o angosciante del presente. Anche le idee o le innovazioni scientifiche che potrebbero sembrare (quasi) impossibili, dopo qualche tempo diventano reali.
Quello che accade in Terminator è un viaggio a ritroso nel tempo, per modificare quanto dovrebbe accadere.
“Per ricostruire il futuro, deve cambiare il presente.” (dalla locandina in francese)
Il soggetto e la relativa sceneggiatura si devono allo stesso Cameron e a Gale Anne Hurd, anche se lo scrittore fantasy Harlan Ellison sostiene che una parte della storia sia tratta dall’episodio “Soldato” di Ai confini della realtà da lui scritto. Si raggiunge alla fine un accordo economico e nei titoli di coda viene inserito un riconoscimento al lavoro di Harlan Ellison.
Come scrivevo sopra, uscito negli USA nel 1984, The Terminator si rivela un clamoroso successo, nonostante i molti dubbi da parte della produzione e da parte di Arnold Schwarzenegger. Oltre che un incasso globale di circa 80 milioni di dollari (era costato 6,4 milioni), il film viene accolto positivamente anche dalla critica. Viene rimproverato alla pellicola di non avere un’adeguata sceneggiatura, compensata, però, da spettacolari scene d’azione montate in modo magistrale e accompagnate dalle musiche basilari di Brad Fiedel.
“Quel Terminator è là fuori. Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura.” (Kyle Reese)
E non finisce qui: visto il successo (e il premonitore “I’ll be back”), da questo primo capitolo arrivano quattro sequel, una serie televisiva, fumetti, romanzi e videogiochi. Si vocifera anche di un Terminator 7, di nuovo con la sceneggiatura di Cameron.
Note e osservazioni
Ci sono almeno un paio di cose che ho tralasciato e di cui vorrei parlare ora. La prima è Avatar e la sua saga. Per realizzarlo, sono utilizzate nuove tecnologie visive: gli effetti speciali sono opera della società neozelandese Weta Digital; Avatar è stato inoltre il primo a essere girato in 3D e a questa ricerca Cameron ha dedicato 6 anni. Dopo Avatar – Fuoco e cenere nei cinema in questi giorni, sono stati già programmati i sequel 4 (dicembre 2029) e 5 (dicembre 2031).
Poi, qualche parola sul protagonista di Terminator: Arnold Schwarzenegger. Sintetizzando al massimo: prima che attore, è stato uno dei maggiori culturisti del mondo (che non vuol dire che avesse una cultura eccezionale, ma un fisico molto curato nella muscolatura: chissà poi perché questi termini sono così simili) e, dopo il cinema, Governatore della California dal 2003 al 2011, pur arrivando dall’Austria ed essendo naturalizzato americano. Quando gli viene proposto Terminator è molto dubbioso, dal momento che la sua carriera cinematografica era in ascesa dopo il successo legato a Conan il barbaro.
Come curiosità, potrei citare che in tutta la pellicola, Schwarzy pronuncia solo 14 battute e appare sullo schermo per 21 minuti sui 107 totali.
Concludo con un quasi gossip: James Cameron si è sposato 5 volte e ha avuto 4 figli. Il secondo matrimonio è con Gale Anne Hurd (sì, proprio la sceneggiatrice di The Terminator); il quarto con l’attrice Linda Hamilton (una delle protagoniste del nostro film). Invece, il terzo matrimonio lo celebra con Kathryn Bigelow, di cui ho parlato tempo addietro (Zero Dark Thirty).
L S D
Terminator
- Regia: James Cameron
- Soggetto: James Cameron, Gale Anne Hurd
- Sceneggiatura: James Cameron, Gale Anne Hurd
- Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Michael Biehn, Linda Hamilton, Lance Henriksen, Paul Winfield