Impossibile spoilerare “Sully”, il nuovo film di Clint Eastwood: è basato su una storia vera arcinota, l’ammaraggio di un aereo sulle acque del fiume Hudson a New York, avvenuto il 15 gennaio del 2009. E siccome tutto avviene nei primissimi minuti della pellicola, lo spettatore (o almeno chi scrive queste righe) si domanda con un filo d’angoscia come potrà svilupparsi la vicenda per la restante ora e mezza.
Il dubbio sembra svanire quando il protagonista, il comandante Chesley Sullenberger per gli amici appunto “Sully”, interpretato da Tom Hanks, viene convocato per rendere conto della sua impresa. Ma come?! Ha portato in salvo tutti i 155 passeggeri del volo US Airways 1549 (equipaggio compreso) e invece di dirgli grazie gli fanno domande su domande e dubitano della sua versione?!
In realtà il dubbio rimane perché Sully non cessa mai realmente di apparire ed essere l’eroe che è, il pilota competente, preparato, dai nervi di acciaio che prende la decisione giusta al momento giusto. Gli ostacoli sulla via del lieto fine sono sassolini messi lì apposta per (tentare di) rendere drammaticamente intenso il film.
A questo servono i flashback che raccontano un paio di episodi della carriera del comandante, prima giovane allievo alla scuola di volo e poi pilota dell’aviazione militare. A questo servono anche le “zoomate” sulle storie di alcuni passeggeri, come i tre uomini che prendono il volo per un pelo, diretti a un torneo di golf. Ma questo episodio, come gli altri, rimane allo stadio di abbozzo. Non viene sviluppato narrativamente e lo spettatore (o almeno chi scrive queste righe) rimane in attesa di chissà quale scambio dialogico che dia spessore alla sceneggiatura, che però non arriverà mai.
Più di una volta viene alla mente il film “Flight” di Robert Zemeckis (2012) con Denzel Washington e il confronto è sempre a sfavore di “Sully”. Non tanto perché John Goodman come spalla è molto più simpatico di Aaron Eckhart, quanto perché dal punto di vista narrativo il film di Zemeckis è decisamente più intrigante e più ricco di emozioni di quello di Eastwood.
Una volta ammarato sull’Hudson (e non NELL’Hudson come giustamente fa notare il vice-comandante) il film prosegue a velocità di crociera senza turbolenze rilevanti. E Sully dimentica la lezione impartitagli dal suo maestro di volo: “sorridere non è vietato”.
Saul Stucchi
Le immagini sono tratte dal sito della www.warnerbros.it
Sully
- Regia: Clint Eastwood
- Interpreti: Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Anna Gunn, Mike O’Malley