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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Raffaello. Il giovane prodigio”: l’arte torna al cinema

20 Giugno 2021

“Raffaello. Il giovane prodigio”: l’arte torna al cinema

“L’ALIBI della domenica” è dedicato al docufilm “Raffaello. Il giovane prodigio”.

Verrà proiettato in 230 sale italiane, soltanto nelle date di lunedì 21, martedì 22 e mercoledì 23 giugno 2021 il docufilm “Raffaello. Il giovane prodigio”, diretto da Massimo Ferrari, prodotto da Sky e distribuito da Nexo Digital. L’arte al cinema riprende così alla grande, con uno dei sommi artisti di tutti i tempi.

La pandemia ha rovinato molti piani, comprese le celebrazioni per il quinto centenario della morte dell’Urbinate, ma questo splendido lungometraggio può anche essere visto – e goduto – come auspicio alla ripresa, sotto il segno della bellezza.

Poster del film "Raffaello. Il giovane prodigio"

Spettacolari le immagini, e non poteva essere altrimenti, visti i capolavori di Raffaello che vengono squadernati, i luoghi che li custodiscono e le città in cui si è articolata la sua breve ma intensissima vita, da Urbino all’Urbe (passatemi il calembour), passando per Firenze e Perugia.

Ibridazione di linguaggi

Il viaggio si apre subito con icone dell’arte occidentale. Riconosciamo la “Fornarina”, il “Trionfo di Galatea”, la “Scuola di Atene”… Ma è con la “Madonna della Seggiola” (una delle perle della Galleria Palatina di Firenze) che si apre il racconto. È la voce inconfondibile di Valeria Golino a guidare lo spettatore: emozionata ed emozionante lo accompagna lungo le tappe della carriera di Raffaello.

Anche la tecnologia dà il suo grande contributo. Le riprese con il drone sopra i tetti di Urbino sono magnifiche (viene da domandarsi perché siamo ancora qui e non nel Montefeltro…). E poi una novità: l’ibridazione dei linguaggi. Alle tradizionali riprese, con gli inserti degli interventi di storici dell’arte, sono mescolate brevi animazioni, opera dell’illustratore Giordano Poloni, animate dallo studio creativo Alkanoids.

"Raffaello. Il giovane Prodigio": animazione grafica per i funerali di Raffaello

Momenti cruciali della vita di Raffaello sono raccontati attraverso questa forma d’arte, versatile e di sicura presa, soprattutto sul pubblico dei più giovani. Abilità del regista è riuscire a tenere insieme tutti questi linguaggi per confezionare un film che non ha mai un momento di stanca. Certo, gran parte del merito è di Raffaello, ma la scrittura, il montaggio e la fotografia danno ciascuno il proprio apporto, fondamentale.

Carrellata di capolavori

La lista dei capolavori è lunga. A quelli già citati sopra qui aggiungerò soltanto qualche altra opera, impossibile da tralasciare: “La Muta”, “La Velata”, la “Madonna del Cardellino”, la “Dama con Liocorno”, il “Ritratto di Leone X”, la “Madonna Sistina”, la “Trasfigurazione” e la “Pala Baglioni”, con i suoi debiti verso l’arte classica e quel braccio penzoloni del Cristo che farà molta strada nella storia dell’arte…

Raffaello, Trasporto di Cristo (Pala Baglioni) © Foto Scala Firenze su concessione MiBACT

Ci sono anche, a dire il vero, alcune assenze che si fanno notare, in particolare le tavolette del “San Giorgio e il drago” della National Gallery di Washington (a proposito della quale consiglio “Sulle tracce del drago” di Joanna Pitman, pubblicato anni fa da Longanesi) e il “Sogno del cavaliere” dell’omonima galleria londinese. Mancano anche le due tavolette del Louvre: “San Michele e il drago” e “San Giorgio il drago”.

Le Madonne di Raffaello

Centrali nella biografia, nel cuore e nell’arte di Raffaello le figure femminili. Le sue Madonne mostrano influenze di Leonardo e Michelangelo, ma soprattutto raccontano l’incredibile metamorfosi con cui l’artista ha saputo sempre reinventare il proprio stile. Lo dice bene Vincenzo Farinella, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa e consulente storico-scientifico del docufilm: se non avessimo i documenti, penseremmo a due pittori distinti ammirando due Madonne di Raffaello.

Alla voce narrante di Valeria Golino e al professor Farinella, si alternano gli altri “ospiti”:

  • Lorenza Mochi Onori, storica dell’arte ed esperta di Raffaello
  • Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte italiana
  • Tom Henry, direttore dell’Università del Kent a Roma
  • Amélie Ferrigno, storica dell’arte e ricercatrice associata presso il Centre d’Études Supérieures de la Renaissance (CESR Tours)
  • Ippolita di Majo, sceneggiatrice e storica dell’arte
  • Gloria Fossi, storica dell’arte medievale e moderna

Uscito dal cinema al termine dell’anteprima per la stampa, sono entrato in libreria. Ovunque posassi lo sguardo, m’imbattevo in un’opera di Raffaello. Sono riprodotte sulle copertine dei libri (non soltanto d’arte, naturalmente), sulle cartoline e sui biglietti d’auguri. A 500 (e uno) anni dalla morte, Raffaello è più vivo che mai.

Poi ho visitato la mostra “Campo dei miracoli. Emanuele Luzzati a Nuages” alla Galleria Nuages di Milano dove, tra altre opere, sono esposte le tavole del “Pinocchio” dell’artista genovese. Mentre viene scortato da degli asinelli in frac, il burattino esanime ha lo stesso braccio penzoloni del Cristo della “Pala Baglioni”.

Non appaia blasfemo l’accostamento. Il cardinal Giacomo Biffi (1928 – 2015), Arcivescovo metropolita di Bologna dal 1984 al 2003, pubblicò nel 1977 con Jaca Book “Contro Maestro Ciliegia. Commento teologico a «Le avventure di Pinocchio»”, ripubblicato l’anno scorso dallo stesso editore.

Che bello tornare a godere dell’arte: nei musei, nelle gallerie, nelle librerie… E nei cinema!

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Il poster del film
  • Animazione grafica per i funerali di Raffaello
  • Raffaello
    Trasporto di Cristo (Pala Baglioni)
    © Foto Scala Firenze su concessione MiBACT
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