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Voi siete qui: Biblioteca » Premio Strega: “Dove non mi hai portata” di Calandrone

16 Maggio 2023

Premio Strega: “Dove non mi hai portata” di Calandrone

Missione Premio Strega 2023: 4 di 12.

“Propongo la candidatura del romanzo Dove non mi hai portata di Maria Grazia Calandrone per due fondamentali motivi: la tenuta stilistica che non viene mai meno nelle 247 pagine del volume; la capacità dell’autrice di coinvolgere il lettore in una vicenda storica e umana al calor bianco […]”. [1]

Ecco uno stralcio delle motivazioni con cui Franco Buffoni ha candidato alla LXXVII edizione del Premio Strega il romanzo Dove non mi hai portata di Maria Grazia Calandrone (Einaudi, 2022), già semifinalista nel 2021 con Splendi come vita (Ponte alle Grazie, 2021).

Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata, Einaudi

Estate 1965. Una bambina di circa nove mesi viene abbandonata nel Parco di Villa Borghese a Roma. A qualche giorno di distanza, nelle acque del Tevere, vengono rinvenuti due corpi: sono l’uomo e la donna che hanno lasciato quella bambina “alla compassione di tutti”, come riporta la loro lettera di commiato.

Gennaio 2022. Maria Grazia Calandrone, quella bambina, oggi adulta, inizia a scrivere la storia dei suoi genitori, Lucia e Giuseppe, ricostruendola come un puzzle, attraverso articoli di giornali, dati, testimonianze e un viaggio lungo l’Italia.

“Di mia madre, ho soltanto due foto in bianco e nero. Oltre, naturalmente, alla mia stessa vita e a qualche memoria biologica, che non sono certa di saper distinguere dalla suggestione e dal mito.”

Calandrone, accompagnata dalla figlia Anna, parte alla ricerca delle sue origini. Come un’esperta detective, l’autrice investiga, domanda, cataloga, prende appunti. Così, passo dopo passo, scopriamo insieme a lei la storia di Lucia, la giovane donna che l’ha data alla luce e poi abbandonata prima di togliersi la vita, e di Giuseppe, l’uomo che ha donato a Lucia la felicità e la forza di ribellarsi a quella società che la voleva e l’aveva costretta a vivere secondo delle regole per lei ingiuste. Sullo sfondo l’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta: il Molise rurale, Milano e la sua periferia negli anni del boom economico, Roma nella sua eterna bellezza.

Maria Grazia, con enorme forza e coraggio, dipinge un ritratto emozionante di Lucia, vendicandola, rimettendole il sorriso morbido e infantile di quando era innamorata, dandole una voce e un cuore. Quel cuore che ha spinto lei e Giuseppe ad abbandonare la loro bambina perché potesse trovare l’amore e la giusta protezione, quello che loro, sbagliati e colpevoli per la società del tempo, non potevano darle.

Ci troviamo così fra le mani un romanzo puro e intimo, in cui prosa e poesia si fondono, per restituire una descrizione accurata dei personaggi, dei paesaggi e degli ambienti, che prendono a loro volta forma con la ricostruzione dei fatti. Indagine poliziesca, cronaca, memoir, romanzo di formazione: tutto legato e racchiuso in 247 pagine incredibili.

Dove non mi hai portata è una storia biografica che diventa collettiva (e oggi ancora attuale), un romanzo sussurrato e urlato al tempo stesso, atto d’amore e di dolore, capace di restarti incollato addosso anche a distanza di mesi. È il ringraziamento di una figlia alla madre per averle dato la vita, due volte.

“L’amore di Lucia per me, a me in persona sicuramente e semplicemente destinato, sta nel non avermi portata con sé nella morte, sta nel dove non mi ha portata e nel suo avermi riconsegnata alla vita. alla vita di tutti. Facendo, della mia vita, fin dalle sue origini, vita che torna a tutti.”

Dei libri candidati, Dove non mi hai portata è stato il primo che ho letto, a novembre scorso, quando il Premio Strega era ancora molto lontano. Arrivata alla pagina dei ringraziamenti, ho pensato che sarebbe arrivato proprio dov’è, tra i dodici semifinalisti. Ne ero certa.

Ogni anno vengono pubblicate decine di migliaia di libri, sessanta e oltre vengono candidati al Premio Strega (quest’anno ottanta), dodici arrivano in semifinale, cinque in finale, uno solo vince. Ma come si arriva lì, a competere per quel premio letterario? Io, da semplice lettrice, ho la mia motivazione. Una motivazione che ho trovato nel libro di Maria Grazia Calandrone.

“Ogni cosa che ho visto di te,
te la restituisco amata”
.

[1]: Non so quale sia l’esatto significato di al calor bianco di cui parla Buffoni motivando la sua candidatura, ma nella mia interpretazione penso che stia per luminosa e pura.

Ilaria Cattaneo

Maria Grazia Calandrone
Dove non mi hai portata
Einaudi
Collana Supercoralli
2022, 256 pagine
19,50 €

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