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Voi siete qui: Biblioteca » Da Accento “Di me non sai” di Raffaele Cataldo

5 Marzo 2024

Da Accento “Di me non sai” di Raffaele Cataldo

Di me non sai, il romanzo d’esordio di Raffaele Cataldo (Accento Edizioni, 2024), racconta le relazioni ai tempi dei social e delle app di incontri.

Quando Lucio lancia il suo sguardo, oltre i vetri della sua esistenza, sa ancora poco o niente di Davide, dalla sua vita, del suo smarrimento, del suo amore ossessivo e disincantato e tormentato per Lorenzo.
A loro insaputa, e con una certa sorpresa, Lucio, Davide e Lorenzo saranno i vertici di un triangolo amoroso sfuggente. Formeranno una geometria complessa e, a volte, ruvida di aspettativa, di desiderio che li porteranno a provare dolore e sfiorare un crollo psichico ed esistenziale.

Raffaele Cataldo, Di me non sai, Accento Edizioni

Un’app di incontri li mette per la prima volta in contatto, poi, fa in modo che nasca tra Lucio e Davide una relazione fatta di sesso, cene, gite al mare. Passati due mesi, Davide non si innamora, sembra cercare altro. Si sente oppresso da Lucio, «dalla sua saliva e dalle sue mani pronte a frugarlo di notte»; cerca Lorenzo, di cui conserva solo una foto nel cellulare. Lorenzo, che ha visto solo poche volte, finisce per diventare l’ossessione, che non permette a Davide né di amare né di essere amato da Lucio o dagli altri uomini, che frequenta con la speranza di recuperare informazioni su Lorenzo che all’improvviso è scomparso. E che ha lasciato una traccia (apparentemente) indelebile nell’animo di Davide.

Questo amore non corrisposto li rende prigionieri. Prigionieri di un desiderio, inesplorato e dal sapore amaro che li autodistrugge («L’ha salutato, augurandogli buonanotte. Ma quando Davide ha aperto la portiera, l’ha tirato di nuovo dentro. Ha lasciato cadere la testa sulle ginocchia del ragazzo, ed è scoppiato in lacrime», si legge a un certo punto).

Il desiderio che investe Lucio e Davide li porta, incontro dopo incontro, a un’asfissia sentimentale.  Incapaci, come sono, di comprendere i limiti e la differenza che c’è tra il mondo virtuale e quello reale. Tra ciò che è contenuto nelle app e ciò che è fuori da queste.

Poi, il triste epilogo: il dispositivo finito in lavatrice che porta a un distacco definitivo. («Fa appena in tempo a vedere che ha ricevuto un messaggio da un numero sconosciuto – qualcuno che lo saluta chiamandolo ‘biondo’. Lucio ha una stretta al petto»). Solo così si può tornare alla realtà. Agli incontri reali. E ad aspirare a qualcosa di più.

Anche Davide rimane in qualche modo ferito dal limite sottile che c’è tra il mondo immaginato e confezionato e quello reale. E «se ripensa a quei giorni non riesce a credere di aver avuto tanto potere».

Raffaele Cataldo alterna una narrazione veloce, fatta di capitoli brevi, a dialoghi che vanno dritti all’essenza. La lingua che usa è asciutta, alle volte aguzza. Non c’è retorica. La storia viene raccontata con un’incredibile semplicità e con una naturalezza essenziale, che fa emergere gli ostacoli di un rapporto nato dentro un passato turbolento. Ed è destinato a far germogliare solo ansia e inquietudine.

Claudio Cherin

Raffaele Cataldo
Di me non sai
Accento Edizioni
2024, 224 pagine
16 €

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