In questa raccolta di racconti, Dammi il tuo cuore (traduzione di Rino Serù, La Nave di Teseo) Joyce Carol Oates rivisita un regno immaginario, in cui uomini miti si trasformano in mostri e l’abbraccio materno è più spesso schiacciante che un conforto.
Quanto Oates sia una narratrice ben esperta, lo si capisce da come racconta il quotidiano, la banale vita che scorre in periferia e nella quale la scrittrice individua il male. I protagonisti non potrebbero essere uomini o donne più comuni. Quasi banali. Spesso sono donne che non hanno figli, ragazze vulnerabili, ferite dai loro padri, in cerca di accettazione; esseri umani in bilico, come il reduce dall’Iraq, mariti gelosi.
In Strip Poker e Da nessuna parte i padri sono stati incarcerati per aggressione; in Soffocare un padre emotivamente distante e una madre ansiosa fanno sì che una donna di nome Alva ricordi, o immagini, di aver ucciso sua sorella.
Gli uomini e le donne che la Oates rappresenta sono impegnati in una guerra incessante. Non sanno amare se non uomini che non ispirano paura. Dietro alle figure femminili ‒ madri, figlie, nipoti, sorelle ‒ ci sono padri negligenti e assenti che disorientano le loro figlie. Nei racconti capita spesso di leggere della perdita dell’innocenza ‒ sia essa fisica o morale ‒ di giovani donne, tema che percorre un po’ tutta la narrativa della scrittrice americana.

Oates impiega alcuni colpi di scena originali e suggerimenti di ambiguità, caratteristiche che emergono con maggiore forza in Soffocare, testo diviso tra i ricordi fratturati di Alva e il punto di vista più raccolto di sua madre, Lydia, mentre incontra una coppia di detective per confutare le accuse di Alva. Questo espediente porta il lettore a simpatizzare con Lydia: lei è una professoressa molto stimata, Alva un’artista modella itinerante con un passato di problemi di droga. Qua e là, però, emerge una nota destabilizzante: la collezione di pillole nell’armadietto dei medicinali di Lydia, i suoi sentimenti profondamente ambivalenti nei confronti della maternità. La storia è meravigliosamente eseguita e lasciata in modo allettante irrisolto.
La storia del titolo prende la forma di una lettera di una donna all’amante che la respinse 23 anni prima. Lei chiede, o forse insiste, che l’uomo mantenga letteralmente la sua promessa di molto tempo fa di lasciarle in eredità il suo organo più vitale ‒ il cuore ‒ dopo aver incontrato l’incidente che gli costerà la vita. Identificandosi solo come ‘Angelo’ sembra osservare il suo tormentatore/vittima Dr. K mentre legge la sua missiva, apprendendo delle molte occasioni in cui è passata a distanza ravvicinata da lui o dai suoi familiari, persino dalla sua giovane nipote.
Oates non scrive romanzi horror, ma ognuno di questi racconti potrebbe anche esserlo. Le sue storie racchiudono lo stesso tipo di violenza viscerale e utilizza molti dei suoi temi e cliché classici: innocenza perduta, ordine sociale violato, torti e ingiustizie – o, in alcuni casi, offese mal percepite – che portano ad atti di violenta punizione.
La gelosia è la forza trainante de Il primo marito, in cui un avvocato di periferia, dopo aver scoperto le fotografie che sua moglie ha nascosto nel cassetto della scrivania, è così consumato dall’invidia che sacrifica il suo lavoro e la sua relazione nel tentativo di sradicare l’uomo che crede essere un rivale per i suoi affetti.
In Vena Cava un veterano gravemente ferito ritorna dal suo terzo turno di combattimento nella “Guerra contro il terrorismo” sentendosi meno che umano. Il suo corpo è pieno di macchinari che sostengono la vita e la sua città natale sembra il set di un film – presto, un film dell’orrore. Ma mentre questa storia tristemente prevedibile giunge alla sua conclusione, la risposta che genera non è suspense e nemmeno una nauseante inquietudine; è il desiderio di portare a termine la fredda marcia di un uomo disperato il più rapidamente possibile.
Dammi il tuo cuore ripercorre un po’ tutti i temi dell’autrice, con impatto e precisione, tanto da rendere la violenza e il dolore qualcosa di assai vicino e palpabile. In questo e forse nella sua prosa viscerale sta la forza di questa scrittrice americana.
Claudio Cherin
Joyce Carol Oates
Dammi il tuo cuore
Traduzione di Rino Serù
La nave di Teseo
2023, 348 pagine
20 €