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Voi siete qui: Biblioteca » Recensione di “Con gli occhi chiusi” di Edurne Portela

1 Settembre 2023

Recensione di “Con gli occhi chiusi” di Edurne Portela

La casa editrice indipendente Voland pubblica il nuovo romanzo, di Edurne Portela dal titolo evocativo Con gli occhi chiusi (Los ojos cerrados – nella traduzione a cura di Giulia Di Filippo).

Il romanzo breve è una storia corale ambientata a Pueblo Chico, un piccolo paese dell’entroterra spagnolo, in cui si stabilisce una coppia di lunga data e in piena crisi, Ariadna ed Eloy. Il luogo si rivela ben presto popolato solo da persone anziane, che lì sono nate e vissute fin dalla nascita, che lì vivono «come fantasmi che vivono tra queste montagne, persone scomparse anni prima, in grado di spiegarle una serie di cose che lei, per quanto ci rimugini, non riesce a capire».

Edurne Portela, Con gli occhi chiusi, Voland

È il passato il vero protagonista della storia della scrittrice basca Edurne Portela, così come è la nebbia e la distanza da tutto quello che può essere la vita moderna. Gli abitanti, infatti, vivono in un mondo arcaico. Lavorano la terra e si sfamano con quello che la terra gli concede. O pascolando pecore.

Frammenti di un passato ‒ che nessuno può dimenticare, ma di cui nessuno parla, per timore o solo per andare avanti ‒ emergono lentamente e si mescolano col presente in un turbine di voci e piani narrativi, ma soprattutto in quel paesaggio che, coperto dalla nebbia, nasconde il mondo circostante e le vite che si consumano tra le poche case.

Sono voci quelle che raccontano la storia. Senza pietismo, la voce di Pedro, ad esempio, Pedrito, l’ex bambino cresciuto troppo presto, orfano di padre e madre, dedito al lavoro in montagna; o quella di José, poco più grande di Pedro, che insieme a sua madre Teresa prende in casa il bambino orfano, almeno fino al momento in cui decide che Pueblo Chico è troppo piccolo per lui; o quella di Adela, la sventurata mal vista da tutti che riceve aiuto morale e materiale solo dal Pedrito ragazzo; in fine c’è la voce di Federico, figura sfuggente dai mille segreti e mille ombre, pupillo di mamma Teresa arruolato nella Guerra civile spagnola.

Queste le voci che narrano non solo la gente di Con gli occhi chiusi, sospesa tra passato e presente, ma anche la violenza di un passato storico che ancora non ha trovato redenzione.

Così, in questo mondo rurale e lontanissimo, Ariadna viene lentamente condotta verso una verità fantasma che, probabilmente, mai avrebbe creduto di trovarsi davanti.

A poco a poco si capisce, infatti, che in questo paesino, tra queste persone è ancora viva la memoria e la ferita della Guerra civile spagnola. La guerra civile, qui, non è finita nel 1939. Non è finita con le fucilazioni di massa negli anni della repressione brutale della dittatura, e forse neanche con la morte di Franco nel 1975, nel sottosuolo della penisola si nascondono resti di uomini e donne che la Spagna ha sacrificato. Le voci risuonano nei paesini spopolati, la cui storia è per sempre cambiata.

Il lettore viene, quindi, messo faccia a faccia con i responsabili, che sono gli autori della repressione, con colui che ha deciso lo sterminio dei dissidenti e con quegli gli uomini che hanno eseguito gli ordini.

Su tutto domina il silenzio. Su ciò che non si dice c’è una nebbia complice che avvolge i fatti, per impedire che si facciano i conti con il passato. Anche se l’amnistia del 1977 ha spesso interrotto le inchieste sulle atrocità del regime, e impedito che molte fosse comuni, dove seppellivano le loro vittime, venissero alla luce, il grido di quei morti è rimasto.

Claudio Cherin

Edurne Portela
Con gli occhi chiusi
Traduzione di Giulia Di Filippo
Voland
Collana Amazzoni
2023, 168 pagine
18 €

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