Cielo della finlandese Piia Leino (traduzione di Irene Sorrentino, Voland, 2023) segue la storia di due personaggi principali: Akseli e Iina. Il loro incontro avviene nell’Helsinki del 2058, dove l’estrema destra è al potere e il mercato di Hakaniemi è pieno di mendicanti. L’economia di mercato è crollata, non si può viaggiare. Non si sa nulla della situazione nel resto del mondo, perché Internet non è accessibile e per questo le informazioni sono limitate.
Si dice che, a causa della guerra civile, la Finlandia sia stata divisa da qualche parte a nord di Hämeenlinna da una recinzione alta dieci metri. La potente propaganda e l’isteria di massa hanno portato a una violenta epurazione, nella quale sono stati giustiziati di tutti gli immigrati.
Helsinki è completamente isolata dal resto del Paese e del mondo. A Helsinki vivono ormai solo i finlandesi. Le Teste di cuoio pattugliano le strade con le baionette. La città, un tempo ricca di verde, è un luogo arido, dove le persone per lo più restano in casa.

Gli abitanti di Helsinki vivono chiusi nei loro appartamenti. Le persone si spostano per strada solo per necessità, principalmente per procurarsi il cibo (polvere di grillo e soia e la semola d’orzo sono la base dell’alimentazione dei più).
Ci si «ricorda il giorno in cui i treni smisero di circolare. [E] i blocchi di pietra dei palazzoni tacquero», e da tutte le parti del Paese sono arrivate persone in cerca di un rifugio. L’inquinamento ha distrutto il pianeta, gli equilibri tra i popoli e le speranze dei cittadini che, sorvegliati dai soldati di Luce, vivono una vita apatica e priva di qualsiasi desiderio.
Le persone che ci vivono sono depresse e hanno perso la loro vitalità e passione. Anche a causa della macchina della violenza vissuta pochi anni prima. Per riportare una qualche vaga idea di pace agli individui rimasti vengono assegnate ore di utilizzo del Cielo ‒ una specie di realtà virtuale ‒ con cui si tengono sotto controllo tutti gli individui.
Il congegno altro non è che un ulteriore sistema di dipendenza (e di sudditanza) che il governo applica. E nel quale gli abitanti di Helsinki si rifugiano dalla realtà tutte le volte che possono permetterselo. In Cielo si possono visitare le Piramidi, i giardini pensili di Babilonia e New York com’era prima del devastante maremoto del 2043.
Akseli, uno dei due protagonisti, lavora all’università e cerca instancabilmente di scoprire cosa ha causato la depressione nei finlandesi. Dal suo superiore ottiene libero accesso a Cielo e una sorta di pillole che ravvivano la voglia di vivere. Akseli incontra Iina “durante una seduta”; entrambi scoprono di volersi incontrare anche nel mondo reale. Il loro desiderio di rivedersi si rivela un’opportunità per svegliare un’umanità a lungo repressa e addormentata. Tanto da far nascere una nuova speranza.
La vita umana è così calpestata che gli uomini e le donne non provano piú alcun desiderio sessuale. Tutti vivono una vita grigia. Non hanno neanche la possibilità di provare sentimenti. Vivono in un modo unidimensionale, dove tutto è uguale, ognuno di loro finisce per «dimentica[re] il tempo e se stesso. Riposa[re] semplicemente nella sua esistenza, completa, senza limitazioni».
Iina si rivela ben presto il centro del romanzo. È da lei che parte il gesto che porterà la svolta. E sa come recuperare la connessione diretta tra corpo e spirito. Come una novella Eva, Iina fa prendere consapevolezza ad Akseli. Questo permetterà ai due giovani di vivere avventure nella biblioteca di Töölö abitata da piante, animali e mendicanti spaventosi, nel Museo di Storia Naturale fermo nel tempo e in altri luoghi ormai abbandonati della città.
Iina è stata la compagna di uno sviluppatore della realtà virtuale, ricorda il suo passato: la perdita di suo fratello Marius che fu un oppositore al regime, la fuga della famiglia oltre il muro che tiene in salvo i dissidenti. I due iniziano presto una relazione che li “riporta” al mondo.
Così Iina e Akseli si decidono a uscire da un’Eden fittizio per affrontare il mondo reale scoprendo che i limiti dell’umanità del 2058, se esistono, sono mentali più che fisici. È grazie a Iina se «Akseli comincia a intuire come mai le macchine non abbiano risolto i sempre più numerosi problemi dell’umanità. Sebbene riescano a imitare la struttura del cervello umano, esse comunque mancano di qualcosa. Non provano il desiderio di pensare. Credono di essere complete. Noi siamo diventati delle macchine stanche, ma le macchine non sono diventate umane».
Cielo di Piia Leino è un’opera scritta con intensità, capace di attivare aspettative. Alcune cose rimangono inspiegate e menzionate di sfuggita o come puri dati di fatto. Questo forse per evitare di cadere nel genere e per dare spazio alla fantasia del lettore.
Claudio Cherin
Piia Leino
Cielo
Traduzione di Irene Sorrentino
Voland
Collana Amazzoni
2023, 288 pagine
18 €