La casa del poeta di Paolo Lagazzi (La nave di Teseo, 2025) racconta il poeta Attilio Bertolucci attraverso gli occhi dell’autore, anche lui nato a Parma e oggi critico letterario. Nel 1973 il critico stava iniziando a scrivere la sua tesi di laurea su Bertolucci, che però da tempo non risiedeva più a Parma. Viveva a Roma, aveva casa a Tellaro, nel golfo della Spezia, e la casa a Casarola, sul crinale dell’Appennino che separa l’Emilia dalla Liguria.
Quella di Casarola è la casa di famiglia, edificata a fine Settecento dall’antenato Pietro. Ed è «la casa del poeta», alla quale si presenta il giovane Lagazzi. Paolo vede per la prima volta il poeta in giardino, intento a scribacchiare su un quadernone il cui contenuto rimane al momento misterioso.
L’allora giovane laureando pensa che su quei fogli ci sia la prima stesura de La camera da letto, il poema narrativo o romanzo in versi, destinato a diventare il capolavoro di Bertolucci.

Il poeta aveva esordito con la raccolta Sirio nel 1929; nel 1934 aveva confermato il suo talento con Fuochi in novembre e poi, nel dopoguerra, aveva pubblicato La capanna indiana (1951) e Viaggio d’inverno (1981).
Bertolucci apparteneva a quella corrente definita da molti come “antinovecentesca”, perché all’avanguardia preferiva una parola chiara e che raccontava la quotidianità, come Pascoli, Saba e Penna.
In questo libro Lagazzi racconta la poesia del Novecento, le lunghe passeggiate con il poeta nei boschi attorno a Casarola, la locanda del borgo, la familiarità che si instaura con i compaesani del Barnard (per la gente del posto è il padre di Attilio, non il figlio cineasta). E, forse, cosa più interessante, l’incontro di due sguardi affini. Il legame tra il poeta e il futuro critico che si crea è molto profondo, come si capisce dalla parte centrale del libro, dove si raccontano delle “ventiquattro estati” trascorse da Lagazzi a Casarola.
Entrando nel vivo del libro, si scopre come questo sia anche il racconto di un giovane che trova se stesso attraverso i colloqui con un maestro riluttante e sorridente, e grazie a ciò diventa adulto.
Questo libro, pubblicato da Garzanti nel 2008, contiene una serie di contributi aggiuntivi: la prefazione di Emanuele Trevi, le testimonianze di Bernardo e Giuseppe Bertolucci, che del poeta furono i due figli. Poi c’è la voce di Lagazzi, che, come osserva Trevi, può a buon diritto essere considerato come “un terzo figlio putativo”.
Quando mette mano a questo libro ‒ che non è solamente un saggio critico e non può essere ridotto a memoriale ‒ Lagazzi ha già curato il “Meridiano” Mondadori dedicato a Bertolucci, uscito nel 1997.
La casa del poeta non racconta solo di un incontro: quello tra Lagazzi e Bertolucci. Ma anche di qualcos’altro: un incontro di due menti affini e di due sguardi simili. Si crea così un legame più profondo, dove la poesia, il rapporto umano e la quotidianità costruiscono un tessuto umano molto forte.
Attraverso le parole di Lagazzi affiora la voce di Bertolucci e si ha l’impressione di avere di fronte il poeta.
Claudio Cherin
Paolo Lagazzi
La casa del poeta
Ventiquattro estati a Casarola con Attilio Bertolucci
La nave di Teseo
Collana I delfini
2025, 240 pagine
20 €