Martedì 6 luglio ero piazzato davanti a un maxischermo. No, niente “vestaglione di flanella”, né “frittatona di cipolle […], familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato, rutto libero” alla Fantozzi. Anche perché non stavo seguendo la partita Italia – Spagna, semifinale degli Europei di calcio, ma assistevo allo spettacolo “La caduta di Troia”. Massimo Popolizio faceva tappa ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano per proporre la sua lettura scenica del secondo libro dell’Eneide di Virgilio.
La tournée estiva aveva già toccato Bologna e, dopo Milano, sarebbe proseguita per Cesena, Fiesole, Grosseto e altre città. Ad accompagnarlo in questo giro per l’Italia che – in qualche modo – ne racconta l’origine stessa (Tantae molis erat Romanam condere gentem, per dirla con Virgilio) – ci sono i musicisti Stefano Saletti (autore delle musiche, impegnato con oud, bouzouki e bodhran, oltre che nel canto), Barbara Eramo (canto e percussioni) e l’iraniano Pejman Tadayon (con alcuni strumenti della tradizione persiana: kemence, daf e ney).

Mentre loro accordavano gli strumenti, Popolizio si è rivolto al folto pubblico milanese disposto nelle file di fronte al palco e nelle piccole tribune ai lati della piscina per sottolineare la modernità del poema virgiliano. L’Eneide “è uno sceneggiato di Sky ante litteram” – ha detto – tanto è ricca di avvenimenti e colpi di scena, raccontati con una tecnica che potremmo definire “cinematografica”.
La fine dell’assedio
“Un dolore indicibile, o regina, vuoi che io rinnovi”, esordisce Enea dando avvio a un lungo racconto che smentisce l’aggettivo qualificativo. Dirà tutto, nulla tralasciando della “estrema agonia di Troia”. Il gorgoglio della piscina si aggiungeva alle note degli strumenti e alle voci che ogni tanto si alzavano dagli edifici a corona dei Bagni Misteriosi. Qualche spettatore non ha avuto remore nell’estrarre lo smartphone per seguire l’incontro di calcio (avranno prenotato il posto a teatro prima che l’Italia raggiungesse la semifinale?), mentre Barbara Eramo intonava il primo canto.
“Così tutta la terra di Troia dal lungo dolore si scioglie. Si aprono le porte, si gode a uscire, a rivedere il campo greco”. Alla mente è venuto immediato il paragone tra la distensione dei Troiani per la fine dell’assedio e il nostro abbassare la guardia di fronte al virus in remissione (ma davvero?). “Incerta, la folla si divide in pareri opposti”: una sentenza perennemente valida!
Popolizio gesticolava con il braccio libero dal leggio per sottolineare l’incalzare degli eventi, i moti dell’animo dei personaggi, la violenza degli scontri. Il canto incorniciava i quadri in cui si articola il secondo libro dell’Eneide. Un episodio, per esempio, è l’aristia (le gesta eroiche) dei giovani troiani imbaldanziti dall’uccisione del nemico Androgeo, caduto in un tragico errore. Un altro canto ha accompagnato il ribaltamento della situazione – davvero un espediente cinematografico – quando i Troiani vengono di nuovo sopraffatti dai Greci.
Tra Ascanio e Chiesa
Il filo di luci che correva tra i rami degli alberi alle spalle del palco sembrava il profilo degli incendi che avvolgevano Troia, mentre la “Giraffa Raffaella”, la scultura dell’artista fiorentino Sedicente Moradi che svetta sul tetto del teatro, incombeva enigmatica e minacciosa come il fatale cavallo di legno.

Ma il vero nemico erano le zanzare, inarrestabili, assetate del nostro sangue. Stava scendendo la notte quando Ettore è apparso a Enea – “Ei mihi qualis erat, quantum mutatus ab illo / Hectore” – e Barbara Eramo elevava un canto che ci ha commosso. Il fantasma esortava deciso: “Fuggi, figlio di Venere, strappati da queste zanzare”. Pardon: fiamme!
Le percussioni rimbombavano all’infuriare di Pirro che seminava morte nella reggia di Priamo. Da brividi è stato lo scambio tra lui e il vecchio re troiano. “E urlando lo trascinò tremante e malfermo nel sangue del figlio davanti all’altare. Poi, afferratolo per i capelli e sguainata, in un lampo, la spada, con la destra gliela immerse nel fianco. Fino all’elsa”. Una scena alla Tarantino.
E quando il piccolo Ascanio ha stretto la destra del padre, il pio Enea, un boato ha scosso l’aria. Non è stata l’approvazione dei discendenti dei Teucri (ché figli di Ilio non si può scrivere, se non si vuole rischiare il linciaggio): è stata invece la notifica del gol di Federico Chiesa. Poi la ridda dei rigori ci ha portato alla finale. Ancora non sappiamo come andrà a finire. Siamo però contenti che Massimo Popolizio continuerà a raccontare la caduta di Troia durante questa estate. Alla faccia delle zanzare.
Saul Stucchi
Il ritratto di Massimo Popolizio è di Giuseppe Distefano
La caduta di Troia
Dal libro II dell’Eneide
interprete Massimo Popoliziomusiche eseguite dal vivo da Stefano Saletti, Barbara Eramo, Pejman Tadayon
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Bagni Misteriosi del Teatro ParentiVia Carlo Botta 18, Milano
Quando
Martedì 6 luglio 2021Orari e prezzi
Orari: ore 21.15Biglietti: pedana + bordo piscina: posto unico 30 €
I e II settore gradoni + prato > intero 25 €
ridotto under26 / over65 15 €; convenzioni 20 €
III e IV settore gradoni + prato: intero 20 €
ridotto under26 / over65 15 €; convenzioni 20€
Tutti i prezzi sono da intendersi + prevendita