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Voi siete qui: Teatro & Cinema » La bisbetica domata – l’anarchia dell’obbedienza al Teatro Libero

10 Novembre 2017

La bisbetica domata – l’anarchia dell’obbedienza al Teatro Libero

Una scena dello spettacolo "La bisbetica domata - L'anarchia dell'obbedienza" di Alessandro VeroneseAl Teatro Libero di Milano è in cartellone fino al 16 novembre “La bisbetica domata – l’anarchia dell’obbedienza”. È nell’ossimoro del sottotitolo che va ricercata la natura dello spettacolo di cui Alessandro Veronese cura la drammaturgia e la regia, oltre a recitare il ruolo di Battista, il padre delle due giovani fanciulle da maritare. Che in realtà qui diventano tre.

Accanto infatti alla scontrosa (appunto: bisbetica) Caterina e alla remissiva Bianca compare la piccola Emily, di cui facciamo subito la conoscenza. Un tantino ritardata più che ingenua, è il terzo lato di questo triangolo di sorelle che impersonano tre modi diversi di essere donna e di rapportarsi agli uomini.

Lo spettacolo è il secondo pannello di un trittico che la compagnia Fenice dei Rifiuti dedica a Shakespeare. Arriva dopo “Misura per misura – il bordello del potere” e precede “Giulio Cesare – la ballata dei carboni ardenti” previsto per la prossima stagione.

“Sarà accattivante come un sogno e sterile come una fantasia”. Sarà un passatempo straordinario: ecco la promessa iniziale, che sarà mantenuta solo in parte.

Una scena de "La bisbetica domata - L'anarchia dell'obbedienza" di Alessandro VeroneseA Veronese interessa indagare principalmente il tema della sottomissione. Così il rapporto coniugale e quello tra padre e figlie è soltanto un esemplare da laboratorio sul quale concentrare l’attenzione. Regolate le lenti, il regista ha messo a fuoco il vetrino e ha preso appunti su quello che ha visto. E ha visto un sacco di cose, che ha intessuto in uno spettacolo sicuramente ambizioso, interessante quanto complesso ma che forse gli è scappato di mano (come spesso succede con gli esperimenti da laboratorio).

La congerie di riflessioni è infatti strabordata in una rappresentazione che rischia di soffocare sotto il proprio peso. Veronese ha messo tanta carne al fuoco, forse troppa: dal gioco della roulette in cui il vincitore avrebbe come premio Caterina e Bianca, all’analisi delle dinamiche psicologiche che si instaurano nel rapporto tra le sorelle; dalle considerazioni sulla natura del potere a quelle sul travestimento come forma di resistenza e disobbedienza.

Caterina Campo e Alice Bignone nello spettacolo "La bisbetica domata"E poi ancora: dalla tensione erotica solleticata dalle sottolineature sado-maso (con una strizzatina d’occhio al pubblico maschile che apprezza e ringrazia…) ai riferimenti al volo ai momenti più drammatici del secondo dopoguerra, dal celeberrimo “I have a dream” del reverendo Martin Luther King, all’altrettanto famoso “Ich bin ein Berliner” pronunciato dal presidente JFK, passando per la strage di Piazza della Loggia a Brescia e le ultime parole di Salvador Allende (chissà quanti capiranno il riferimento ai numeri 9, 11 e 73…):

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.

Bene Alessandro Prioletti nel ruolo del pezzente Christopher Sly che si risveglia gran signore e intrattiene la sua bella traducendo a modo suo l’ovidiana epistola di Penelope a Ulisse (hac ibat Simois; haec est Sigeia tellus…), ma soprattutto bravissime le quattro giovani interpreti che menzioniamo in rigoroso ordine alfabetico, da Alice Bignone (nei panni di Petruccio) a Caterina Campo (nella sua omonima bisbetica), da Lidia Castella (la svampita Emily) a Giorgia Palmucci (Bianca).

Il loro talento merita un testo più agile. Perché di tutte le dittature quella del tempo è la più ferrea e nessuno ha il potere di sfuggirle. Neanche a teatro.
Saul Stucchi

Dal 9 al 16 novembre 2017

La bisbetica domata
L’anarchia dell’obbedienza

di Alessandro Veronese

  • Drammaturgia e regia Alessandro Veronese
  • con Alice Bignone, Caterina Campo, Lidia Castella, Giorgia Palmucci, Alessandro Prioletti, Alessandro Veronese
  • Aiuto regia: Francesca Gaiazzi e Miriam Zammataro
  • Grafica: Stefania Rotondo
  • Operatore video: Ivan Filannino
  • Una produzione Fenice dei Rifiuti

Orari: tutti i giorni ore 21.00, tranne domenica ore 16.00

Teatro Libero
Via Savona 10

Informazioni e prenotazioni:
Tel. 02.8323126
www.teatrolibero.it

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