Fino al 26 novembre è in cartellone al Teatro Menotti di Milano lo spettacolo “Le Baccanti. Dionysus il Dio nato due volte”, da Euripide, per la regia di Daniele Salvo che in scena interpreta il dio del vino e del teatro, della follia entusiastica e del baccanale.
Vi propongo un esperimento: leggete un paio di recensioni (oltre a questa, s’intende) e insieme le note di regia a cura dello stesso Salvo (le trovate sul sito del Teatro Vascello di Roma, dove lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale lo scorso marzo).
Ne cito qui il passaggio conclusivo:
Tutto ciò che vedrete […] parte dal testo e ritorna al testo, passando per una percezione visiva e sonora contemporanea. Non troverete sovrapposizioni intellettualistiche, esibizioni tecnologiche o meravigliose idee del regista. Abbiamo deciso di creare uno spettacolo complesso, perturbante ed emozionante partendo da Euripide e ritornando ad Euripide.
E poi andate a vedere lo spettacolo. Merita di essere visto per la prova corale degli attori, per le musiche di Marco Podda, le luci di Valerio Geroldi e i costumi di Daniele Gelsi, ma soprattutto per la potenza del testo euripideo al quale – mi pare di poter dire – Salvo si accosta con rispetto (e di questi tempi il rispetto, non a-critico, ma “dinamico” e sincero, è quanto ci evita di precipitare nella barbarie e/o nel ridicolo).
Non tutto mi ha convinto completamente. Per esempio il Penteo impersonato da Diego Facciotti mi è parso troppo agitato. Il dubbio non viene dal fatto che sia “invasato”, per rimanere in tema, quanto dalla validità della scelta di farlo partire già su di giri, con l’effetto che la sua parabola risulta molto più breve.
Alcuni inserti video, poi, sono perlomeno di dubbia lettura se non posticci: alludo alla ripresa a volo d’aquila della metropoli all’inizio dello spettacolo e all’ecografia del feto.
Sul merito di quanto si legge in altre recensioni naturalmente influisce il giudizio personale e soggettivo di ciascuno, ma in definitiva a me pare che l’allestimento di Salvo sia fedele alla dirompente forza tragica del testo euripideo.
L’elemento sonoro vi ha un posto di assoluta rilevanza, non soltanto nelle musiche di Podda, medico foniatra e compositore con il quale Salvo collabora da anni, ma anche e soprattutto nell’utilizzo della voce da parte degli attori, a cominciare dallo stesso Salvo. Al suo apparire in scena Dioniso rivela la doppia natura, divina e umana, ma anche androgina, nello sdoppiamento della voce, dai toni acuti e alternativamente bassi.
Il tema dell’identità è centrale nella tragedia. Dioniso e le sue Baccanti insistono ripetutamente sulla sua genealogia divina, messa invece in dubbio da Penteo: e proprio questa incredulità è origine e causa della sua sventura.
ἥκω Διὸς παῖς τήνδε Θηβαίων χθόνα
Διόνυσος, ὃν τίκτει ποθ᾽ ἡ Κάδμου κόρη
Σεμέλη λοχευθεῖσ᾽ ἀστραπηφόρῳ πυρίSono giunto qui a Tebe io, Dioniso,
il figlio che un tempo Semele nata da Cadmo
partorì tra il fuoco del fulmine (1).
Intensi i brevi inserti in lingua originale (e utili agli studenti del liceo classico, quei pochi rimasti, almeno), ma è soprattutto l’emozionante monologo di Melania Giglio nei panni del secondo messaggero a valere il prezzo del biglietto. Il racconto della macabra fine dello stolto Penteo scava nelle profondità della tragedia greca, ovvero del tragico umano, conferendo dignità agli sconfitti, anche se colpevoli di hybris.
Se il Dioniso legato davanti a Penteo richiama (forse) allusivamente il Cristo di fronte a Pilato nella scena dell’interrogatorio – ma si tratta di un anti-Cristo, venuto a seminare vendetta contro gli avversari e non amore per i nemici -, Agave rinsavita (la brava Manuela Kustermann) è una mater dolorosa che nella consapevolezza del proprio delitto prova i dolori del parto, moltiplicati a dismisura.
Saul Stucchi
Foto di Giovanni Bocchieri
Dal 16 al 26 novembre 2016
LE BACCANTI
Dionysus il Dio nato due volte
- da Euripide
- regia Daniele Salvo
- con: Daniele Salvo (Dioniso), Manuela Kustermann (Agave), Paolo Bessegato (Cadmo),
Paolo Lorimer (Tiresia), Diego Facciotti (Penteo), Simone Ciampi (Una Guardia/Primo Messaggero), Melania Giglio (Secondo Messaggero) - e con: Giulia Diomede, Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida (le Baccanti)
- scene Michele Ciacciofera
- costumi Daniele Gelsi
- musiche Marco Podda
- luci Valerio Geroldi, videoproiezioni Paride Donatelli, maschere e trucchi Creafix Firenze
- assistente alla regia Alessandro Gorgoni
Teatro Menotti
via Ciro Menotti 11
Milano
Informazioni:
NOTA: (1) traduzione di Giulio Guidorizzi, da “Le Baccanti”, Marsilio.