Fino a giovedì 28 marzo al Piccolo Teatro Strehler di Milano sarà in cartellone lo spettacolo L’albergo dei poveri di Maksim Gor’kij che ha debuttato nel capoluogo lombardo lo scorso 7 marzo, dopo le trionfali settimane al Teatro Argentina di Roma.
Si tratta di una coproduzione tra il Piccolo e il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, di cui Massimo Popolizio firma la regia, mentre Emanuele Trevi ha curato la riduzione del testo dello scrittore russo.
“Riduzione” è in realtà termine poco adatto a definire il lavoro compiuto sull’opera originale, da una parte alleggerita con il taglio di alcuni dialoghi, dall’altra rinnovata con “micro-inserzioni” (per citare il termine usato da Popolizio nella presentazione alla stampa milanese) da altri autori come Čechov e Tolstoj, Cormac McCarthy e lo stesso Trevi). Ne è risultato un “testo di pezzi”, un testo “Frankenstein”.

Molto complesso è stato il processo per arrivare allo spettacolo, attraverso la stesura di ben otto copioni, l’ultimo dei quali ha avuto a sua volta una riscrittura scenica durante le prove, quando la compagnia si è accorta che così com’era andava bene per la radio ma non per il palcoscenico.
I calorosi applausi in sala provano che il risultato finale ha incontrato l’apprezzamento del pubblico. A quasi ottant’anni dall’inaugurazione del Piccolo Teatro che alzò il primo sipario proprio su L’albergo dei poveri diretto da Giorgio Strehler nel 1947 possiamo dunque dire che si chiude un cerchio. Ancora nella presentazione citata prima Popolizio si è soffermato sulla riflessione che ha fatto per cercare di capire la motivazione che aveva spinto Strehler a inaugurare il Piccolo con questo testo. Pensa di averla individuata nella tirata finale su cosa sia l’uomo, ma lascio ai lettori il gusto di scoprirla rappresentata in scena.

Popolizio interpreta il ruolo di un pellegrino – con tanto di capasanta o conchiglia di San Giacomo al petto – dal ragionare socratico. Nel mondo del sottosuolo (il pensiero va ovviamente a Dostoevskij), il “qui sotto” che è l’albergo dei poveri porta parole di saggezza che però non tutti apprezzano (basta, con ‘sto predicozzo!).
Il dialogo con il ladro sull’esistenza di Dio ricorda una celebre discussione tra i fratelli Karamazov. La voce dell’attore e regista è uno – se non il principale – dei motivi per vedere lo spettacolo: Popolizio non pronuncia due parole consecutive con la medesima intonazione!

Le scene di Marco Rossi e Francesca Sgariboldi, con i costumi di Gianluca Sbicca e i movimenti scenici di Michele Abbondanza fanno de L’albergo dei poveri una galleria di tableaux vivants alla Hayez, a cui pensano gli attori in scena – ben sedici, tra cui citiamo almeno Sandra Toffolatti nella parte della domina Vasilisa, moglie di Kostylev; Raffaele Esposito nei panni del suo amante Pepel; Michele Nani come il fabbro Klešč; Giovanni Battaglia come il Barone – a dar vita.
Sono infatti estremamente vitali e tutt’altro che rassegnati i personaggi della storia, per molti dei quali la vodka è un modo di vedere il mondo. “Beviamo e non sentiremo più nulla!” è l’invito di uno di loro che innalza una moneta in un gesto che richiama l’ostensione dell’ostia. La giovane Nastja, invece, lo vede attraverso il filtro del romanzetto L’amore fatale…
Tutti, però, cercano in qualche modo di uscire dal pantano in cui sono bloccati. Ci riusciranno? Scopritelo al Piccolo Teatro.
Saul Stucchi
Foto di Claudia Pajewski
L’albergo dei poveri
uno spettacolo di Massimo Popoliziotratto dall’opera di Maksim Gor’kij
riduzione teatrale Emanuele Trevi
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
disegno del suono Alessandro Saviozzi
movimenti scenici Michele Abbondanza
assistente alla regia Tommaso Capodanno
con Massimo Popolizio, Sandra Toffolatti, Raffaele Esposito, Michele Nani, Giovanni Battaglia, Aldo Ottobrino, Giampiero Cicciò, Francesco Giordano, Martin Chishimba, Silvia Pietta, Gabriele Brunelli, Diamara Ferrero, Marco Mavaracchio, Luca Carbone, Carolina Ellero, Zoe Zolferino
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Piccolo Teatro StrehlerLargo Greppi 1, Milano
Quando
Dal 7 al 28 marzo 2024Orari e prezzi
Orari: martedì, giovedì e sabato 19.30mercoledì e venerdì 20.30
domenica 16.00
lunedì riposo
Durata: 100 minuti senza intervallo
Biglietti: intero platea 40 €; intero balconata 32 €