Questa settimana la redazione di ALIBI vi segnala: sull’inserto domenicale di Repubblica (ricordiamo che è consultabile – e scaricabile gratuitamente – sul sito del quotidiano romano) è pubblicato un estratto del libro che Albert Londres dedicò al tema della tratta delle donne bianche che dalla Francia venivano spedite via mare – come oggetti – alla capitale argentina, dove finivano per esercitare il mestiere più antico del mondo. Il libro risale alla fine degli anni Trenta del Novecento ed è ora edito in italiano dalla Excelsior 1881. Quello che si legge è un reportage d’antan con molte somiglianze con quelli scritti oggigiorno dai giornalisti che si occupano del traffico di schiavi.
Sul femminile D – La Repubblica delle donne Massimo Morello si dedica all’originale teoria di Felice Vinci, secondo il quale la città omerica di Troia non sarebbe quella scavata in Turchia da Schliemann: si troverebbe anzi nel profondo Nord, nientemeno che sopra Helsinki.

Il femminile del Corriere della Sera, Io Donna, invece abbandona il terreno del mito per andare a scoprire – grazie all’interessante reportage del francese Serge Michel, con le foto di Paolo Woods – come la Cina cambia l’Africa a suon d’investimenti e infrastrutture mentre l’Europa è ancora alla ricerca di una politica comunitaria efficace.
Sulle pagine milanesi del Corriere di sabato, Gianluigi Colin recensisce la mostra Barbieri di Sicilia che viene inaugurata oggi alla Galleria Grazia Neri di Milano. Sono esposte belle fotografie di Armando Rotoletti, messinese trapiantato nel capoluogo lombardo – su un universo tutto maschile (parallelo a quello esclusivamente femminile dei saloni di bellezza; ma questa netta divisione è ormai superata dai tempi…). “Un reportage della memoria che va oltre la memoria” annota giustamente Colin. Della mostra renderemo conto anche noi su questo sito.
Questa settimana si aprono a Venezia due mostre molto importanti: la prima su Roma e i Barbari, a Palazzo Grassi, la seconda alle Gallerie dell’Accademia sull’ultimo Tiziano. Il National Geographic di gennaio pubblica un interessante articolo del professor Alessandro Barbero (medievista rigoroso, ma anche romanziere di fama, Premio Strega nel 1996) sul rapporto tra le popolazioni barbariche e l’impero romano.