La Sala Polifunzionale della Libreria Mondadori di Alessandria ospiterà dal 14 al 28 aprile la mostra Omero Quarati. La bellezza amara delle cose, a cura di Marco Grassano, di cui ALIBI pubblica qui sotto il testo di presentazione.
Sono qui esposte alcune opere significative del percorso e delle tematiche di Omero Quarati. Mentre artisti come Colombotto Rosso manipolano l’orrido o l’inquietante o il grottesco della vita, Quarati parte piuttosto da “things of beauty” (Keats) quali la Natura, la femminilità, l’arte, la fede, la fantasia. Ma ne coglie per lo più il lato mesto, quasi dolente.

I paesaggi mostrano una velatura notturna o la luce fissa e uniforme dei giorni senza sole. Le rielaborazioni di temi e stilemi della pittura classica (Botticelli et alii) sono segnate dal deterioramento, dalla corrosione degli affreschi antichi ritrovati. Le donne (ballerine semisdraiate sulle ricche balze della gonna; profili di ragazze in cui l’accennata curva delle reni suggerisce senza esplicitarle rotondità callipigie; figure riprese da tergo come la “Venere allo specchio” di Rubens…) hanno la distanza dell’irraggiungibile, o comunque di qualcosa che non si può mai conquistare definitivamente. Le nature morte sono anch’esse fredde e lontane, quasi isolate da un vetro. La precisa architettura crepuscolare della chiesa, pur segnata dal ghirigoro di una bicicletta appoggiata al muro, è uno spazio desolatamente vuoto (così anche i quadri di Maurizio Barbieri).
Le figure religiose hanno un’espressione austera, senza sorriso, anche se non incutono timore quanto piuttosto un deferente rispetto. La “modernità” rappresentata dall’automobile e dall’alone aranciato dei lampioni cittadini presenta, in primo piano, una figura femminile in atteggiamento ancor più prostrato (la testa sulle ginocchia) della “Malinconia” di Dürer o di Munch. Anche la ragazza sdraiata a leggere un libro, mentre una bianca nuvola onirica (il sogno o le figurazioni letterarie?) incombe su di lei, ricorda la non rasserenante incisione di Goya “Don Chisciotte lettore”.

Ho un po’ la sensazione di trovarmi di fronte a un uomo diviso fra un lato goliardico e un coté più riflessivo, direi persino malinconico, che lo metteva in consonanza, in empatia con la sofferenza, le difficoltà, i disagi altrui. Il lato goliardico doveva prevalere nei comportamenti esterni, nei contatti professionali (scolastici) o in società; quello riflessivo caratterizzava i rapporti più personali o intimi e soprattutto l’espressione artistica.
Insomma, allo stesso modo di Rimbaud, Quarati ha fatto sedere la Bellezza sulle proprie ginocchia e l’ha trovata amara. Ma ha anche compreso che essa è la sola a poter dare un senso alle nostre piccole vite. Per questo l’ha voluta fissare sulla tela, a beneficio di tutti noi.
Marco Grassano
OMERO QUARATI (1920-1995)
La bellezza amara delle cose
A cura di Marco Grassano
14-28 aprile 2012
Inaugurazione sabato 14 aprile ore 18.00
Sala Polifunzionale Libreria Mondadori
via Trotti 58
Alessandria
Tel. 0131.261423
Ingresso libero
La mostra è visitabile negli orari di apertura della libreria