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Voi siete qui: Biblioteca » Presentato a Monza Farà nebbia di Stefano Paolo Giussani

24 Aprile 2016

Presentato a Monza Farà nebbia di Stefano Paolo Giussani

Presentazione del romanzo Farà nebbia di Stefano Paolo Giussani al Libraccio di MonzaAlla libreria Il Libraccio di Via Vittorio Emanuele a Monza è stato presentato ieri sera, 23 aprile (Giornata Mondiale del Libro), il nuovo romanzo di Stefano Paolo Giussani, “Farà nebbia”, edito dalla Biblioteca del Vascello di Robin Edizioni.

Per una volta permettetemi di rendere meno anonimo quel verbo impersonale: ha presentato il sottoscritto! Sì, ho accolto con piacere l’invito dell’autore di moderare la presentazione nel capoluogo brianzolo, non a caso a ridosso della ricorrenza del 25 Aprile.

Già il sottotitolo “Romanzo partigiano” indica chiaramente il tema del libro che è, non la continuazione, ma il racconto di una vicenda parallela a quella narrata da Giussani nel suo precedente “L’ultima onda del lago” (Bellavite).

Ed è proprio chiedendogli del rapporto tra i due romanzi che ho iniziato l’incontro. Perché il pubblico in libreria si facesse almeno un’idea, gli ho fatto leggere un brano di “Farà nebbia”, di cui qui riporto una citazione:

Mentre saliva le scale è stato costretto ad attaccarsi alla balaustra, è stato un attimo, il tempo di un giramento di testa. Ha fame. Ha incrociato due che scendevano, una ragazzina con un bambino che era cieco e che aveva più bisogno di lui della balaustra. Si è fatto da parte e loro lo hanno salutato. La bambina ha fatto come un gesto strano sulla mano del fratello, molto più piccolo. Il bambino gli ha detto “ciao” guardandolo anche se aveva gli occhi chiusi. Si è sentito strano. C’è chi sta peggio.

Saul Stucchi presenta Stefano Paolo GiussaniLa ragazzina e il fratellino sono i protagonisti della storia precedente, mentre qui il ruolo principale spetta a un giovane operaio della Caproni, impegnato nella costruzione di aerei da guerra, ma anche picchiatore in camicia nera.

Sorprendendo l’amico Stefano che non se l’aspettava, ho tolto dalla tasca della giacca cinque “rollinz” di Star Wars, spiegandogli che ciascuno di essi era legato a un personaggio, a cui avrei abbinato una domanda.

Scegliendone uno alla volta, Giussani ha così raccontato via via qualcosa del vecchio saggio che in montagna dà consigli di vita e di resistenza a Ervè (il personaggio è ispirato a Giovanni Battista Stucchi, partigiano che fu delegato militare del CLNAI, Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia); del protagonista stesso; delle figure che gli fanno da padri e da mentori; dell’uomo nero, ovvero il carnefice Pietro Koch; delle donne del romanzo, per la gran parte “abitato” da uomini che si conoscono, si scontrano e si combattono, si sfidano, si amano e si… scolpiscono!

Il sindaco di Monza Roberto Scanagatti interviene alla presentazione del libro di Stefano Paolo GiussaniIl sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, ha detto che nella riflessione che ogni anno fa per la celebrazione del 25 Aprile cerca sempre di ritrovare le ragioni della Resistenza. E ogni volta torna il tema della quotidianità. “C’è una quotidianità nell’essere partigiani, nell’aver voluto combattere per la libertà”. È l’eroe di tutti i giorni quello che va riscoperto per dare un senso profondo alla lotta partigiana.

La copertina del romanzo Farà nebbia di Stefano Paolo GiussaniIl sindaco ha ricordato il contributo di Monza, con le lotte nelle fabbriche e i suoi sacrifici, con le deportazioni che seguirono gli scioperi del 1943.

Giussani ha spiegato che fondamentale è stato l’apprendistato nelle fabbriche per i partigiani che venivano dal mondo civile e non dall’inquadramento militare. In fabbrica hanno compreso per esempio il meccanismo della gerarchia. “Per questo Monza è diventata una cintura, perché era l’ultima sede di grandi fabbriche strutturate andando verso nord”. Ervè ha trovato nella fabbrica una famiglia, così come, almeno all’inizio del romanzo, anche nel fascismo ha trovato una famiglia, conquista importantissima per lui orfano.

Il collega e amico Umberto Isman (nipote di Giovan Battista Stucchi) si è invece soffermato sulla cornice naturale del romanzo, sui luoghi della Resistenza, resi molto bene da Giussani con precise descrizioni che rivelano non soltanto una profonda conoscenza, dovuta anche a motivi professionali, ma tutto il suo amore per quei posti.

Per la cronaca: la serata è finita con un gradevolissimo giro-pizza, accompagnato da storie di mostri del più piccolo tra noi, da racconti sulle Isole Lofoten del più girovago e da aneddoti dello scrittore.
Saul Stucchi

  • Stefano Paolo Giussani
  • Farà nebbia
  • La Biblioteca del Vascello
  • Robin Edizioni
  • 2016, 295 pagine, 15 €
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