Questa mattina è stato presentato all’Università degli Studi di Milano (la “Statale”) il convegno di tre giorni su Pandolfo Malatesta, Signore a Brescia, Bergamo e Fano che avrà luogo nelle tre città del titolo e a Clusane d’Iseo tra il 14 e il 16 aprile prossimi.
Il Prefetto di Brescia, dottoressa Narcisa Brassesco Pace, ha svelato ai presenti di essersi affiancata “all’avventura malatestiana” per il solo titolo di condividere con l’illustre predecessore quattrocentesco l’ufficio, sito nel Palazzo del Broletto, edificio simbolo del potere cittadino. Il suo compito – in questo caso – è quello di diffondere la conoscenza dell’unica signoria bresciana e per questo si augura che il convegno in programma serva per informare il maggior numero di concittadini, compresi quelli solitamente poco attenti o interessati alla storia della loro città.
Ma Brescia è soltanto la prima tappa di questo convegno “itinerante”. Altri luoghi importanti per la vicenda storica di Pandolfo sono Bergamo e Fano, rispettivamente seconda e terza tappa del convegno. Alberto Folonari, Presidente della Fondazione CAB (Banca Credito Agrario Bresciano), ha spiegato che il convegno è stato organizzato per presentare al pubblico i risultati degli studi condotti negli ultimi anni sul Malatesta. Ha poi ricordato la missione della Fondazione e il ruolo avuto nella sistemazione del complesso museale di Santa Giulia. Adesso l’attenzione si è concentrata sulla ristrutturazione e la valorizzazione di Santa Maria della Carità, sito che va ad arricchire il percorso già esistente.
La professoressa Elisabetta Conti dell’Università Cattolica di Brescia ha presentato il progetto del convegno, illustrando sinteticamente la figura di Pandolfo Malatesta, oggetto dei suoi studi fin dalla tesi di laurea. Ha ricordato che il Signore, quando venne cacciato, portò via con sé i registri della contabilità di Brescia e Bergamo, provocando così un vuoto di memoria storica negli abitanti delle due città. A Brescia nacquero gli unici suoi figli, avuti da una nobildonna bresciana.
Le carte malatestiane sono difficili da leggere, per le condizioni in cui ci sono giunte e per l’elevato numero. Lei stessa si è dovuta confrontare con una mole di lavoro molto impegnativa che ha svelato la situazione di una grande corte dell’Italia del primo Quattrocento. Pandolfo chiamò a Brescia Gentile da Fabriano, il “pittore della luce” che illuminò il Broletto con una cappella di cui è rimasto pochissimo, peraltro in una posizione particolarmente poco agevole da raggiungere, ovvero nel sottotetto della Prefettura. È però grazie a un soldino che abbiamo l’unico ritratto di Pandolfo.

Il convegno tratterà anche del mecenatismo musicale del Malatesta che chiamò alla sua corte i migliori musici dell’epoca, fatti venire da varie regioni europee, tra cui le Fiandre, la Francia e l’area tedesca e si concluderà a Fano, dove sarà possibile visitare la mostra Pandolfo III Malatesti, signore di Fano, Brescia e Bergamo che dal 9 aprile al 6 novembre 2011 esporrà documenti e alcuni oggetti appartenuti al Signore.
Saul Stucchi
Informazioni sul convegno:
Fondazione CAB
www.fondazionecab.it
Pandolfo III Malatesti, signore di Fano, Brescia e Bergamo
Palazzo Malatestiano
Piazza XX Settembre
Fano (PU)
Tel. 0721.828362