Missione Premio Strega 2023: 3 di 12.
Mentre leggo Le perfezioni di Vincenzo Latronico (Bompiani, 2022) non posso non pensare a Spatriati, il romanzo di Mario Desiati, vincitore dell’ultima edizione del Premio Strega. Sono due libri molto diversi, ma entrambi sono ambientati – almeno in parte – a Berlino e parlano di (e)spatriati.
Il caso vuole che io abbia letto il romanzo di Latronico proprio la settimana prima di partire per un weekend nella capitale tedesca. Questa sarà la mia seconda volta a Berlino, la prima risale a luglio 2019, quindi antecedente la lettura del libro di Desiati (pubblicato nel 2021, ndr). La Berlino descritta in Spatriati mi era sembrata molto distante dalla città che avevo visto e vissuto da turista in quella breve vacanza. Ne Le perfezioni riconosco, invece, la città dei miei ricordi: viva, multiculturale, segnata dalla Storia e dalla modernità, aperta ad accogliere chiunque voglia farne parte, così grande, però, da creare a volte un senso di smarrimento e di solitudine.

I protagonisti de Le perfezioni sono Anna e Tom, una coppia di giovani italiani – sopra i ventitré ma sotto i trenta – trapiantati a Berlino, dove sono riusciti a trasformare la loro passione per il codice in una professione – vedi alle voci web developer, graphic designer, online brand strategist. Dei due protagonisti, expat in una grande città, conosciamo poco come singoli individui, li vediamo esistere e agire solo come coppia, nella vita privata e professionale.
Tutto ciò che conosciamo di loro ci viene raccontato dal narratore esterno, un osservatore attento che segue la coppia in ogni spostamento e ne ascolta ogni pensiero. Quello che sappiamo è che hanno deciso di abbandonare la loro città di origine perché si sentivano mancare la libertà di essere se stessi, cioè di inventarsi, cioè di essere diversi da se stessi. “Anna e Tom erano dei creativi”.
A Berlino la loro vita sembra perfetta: dal lavoro all’ambiente domestico, dalla vita sociale all’organizzazione lavorativa. Questo è quanto appare dalle immagini che i due pubblicano su Instagram, un duplicato della loro vita, sempre pronto per essere condiviso, osservato, apprezzato. Ma non sempre la realtà era fedele alle immagini. Dopo un primo periodo perfetto, Anna e Tom iniziano a sentirsi insoddisfatti e inquieti, le loro certezze traballano e sentono di aver bisogno di nuovi stimoli.
“Il futuro appariva fuori fuoco. Non riuscivano a figurarselo sostanzialmente diverso dalla loro quotidianità – così liscia e curata – e ciò gli conferiva un che di astratto e poco allettante.” Si sentono persi e in trappola in quella città che li aveva accolti calorosamente al loro arrivo. Cosa fare, dunque? Come superare il passaggio da illusione a disillusione?
Ammetto di aver iniziato il libro con qualche perplessità. Perplessità che si sono accentuate dopo il primo capitolo: una descrizione dettagliata dell’appartamento in cui spicca, tra i vari oggetti, l’elenco di piante che lo abitano. “Sembra una rivista, un catalogo di arredamento” mi sono detta. Mi sono addirittura messa a cercare online quei nomi sconosciuti per vedere quale forma avessero quelle piante dai nomi così particolari e affascinanti. Ho capito il senso di questa minuziosa descrizione solo continuando la lettura: non si trattava di riviste o cataloghi, ma di caroselli di immagini perfette, esattamente come quelle che ogni giorno scorrono davanti ai nostri occhi aprendo Instagram e altri social media.
Ecco spiegato, così, anche il mio ritrovare la Berlino dei miei ricordi fra le pagine de Le perfezioni: osservo la città vissuta da Anna e Tom e la vivo con loro, divento parte del loro quotidiano attraverso quelle immagini perfette che mi mostrano sui loro social. Il libro prende, a questo punto, un’altra piega, diventa sempre più significativo e ipnotico, e termina assestando un colpo che racchiude l’intero significato del testo.
Vincenzo Latronico racconta la storia di due giovani che è anche il profilo della società moderna, dominata dall’apparenza, in cui condividere è più importante di vivere davvero. Condividere e creare un mondo parallelo porta alla sovrapposizione di realtà e finzione, che si intrecciano e (ci) confondono. Tutto deve essere come viene rappresentato in quelle immagini, ricche di filtri, valorizzate dalle visualizzazioni e dal numero di like che conquistano, nell’immediato e nel tempo. Porta a una nuova forma di narrazione, quella oggi dominante, che spesso non è altro che finzione, un tentativo di insinuarci in vite che non ci appartengono.
Le perfezioni è un racconto globale, il ritratto di una generazione che si ritrova a oscillare costantemente tra la ricerca del nuovo e quella di una via di fuga, tra la realtà e la finzione, tra la realizzazione e sogno, arrivando a mostrarsi per ciò che è: perfettamente imperfetta. Per fortuna.
Ilaria Cattaneo
Vincenzo Latronico
Le perfezioni
Bompiani
2022, 144 pagine
16 €