Come scrivevo qualche giorno fa, il Premio Strega regala sempre qualche colpo di scena. Così è stato anche quest’anno.
Come d’aria di Ada D’Adamo è il libro vincitore della LXXVII edizione del Premio Strega, che nella serata finale si è posizionato al primo posto in classifica, davanti a Mi limitavo ad amare te, il (favorito) romanzo di Rosella Postorino.
Questa la classifica completa:
- Ada D’Adamo, Come d’aria (Elliot), 185 voti;
- Rosella Postorino, Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli), 170 voti;
- Andrea Canobbio, La traversata notturna (La nave di Teseo), 75 voti;
- Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata (Einaudi), 72 voti;
- Romana Petri, Rubare la notte (Mondadori), con 59 voti.

Una gara che sembra essersi svolta fra due soli romanzi, visto il divario fra le prime due posizioni e le tre in coda. La verità è che la cinquina di questa edizione era davvero forte, costellata di storie biografiche, autobiografiche, che affondano le radici in storie realmente accadute.
Questo è il fil rouge che collega tutti i libri in gara (inclusi quelli in dozzina letti finora): essere storie vere, con il loro amore, odio, avventure e speranze. Forse è proprio questa la carta vincente dei candidati al Premio Strega 2023, e più in generale della letteratura italiana contemporanea: nell’essere autentici in un mondo mosso dell’apparenza, raccontare la verità, nel bene e nel male, sancendo un patto con il lettore, destinato a durare dalla prima all’ultima pagina del libro, e oltre.
Ecco che qui forse, nella decisione di sancire questo profondo patto con il lettore e con chi ci sarà dopo, Ada D’Adamo, con la sua struggente storia, è stata la più onesta e la più vera, aggiudicandosi la vittoria con Come d’aria.
Il Premio è stato consegnato ad Alfredo Favi, Loretta Santini ed Elena Stancanelli, rispettivamente marito, editrice e amica della scrittrice, venuta a mancare lo scorso 1° aprile, a due giorni di distanza dalla sua candidatura nella dozzina finalista.
Un momento toccante, in cui emozioni contrastanti hanno fatto a botte tra loro per avere la meglio. Chi è riuscito a spuntarla? Probabilmente la gioia e la gratitudine, condivise anche dagli altri finalisti. E alla fine anche da me.
È stata una vittoria inaspettata? Non così tanto forse, non come mi è sembrato in un primo momento.
Il romanzo era secondo nella classifica provvisoria della semifinale con 199 voti, dietro a Mi limitavo ad amare te con 217 voti, e sta raggiungendo vette ben più alte di quelle dello Strega. Si sta diffondendo, perché le storie si diffondono, come la malattia e come l’amore, gli stessi raccontati in questo libro.
Sono contenta che abbia vinto? Una parte di me pensa che non avesse bisogno di quel premio, quasi consolatorio, un premio che ha il retrogusto del “in memoria di…”. L’altra parte sa che Come d’aria è un bel libro (secondo anche nella mia personale classifica), scritto bene, vero e sincero, di quelli che si incastrano in ogni spazio disponibile.
Così voglio pensare che questo Premio vada oltre la letteratura e sia anche per le storie che si diffondono e per quelle persone che, senza sceglierlo, devono farsene carico. Che sia per tutte le Ada e le Daria del mondo.
Note
So che vi state domandando quale sia la mia personale classifica, dopo che ho scritto che ho posizionato Come d’aria sul secondo gradino del podio. Eccovi accontentati:
- Dove non mi hai portata
- Come d’aria
- Rubare la notte
- Mi limitavo ad amare te
- La traversata notturna
Ora non mi resta che leggere i tre libri della dozzina mancanti (Ferrovie del Messico, La Sibilla e Il Continente bianco), portando a termine, anche se con leggero ritardo, la missione Premio Strega 2023.
Ilaria Cattaneo