Che la MicroMostra di ALIBI stia avendo successo (più di quanto sperassi, devo confessarlo) lo dimostrano un paio di cose: il piacere con cui gli invitati partecipano alle inaugurazioni e la disponibilità con cui gli artisti rispondono all’invito di esporre una loro opera.
Ieri, sabato 7 febbraio, eravamo in una quindicina di persone ad assistere alla posa dell’opera di Piera Biffi, fotografa (socia dello Studio Giudicianni & Biffi con Enrico, autore delle foto che accompagnano questo testo) e artista grafica, ma anche scultrice. Duplice opera, dovrei in realtà dire, che ha preso il posto de Il faro di Cristiano Lissoni.

Prima della sostituzione ho spiegato a chi non aveva mai partecipato a un’inaugurazione come funziona il progetto della MicroMostra: ospitare una volta al mese un artista (con o senza l’apostrofo dopo l’articolo, va da sé) che sceglie nella massima libertà l’opera da esporre, di cui racconterà tecnica di realizzazione, periodo, motivo della scelta ed eventuale titolo.
Così ha fatto ieri sera Piera che ha portato due quadretti tenuti insieme non soltanto da un filo di nylon ma piuttosto da un legame tematico. Da qualche tempo, infatti, Piera è impegnata in un progetto che ha chiamato Casa / Luna per dare un’atmosfera un po’ romantica ai suoi lavori. Strada facendo le è venuto in mente di allargare lo spettro delle possibilità: l’edificio rappresentato nel quadretto inferiore è una prigione, mentre quello nella scena superiore è una chiesa.

Ha fatto girare tra gli ospiti altre opere della stessa serie: variazioni sul tema Casa / Luna (una più bella dell’altra, va detto. E infatti qualcuno ha proposto di organizzare una mostra per esporre al pubblico questi lavori).
Sono illustrazioni realizzate con la tavoletta grafica nel corso del 2025 e Piera ha scelto per la MicroMostra queste due in particolare perché formano un forte contrasto tra di loro.
«Ma perché Casa / Luna?» è stato chiesto all’artista. Piera ha risposto ricordando una triste verità che troppo spesso dimentichiamo: non tutti hanno la fortuna di avere una casa. La luna richiama invece l’aura romantica che vuole dare ai suoi lavori. Vorrebbe che chi guarda una di queste opere dicesse “Ah, che carina: mi riempie un po’ il cuore”.

Le prime prove risalgono più indietro nel tempo, quando Piera utilizzava il tradizionale mouse che però non consente una bella pennellata, tanto che i disegni risultano troppo precisi e “secchi”. La tavoletta grafica permette invece massima libertà, anche nel caso di ripensamenti o correzioni. Procede poi con alcune applicazioni a mano nel caso di elementi in oro e in argento.
L’idea è di stamparne venti copie per ciascuna opera. Queste due sono stampate su carta Modigliani Neve, ma le piacerebbe sperimentare altri tipi di carta. La carta, come la pennellata – ha confessato Piera – deve darle una certa sensazione.
Sensazioni molto positive hanno regalato anche quelle “opere d’arte” di prelibatezze preparate dagli ospiti e dall’editora di ALIBI.
Saul Stucchi