Con questa puntata si conclude il reportage di Marco Grassano sull’Olanda.
Il primo giorno, appena arrivati ad Amsterdam, ho assecondato passivamente, pedalando, mia figlia, che a sua volta si affidava al navigatore. Le sono andato dietro senza consultare la cartina, ignorando i luoghi. Adesso, grazie alle foto scattate e ai giri successivi a piedi, mi è stato possibile ricostruire quel percorso. Eccolo.
Abbandonando il ponticello sulla chiusa, dove ci siamo fermati per studiare l’itinerario e da cui si vede, in fondo al canale, la Montelbaanstoren, ripercorriamo l’ultimo tratto di strada seguito per arrivare qui, fino al semaforo di fianco alla Chiesa di Mosé e Aronne. Attraversiamo le strisce.
Ci infiliamo nell’ampia via, parzialmente alberata, fra la Sinagoga e il Museo ebraico. Lo spazio si fa arioso, circondato di edifici recenti. Superiamo un naviglio, abbastanza ampio, e un’area di verde pubblico, che fronteggia un palazzone moderno. Un secondo ponte, il L. H. Sarlouisbrug. Ancora un ponte, il Dr. Meijer De Hondbrug, su un canale con collane di chiatte arrembate alla riva. Nell’intervallo fra una via d’acqua e l’altra, incroci ordinari.

Al termine del ponte successivo svoltiamo a destra, lungo un tratto di banchina orlato di alberi e cespugli. Procediamo in costa al naviglio, mantenendoci sempre sulle piste ciclabili rosse. Incrociamo e valichiamo l’Amstel. Il canale dirimpettaio al precedente, che fiancheggiamo ora, appare listato, sulla riva opposta alla nostra, di case battello. Lo varca un ponte, sull’angolo della ciclopica, squadrata sede della Nederlansche Bank. Incateniamo le bici poco più in là, per visitare il mercato di Albert Cuypstraat.
Dopo pranzo, ripresi i veicoli, imbocchiamo proprio questo passaggio. Davanti a un giardino pubblico svoltiamo verso destra. Ripassiamo il fiume, sfilando su un ponte più solenne, dalle balaustre in pietra. Seguiamo l’altra sponda del corso d’acqua, diretti verso il nucleo abitativo antico. Alberelli la ombreggiano lievi. Chiatte all’ancoraggio fisso. Alcune sono coperte di vasi fioriti, come il balcone di un appartamento qualsiasi. Diverse chiaviche in batteria, intervallate da massicce lame frangiflutti, occupano l’intera larghezza dell’alveo.

Su ambo le rive, edifici di epoca diversa. Superiamo l’incrocio con un naviglio. Un ponte in muratura, ma con la bianca parte centrale a bilanciere, unisce le due sponde del fiume. Si tratta del famoso Ponte Magro. Incrociamo l’ennesimo canale. Rasentiamo un edificio di grande estensione, non particolarmente alto, che pare una caserma. Sopra l’ingresso neoclassico, la scritta cubitale Hermitage Amsterdam. Valichiamo un naviglio passando su un ponticello a bilanciere, bianco anch’esso.
Ci insinuiamo fra il fiume e il Teatro dell’Opera e quindi aggiriamo l’enorme edificio moderno adiacente, che dovrebbe essere il Municipio. Attraversiamo un ponticello, vicino alla statua in bronzo di Spinoza. Entriamo nella parte di centro che pare più veneziana, compatta com’è di case accalcate, riflesse dall’acqua scura e liscia. Vetrine turistiche. Ancora un piccolo ponte a bilanciere, sempre bianco, da dove fotografiamo il campanile della Zuiderkerk, che sembra presiedere il naviglio e le barchette ormeggiate ai suoi lati.

Superiamo anche il ponticello prossimo alla Pizzeria Porto Fino. Flettendo leggermente a sinistra, torniamo direttamente in riva all’Amstel, che qui si scompone in un ventaglio di canali. Seguiamo un tratto di sponda. Varchiamo il primo ponte che troviamo. Siamo vicinissimi al Mercato dei Fiori. Ponticelli a ripetizione, per superare la cintura dei navigli lungo una via non ampia ma percorsa dai tram. Vetrine a iosa. Costruzioni tutte tradizionali. Alle banchine dei canali che incrociamo, barchette, pedalò, motoscafi.

Ci fermiamo accanto a un ponticello, per fotografare una delle rive. Poco dopo sfociamo nella Leidseplein, la attraversiamo e quindi oltrepassiamo il naviglio lievemente zigzagante che la delimita all’esterno: l’unico dal corso ondulato. Svoltiamo verso sinistra. Il cancello da cui si accede al tratto iniziale del Vondelpark. Il chiosco della Blue Boat Cruises, la compagnia delle gite in battello. Anziché affiancarcisi, lasciamo la sponda e proseguiamo dritti nella via che ci conduce alla spianata dei musei. Svoltiamo a destra. Parcheggiamo le bici nella prima rastrelliera libera, per bere qualcosa all’Healthy Food Coffee, fare una passeggiata nel Parco e visitare il Museo Van Gogh.
Usciti dal Museo, ci immettiamo nella via che taglia, su un ponte, il Parco. La percorriamo a lungo, sempre ampia e rettilinea, fra edifici moderni che si alternano ad altri più datati. Superiamo un canale e poi, dopo una curva, un altro. Arriviamo a un’area di alti alberi, intersecata dai binari del tram. Ci ripasseremo tornando dalla casa di Anna Frank, per raggiungere la zona delle “baracche di fiume” e quindi l’albergo.
Trentaquattresima parte – Fine
Marco Grassano
Foto di M. Ester Grassano
Didascalie:
Verso il mercato di Albert Cuypert Straat
Chiaviche e lame frangiflutti sull’Amstel
Il campanile della Zuiderkerk
Verso la Leidseplein