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Voi siete qui: Arte » Palazzo Reale squaderna in ottanta quadri la carriera di Kandinsky

7 Aprile 2014

Palazzo Reale squaderna in ottanta quadri la carriera di Kandinsky

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L’esposizione su Vassily Kandinsky, apertasi lo scorso 17 dicembre, rimarrà a Palazzo Reale fino al 27 aprile 2014. Resta dunque ancora un po’ di tempo per poter attraversare insieme all’artista russo (Mosca 1866 – Neuilly-sur-Seine 1944) la strada maestra che lo ha condotto a diventare uno dei pionieri dell’arte astratta. Andando in ordine cronologico si possono ammirare ben ottanta opere che scandiscono i principali atti creativi compiuti dal pittore. Curata da Angela Lampe, storica dell’arte, curatrice e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi, questa grande retrospettiva monografica è suddivisa in differenti unità, a capo di vari fondamentali periodi della vita dell’artista, dal tempo trascorso in Germania, dove esordisce, agli anni in Russia e a quelli in Francia…

Nella prima sala il visitatore si troverà circondato da pitture parietali, realizzate dal pittore restauratore Jean Vidal, il quale è arrivato al loro compimento rimanendo fedele ai cinque guazzi originali messi in atto da Kandinsky al fine di ornare un salone ottagonale per la Juryfreie Kunstausstellung di Berlino, un’esibizione che si inaugurò annualmente tra il 1911 e il 1930. Per il resto la mostra riserva quattro sezioni, suddivise in otto sale, nelle quali si troveranno opere eccezionali come Città vecchia II (Alte Stadt II, 1902), Azzurro cielo (Bleu de ciel, 1940) Mulino, Olanda (Mühle, Holland 1904), Nel grigio (Im Grau, 1919), Giallo‐Rosso‐Blu (Gelb‐Rot‐Blau, 1925) e Ammasso regolato (Entassement réglé, 1938).Kandinsky_1_2
Kandinsky è sicuramente un pittore di rilievo, ciò perché oltre alla realizzazione di opere dall’elevato livello estetico, il suo tragitto artistico è a stretto contatto con uno dei principali percorsi dell’arte moderna, ovvero quello che procedendo oltre i presupposti delle poetiche romantiche, sfugge dalle rappresentazioni pittoriche che si muovono sul terreno oggettivo.

Laureatosi in giurisprudenza a Mosca, Kandinsky si sposta presto a Monaco per dedicarsi esclusivamente alla pittura, dopo la grande emozione provata durante la mostra espressionista del 1895. Nel 1902 è animatore del gruppo Phalanx e nel 1909, diviene fondatore della nuova associazione degli artisti di Monaco, dalla quale si slegò il gruppo del Blaue Reiter. Questo mutamento è stato promosso dallo stesso artista russo, a causa della sua propensione per l’astrattismo. Infatti nonostante il suo esordio pittorico può essere definito naturalista, la metamorfosi successiva, avvenuta in pochi anni, gli fece assaporare lo Jugendstil, il Pointillisme, il Fauvisme, fino a sentire dentro di sé la spinta verso la “spiritualità dell’arte”, cioè dell’arte come autentica manifestazione della realtà interiore.

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Il primo acquerello astratto è datato 1910, lo stesso anno in cui si concentra sul testo Della spiritualità nell’arte, che verrà pubblicato nel 1912. I lavori realizzati tra il 1910 e il 1914, il cosiddetto periodo drammatico, esprimono una grande vitalità ritmica che si manifesta attraverso l’uso di colori e di coordinate lineari, i mezzi che mettono a nudo la sua interiorità. Questi anni sono particolarmente emblematici per l’artista poiché ora il suo astrattismo, di derivazione simbolista e fauvee, intriso di lirismo e di ispirazione mistica, si oppone a quello di Mondrian, di derivazione cubista, dai canoni strutturali razionali e geometrici.

Quando scoppierà la prima guerra mondiale Kandinsky sarà costretto a tornare nuovamente in Russia, per poi nel 1921 emigrare nuovamente in Germania dove sarà chiamato a insegnare alla Bauhaus. Nello stesso anno porta a pubblicazione il suo scritto intitolato Punto e linea sul piano. Si usa suddividere la sua produzione artistica, dal 1920 in poi, in varie fasi: architettonica (1920-1924), dei cerchi (1925-1928), concreta o romantica (1926 -1935), della grande sintesi (1935, 1944).

Folgorato dalla visione de I covoni di Claude Monet nella mostra degli Impressionisti a Mosca nel 1896, Kandinsky lascia la carriera universitaria per diventare pittore. Segue il classico cursus degli studi sotto la guida di grandi maestri come Anton Azbé e Franz von Stuck a Monaco e soggiorna dal 1906 al 1907 a Sèvres, vicino a Parigi (Il parco di Saint‐Cloud, viale ombreggiato, Le Parc de Saint‐Cloud, allée ombragée, 1906). Sviluppa così il suo pensiero artistico, che abbraccia numerosi campi, la pittura, la musica, il teatro, nei quali cerca e difende lo spirituale nell’arte.
(prima parte – segue)
Valentina Cavera

Didascalie:

  • Vassily Kandinsky
    Gelb‐Rot‐Blau (Giallo‐Rosso‐Blu) 1925
    Olio su tela, cm 128 x 201,5
    Donazione Nina Kandinsky, 1976 Philippe Migeat ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN‐GP
    © Vassily Kandinsky by SIAE 2013
  • Vassily Kandinsky
    Senza titolo [1917]
    Olio su tela incollata su cartone, cm 21 x 28,7
    Lascito Nina Kandinsky, 1981 Georges Meguerditchian ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Georges Meguerditchian / Dist. RMN‐GP
    © Vassily Kandinsky by SIAE 2013
  • Vassily Kandinsky
    Schwarzer Raster (Griglia nera) 1922
    Olio su tela, cm 96 x 106
    Lascito Nina Kandinsky, 1981 Service de la documentation photographique du MNAM ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Service de la documentation photographique du MNAM / Dist. RMNGP
    © Vassily Kandinsky by SIAE 2013

KANDINSKY
La collezione del Centre Pompidou

Dal 17 dicembre 2013 al 27 aprile 2014

Orari:
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì, venerdì e sabato 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti: intero 11 €; ridotto 9,50 €

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano

Informazioni e prevendite:
Tel. 02.54916

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