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Voi siete qui: Biblioteca » La scuola è finita. Iniziano i “Promessi sposi”

13 Giugno 2021

La scuola è finita. Iniziano i “Promessi sposi”

“L’ALIBI della domenica” di questa settimana è dedicato a “I promessi sposi”

E anche quest’anno la scuola è terminata. Con i consueti ritocchi di orari negli ultimi giorni, diventati assai flessibili, molto più di quelli dei mezzi pubblici con cui si spostano gli studenti. E allora eccomi arrivare nella città della Monaca che, sventurata, rispose. Ho scoperto a inizio anno che l’istituto in cui è venuto a studiare il figliolo dà niente meno che su Via Virginia Maria de Leyva…

Abbiamo suggellato un anno scolastico così particolare (non solo per ragioni familiari) con un trancio di pizza in centro, nella piazza su cui affaccia il liceo classico che abbiamo frequentato io e sua madre. Poi mi sono regalato una caccia sottile in libreria, da cui sono uscito una mezz’ora dopo con quattro “occasioni”. Tre librini acquistati per pochi euro l’uno. “Lettere di Memmio a Cicerone” di Voltaire, pubblicato da Sellerio nella collana “La città antica” diretta da Luciano Canfora, che ne scrive la nota introduttiva (la curatela del volumetto è di Giuseppe Solaro).

Francesco Gonin, Incontro tra don Abbondio e i bravi, edizione del 1840 de "I promessi sposi" di Manzoni

Dello stesso editore ma nella collana “La memoria” è “Autobiografia di un Rabbino italiano” di Marco Momigliano. E poi quello che per me è stata una piccola ma graditissima sorpresa: “L’allegro Buffalmacco” di Anatole France pubblicato da Passigli nella collana “Biblioteca del viaggiatore”.

Ma qui lascerò la parola al quarto libro finito nel mio paniere, quello più voluminoso. Darà l’avvio a una breve serie di citazioni che hanno per tema “I promessi sposi”, il grande classico che ho deciso di rileggere e che mi accompagnerà lungo l’estate che sta per iniziare.

Leonardo Sciascia

Aprendo a caso “Cruciverba” di Leonardo Sciascia, pubblicato da Adelphi, mi sono imbattuto nel testo “Goethe e Manzoni”, da cui traggo la seguente citazione:

A scuola, il libro si riduceva a una specie di scacchiera su cui figure che non arrivavano ad essere personaggi venivano mosse da invisibili mani dal buio alla luce, dalla sventura alla salvezza. Le mani della Grazia, le mani della Provvidenza. E con una precisa divisione di compiti: la Grazia a muovere padre Cristoforo e l’Innominato, la Provvidenza a guidare a buona sorte la «gente meccanica e di piccolo affare», ma a condizione della purezza di cuore. E benché senza le illuminazioni della Grazia non molto potesse fare la Provvidenza, a questa veniva attribuito il ruolo primario. «Protagonista del libro è la Provvidenza» assicuravano commentatori e professori. Io invece il libro l’avevo letto, prima, con la convinzione che protagonista ne fosse Don Abbondio, personaggio perfettamente refrattario alla Grazia e che dalla Provvidenza si considerava creditore; né c’è stato, da allora ad oggi, commentatore o professore che sia riuscito a farmela mutare”.

Don Abbondio protagonista de “I promessi sposi”: un’interpretazione su cui riflettere…

Beniamino Placido

Che I Promessi Sposi siano una rappresentazione fedele la più fedele dell’Italia, delle sue passioni attuali, delle sue eterne tensioni, è un luogo comune. Ma vero. Anche “piove” o “nevica” sono luoghi comuni, a loro modo. Ma se dal cielo vien giù dell’acqua o della neve rimangono le espressioni più appropriate da usare”.

Scriveva Placido nel Prologo de “I compromessi sposi”, primo dei “Tre Divertimenti” raccolti e pubblicati da Il Mulino. La galleria dei personaggi non poteva che aprirsi con Don Abbondio. “E da chi altri si potrebbe cominciare? È nell’ouverture del romanzo”. Il cui ruolo nel film di “una grande produzione esclusivamente nazionale” sul romanzo manzoniano Placido affidava al senatore Giovanni Spadolini.

Anche questa un’interpretazione su cui riflettere…

Salvatore Silvano Nigro

Ho iniziato a leggere “Una spia tra le righe” di Salvatore Silvano Nigro, appena pubblicato da Sellerio nella collana “La nuova diagonale”. Posso soltanto anticipare che è un forziere di gioielli.

Salvatore Silvano Nigro, Una spia tra le righe, Sellerio

A Manzoni sono dedicati alcuni dei racconti critici, raccolti nel terzo capitolo (non vedo l’ora di arrivare al sesto, dedicato a Sciascia). In quello intitolato “Uno, due, tre romanzi” l’autore scrive:

Nei Promessi sposi la Provvidenza disordina i disegni degli uomini. Non indirizza e non risolve, deresponsabilizzando. Solo don Abbondio crede nel suo intervento, al servizio delle proprie micragne e vigliaccherie di curato senza vocazione. Fino a metterle in mano la scopa efficace di una industre massaia: «È stata un gran flagello questa peste; ma è anche stata una scopa efficace; ha spazzato via certi soggetti, che figliuoli miei non ce ne liberavamo più: verdi, freschi, prosperosi». «Lui», don Rodrigo, conclude, «non c’è più, e noi ci siamo». Che è una parodia blasfema, appena mitigata dalla delimitazione dell’esserci in terra, del nome di Dio che solo è Colui che è: «lo sono però», grida la voce di Dio dentro la coscienza dell’innominato, visitato dalla carezza tormentatrice che lo porta alla conversione. Non c’è pericolo che don Abbondio si converta”.

Il brano manzoniano sopra citato è riportato in esergo a “La scopa di don Abbondio. Il moto violento della storia”, di Luciano Canfora edito da Laterza.

Chiuderò con un’altra citazione manzoniana, sempre riferita a don Abbondio. La scrissi io stesso sul risguardo di “Tucidide e l’impero” di Canfora (anch’esso pubblicato da Laterza) poco prima che l’autore venisse alla Statale di Milano a fare una presentazione (erano gli anni Novanta): “Non si scherza. Non si tratta di torto o di ragione; si tratta di forza” (“I promessi sposi”, cap. II).

Il professore mi autografò la copia scrivendo a mo’ di dedica “Con l’augurio più vero”. Varrà anche come auspicio per la rilettura de “I promessi sposi”?

Saul Stucchi

Didascalia:

Francesco Gonin
Incontro tra don Abbondio e i bravi
Illustrazione dell’edizione del 1840 de “I promessi sposi”
presa dalla voce “don Abbondio” di Wikipedia

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