Ci sono infiniti modi per approcciarsi a un classico che più classico non si può come l’Iliade. Per esempio si può destrutturarlo, parodiarlo, riproporlo filologicamente oppure sondarlo con strumenti interpretativi nuovi e inaspettati (almeno per lo spettatore).
Il rischio che si corre è quello di mancare il bersaglio e, se proprio va male, finire nel ridicolo. Lo spettacolo Iliade da Omero a Omero, basato su un testo originale e sul montaggio di Monica Centanni, con l’attore Sebastiano Lo Monaco, rimane invece ben al di qua di questa soglia, riproponendo quello che alla fine risulta essere poco più di una lettura scenica di alcuni passi celeberrimi del poema epico.
Intendiamoci: nulla di male. Anche perché il pubblico pare aver gradito, pur se gli applausi degli spettatori presenti ieri al Teatro Studio per la prima milanese non sono stati da ovazione. “Perchè cantare ancora la guerra di Troia, dopo tanti secoli?”, si domanda la grecista Centanni. E la sua risposta va sul sicuro, rispolverando il valore archetipico dello scontro tra Occidente e Oriente, ma soprattutto della narrazione epica che l’ha reso immortale. La studiosa fa notare che non compare mai la parola barbaro, nell’Iliade, a sottolineare che la contrapposizione tra Greci e Troiani era politica ma non razziale.
Il testo dello spettacolo si basa principalmente sul poema di Ilio, ma non mancano citazioni a passi famosi di poeti latini, come il lucreziano Tantum religio potuit suadere malorum (nell’episodio del sacrificio di Ifigenia) e il virgiliano Timeo Danaos et dona ferentes in quello del cavallo di legno.
La lettura recitata di Lo Monaco scalda in alcuni passaggi particolarmente intensi del testo omerico, ma non brucia mai come avrebbe potuto e dovuto. E l’accompagnamento musicale del Quartetto Archimede è timido, trattenuto, poco incisivo. Sono troppe e troppo lunghe le pause durante le quali i loro strumenti rimangono in silenzio.
Mi pare un’occasione mancata, perché poche note sono bastate a suggerire atmosfere orientali di lusso e tragedia.

Nel finale Lo Monaco dà il meglio di sé nel raccontare l’estremo duello tra Achille ed Ettore. Un po’ didascalico, ma ben centrato (e fa davvero pensare), il passaggio relativo alla sorte funesta che tocca a chi indossa le armi di Achille.
Portandole, vi trovano infatti la morte prima Patroclo, l’amico più caro, e poi Ettore, il nemico più odiato. La Centanni sottolinea che con questo espediente il poeta intende far morire la forma eroica di Achille, il suo doppio.
Saul Stucchi
La foto è di Guido Harari
Iliade da Omero a Omero
testo originale e montaggio Monica Centanni
con Sebastiano Lo Monaco
quartetto Archimede
laptop Dario Arcidiacono
musiche Dario Arcidiacono
produzione SiciliaTeatro
Teatro Studio
Via Rivoli 6
Milano
Dal 7 al 18 aprile 2010
Biglietto: platea intero 24,50 €; ridotto 20,00 €
balconata intero 21,50 €; ridotto 17,00 €
Informazioni e prenotazioni:
Tel. 848.800.304
www.piccoloteatromilano.it