• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Arte » Antonio Cusmà espone le sue Radici alla Rocchetta

28 Aprile 2016

Antonio Cusmà espone le sue Radici alla Rocchetta

Antonio Cusmà e Fiorenzo Mandelli allestiscono la mostra Radici al Santuario della Madonna della RocchettaDa domenica primo maggio fino alla fine di giugno 2016 nel Santuario della Madonna della Rocchetta e nell’edificio ai piedi della scalinata, zona Conca Madre del Naviglio di Paderno, si potranno vedere le opere pittoriche di Antonio Cusmà, docente presso il Liceo Artistico “Nanni Valentini” della Villa Reale di Monza. La mostra è intitolata Radici.

Nella lingua delle società centroafricane non esiste una parola che esprima il concetto di “adesso”: al suo posto, c’è un termine che va tradotto con “prima o poi”. È il modo per dire il tempo delle radici, che non conosce la fretta. Prima il seme di frange, poi la membrana getta l’arto da allungare con calma penetrando nell’umida terra, per radicarsi: sono tempi e ritmi ancestrali, che pure vengono covati nell’alveo della modernità.

Ecco cosa si percepisce nel ciclo delle opere pittoriche di Cusmà dedicato alle radici: le sagome, la direzione, le tecniche, la tela e i cromatismi sono cambiati, certo, nel corso degli anni; ma ciò conferma l’unità e la varietà dell’ispirazione. La radice è “le radici”, e anche quando sta da sola i suoi fittoni sanno avvinghiarsi alla zolla perché la pluralità costituisce un valore, nel buio tiepido e molle del sottoterra.

L'allestimento della mostra di Cusmà al Santuario della RocchettaNella pittura di Cusmà, le radici cercano subito, in contemporanea, di apparire sulla tela e dunque chiamano per venire alla forma la densità materica, la propria linea di contorno e il giusto cromatismo: il pennello, che ora è un bastoncino ma che un tempo fu legno e dunque era un albero con radici, offre il proprio servizio.

L’intreccio radicale richiama le linee delle colline, cioè “quel che è in basso è come ciò che sta in alto”; e se scaturiscono le gamme dei bruni, delle terre bruciate e dei toni pallidi della carne vegetale di ciascuna radice, però appare subito anche il verde, o meglio, i verdi: cioè tutte le tinte del verde unite a quello che comunemente si chiama marrone.

Per questo l’occhio dello spettatore sente di appoggiarsi non solo sul quadro ma dentro la cosa stessa: occorre dire adesso che il supporto alla pittura di Cusmà è sempre la sua amata juta. Tessuto umile, figlio di una pianticella, e tela buona per i servizi più vitali.

La mostra di Antonio Cusmà al Santuario della RocchettaLa pittura veste di sacco come la gioventù medioevale degli “ordini mendicanti”, quando si andava rinnovando l’Europa sin dalle radici, e i “frati” si sradicavano dai vincoli delle false leggi per fruttificare in un altro ordine di cose: la terra dell’anima e l’humus dello spirito.

Così prendeva corpo una nuova via terrena; e così nei decenni si è concretizzato il percorso figurativo di Cusmà: nascosto nel sotterraneo. I richiami ad altre arti sono sottili.

Dalla penna di Tolkien, tutta la saga narrativa partì quando gli capitò di scrivere quasi a caso “In una buca sottoterra viveva uno hobbit”: il resto venne di conseguenza, come da un germe radicato crescerà un albero secolare. A conti fatti, anni dopo, sarà molto più grande l’apparato radicale, interrato e invisibile, della corona di branche, rami e foglie fuori, nell’aria aperta.

E questo è un fenomeno su cui medita il pennello del pittore nello scorcio ossia sull’apparente diversità morfologica che differenzia il guscio della chiocciola dalle volute di una radice arborea dalle spirali delle cuspidi delle nuvole.

A cura di Andrea Sciffo

  • Sabato 14 maggio 2016 dopo le ore 16,00 è previsto un rinfresco di benvenuto per gli amici che visiteranno il sito.
  • La mostra durante la settimana sarà visitabile su appuntamento contattando l’artista Antonio Cusmà al 339.7811966 o il responsabile curatore del Santuario Fiorenzo Mandelli al 338.2800822
Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Arte

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • A che punto siamo con l’intelligenza artificiale?
  • Il giradischi dei ricordi all’incontrario va…
  • Alcune proposte musicali per il mese di marzo
  • Mostra fotografica di Simone Cozzi a Vedano al Lambro
  • Recensione di “Dalla montagna perduta” di Pierre Jourde

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi