Alla GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano la mostra Neoclassico e romantico. Pompeo Marchesi, Scultore collezionista si potrà visitare fino al 18 giugno 2023. Promossa dal Comune di Milano | Cultura, è curata da Omar Cucciniello, conservatore della stessa GAM. Presenta un percorso espositivo che si articola in cinque sezioni, intitolate rispettivamente:
- Le sculpteur à la mode de Milan
- Nel segno di Canova
- Il Fidia meneghino
- La collezione di disegni
- L’eredità di Marchesi: un dono per la città
Il titolo della prima è una citazione da La Certosa di Parma di Stendhal, il più milanese degli scrittori francesi. Marchesi era allora lo scultore più celebre in città e la sezione ha il compito di rievocare quella stagione per tanti versi irripetibile. Ad accogliere i visitatori sono alcuni busti in marmo realizzati dal protagonista della mostra: quello del poeta Vincenzo Monti, prestato dalla Collezione Sergio Baroni; all’altra estremità del gruppo quello di Enrico Blondel, sempre dalla Collezione Baroni; in mezzo il ritratto di Carlo Amati, conservato nella GAM, e quello di Enrico Mylius, concesso da Confcommercio.

Tanti i ritratti e gli autoritratti, a cominciare da quelli dello stesso Marchesi. Sono esposti non solo marmi, ma anche – e soprattutto – gessi, dipinti, disegni, libri. Tra i gessi è il caso di segnalare almeno la Ebe di Antonio Canova (“Fidia veneto”, così come Marchesi era detto il “Fidia meneghino”).
Scrivono Marilena Anzani e Alfiero Rabbolini nel loro saggio Tecnica, arte, storia: il restauro delle opere di Pompeo Marchesi nella Galleria d’Arte Moderna di Milano nel catalogo pubblicato da Officina Libraria:
I materiali utilizzati dall’artista sono l’argilla, il gesso, la terracotta, insolitamente la cera e il marmo, ma mentre le sculture realizzate in quest’ultimo materiale più consono a un’esposizione museale si trovano nelle sale del museo, la novità di questa esposizione sta proprio nella valorizzazione delle opere più fragili e sconosciute”.
Sappia il visitatore che si muoverà in una mostra fatta di opere di cui apprezzare anche i dettagli più minuti, ricca di curiosità e spunti per successivi approfondimenti (utili a questo scopo i pannelli di sala, ma soprattutto il già citato catalogo).
Farò solo qualche esempio. Lo Studio anatomico di una coscia di cavallo disegnato da Giuseppe Bossi a matita nera, sanguigna, penna e inchiostro bruno su carta, presenta un elenco puntato di muscoli dell’animale. Ci sono sei numeri, ma il sesto rimane vuoto, senza l’indicazione corrispettiva. Tostissimi sono gli angeli, davvero erculei, dello stesso Bossi. Il Ritratto di Tommaso Grossi di Alessandro Puttinati ha una vistosa spaccatura nella zona parietale della testa.

Osservando con attenzione i lavori per il Monumento funerario della figlia di Lord Dungarvan si noteranno numerose differenze nelle posizioni delle mani e delle teste: Marchesi provava differenti gradazioni di pietà e di effetti patetici. Completamente diverse l’una dalle altre le tre versioni de Il Commercio che lo scultore studiò per il monumento in memoria dell’imperatore austriaco Francesco I.
Tra i disegni esposti uno dei miei preferiti è Lotta delle spartane di Giovanni De Min (prestato dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco). Piacque molto anche ai suoi tempi. Scrive Giovanni Truglia nella scheda a catalogo:
La ‘Lotta delle Spartane’, tra le ultime opere pienamente neoclassiche di De Min prima della virata storico-religiosa più aderente alle istanze romantiche della metà del secolo, ottenne un immediato riscontro nella critica coeva: fu apprezzata specialmente la varietà compositiva e la naturalezza della resa del nudo, che pure aveva attirato qualche critica”.

Attira l’attenzione anche il disegno a carboncino e gessetto bianco su carta azzurra intitolato Donna che fugge con un bimbo tra le braccia inseguita da un uomo (Il salto della giovane albanese) del portoghese Domingos Antonio de Sequeira.
Molto interessante la sezione dedicata all’eredità di Marchesi che lasciò tutti materiali del suo studio alla città di Milano. Nel corso del tempo i pezzi presero varie strade, finendo nei vari musei che nel frattempo la città aveva fondato. Il nucleo più cospicuo è custodito proprio alla Galleria d’Arte Moderna. Al Museo Archeologico è invece conservato il torso colossale di Ercole, datato al II secolo d.C., rinvenuto nel 1827 nell’area delle antiche terme erculee. Fa parte della ricca eredità che Marchesi ha donato a Milano. In mostra c’è una foto di Mario Perotti che mostra il torso nei Musei Civici del Castello Sforzesco nei primi anni del secondo dopoguerra.
È invece presente una statua di santo a mezza figura realizzata tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo da Domenico e Lanfranco da Ligurno di Cantello. Luca Tosi, nella scheda a catalogo, si domanda il motivo per cui Marchesi avesse questa e altre sculture arcaiche, concludendo: “La loro presenza nello studio di Marchesi andrà forse ricondotta a un’opportunità di acquisto o a una curiosità più tecnica che estetica nei riguardi di questa sorta di ieratici prototipi della scultura lombarda”.
A prescindere dalla ragione della scelta dello scultore, il visitatore si soffermi con attenzione su questa come su tutte le altre opere in mostra. Ne uscirà arricchito.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Pompeo Marchesi
Maddalena
Gesso
Milano, Galleria d’Arte Moderna
Copyright Comune di Milano – tutti i diritti riservati – Milano, Galleria d’Arte Moderna
Foto Marilena Anzani ©aconerre2023 - Giovanni De Min
Lotta delle Spartane
Penna e inchiostro bruno, pennello e inchiostro diluito bruno e grigio su traccia a grafite su carta
Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni
© Comune di Milano, tutti i diritti riservati – Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, Milano
Neoclassico e romantico
Pompeo Marchesi, Scultore collezionista
Informazioni sulla mostra
Dove
GAM Galleria d’Arte Moderna di MilanoVia Palestro 16, Milano
Quando
Dal 1° marzo al 18 giugno 2023Orari e prezzi
Orari: da martedì a domenica 10.00 – 17.30Ultimo ingresso 16.30
Lunedì chiuso
Biglietti: intero 5 €; ridotto 3 € Ingresso gratuito il primo e il terzo martedì dalle 14.00 e ogni prima domenica del mese