Fino a lunedì 30 giugno si potrà visitare alla Libreria Àncora, in via Larga 7 a Milano, la piccola mostra di Simona Cozzupoli intitolata Origami in miniatura. Già ospitata lo scorso marzo al Consolato Generale del Giappone a Milano, l’esposizione presenta al pubblico una selezione di lavori dell’artista milanese, uno più delizioso dell’altro, a cominciare da quello sistemato in una delle vetrine, tra un libro e l’altro (quando l’ho visitata io, c’erano quelli del giornalista Marco Garzonio).
Avessi una briciola di talento artistico, mi piacerebbe cimentarmi nell’impresa – folle o gratificante, o entrambe le cose? – di racchiudere il mondo in una scatola. È quello che fa Simona Cozzupoli, almeno per come mi appare guardando i suoi microcosmi con nuvole fatte di batuffoli di cotone e onde del mare che si accavallano di strisciolina in strisciolina. Su quelle onde stanno in equilibrio nella navigatio vitae – Siamo sulla stessa barca! – colorate barchette che si immaginano tanto resistenti quanto alla vista fragili.

Dal testo di presentazione appeso in vetrina riporto questo passo:
I diorami con gli origami in miniatura della gru e della barchetta […] rendono omaggio al Giappone tramite l’antica arte della piegatura della carta e il riferimento al concetto del mono no aware, espressione giapponese difficile da tradurre, ma che è possibile spiegare come ‘la bellezza dell’impermanenza’ o ‘la nostalgia per un momento effimero'”.
Nell’angolo della libreria dove sono state sistemate le opere – intanto che ci siete, date un’occhiata in giro: sicuramente troverete più di una copertina capace di stuzzicare la vostra curiosità… – c’è anche un raccoglitore con alcuni approfondimenti sull’attività dell’artista (e il listino delle opere esposte, per chi fosse interessato a portarsi a casa uno di questi mondi in miniatura, con tanto di certificato di autenticità).
Di quello che ho letto due cose, più delle altre, hanno colpito la mia attenzione, ovvero i riferimenti al tema della meraviglia e a quello della contemplazione, quest’ultimo legato etimologicamente a quel ritaglio (uso il termine di proposito) di cielo sul quale gli aruspici etruschi concentravano l’attenzione in cerca di segni nell’osservazione del volo degli uccelli.
Cito il passaggio da un altro testo presente nel raccoglitore:
L’effetto caleidoscopico d’insieme, con armonie cromatiche che accostano colori accesi, tenui e fluo, vuole esprimere la molteplicità e la meraviglia del reale, invitando lo spettatore ad un’osservazione ravvicinata delle opere, in un viaggio alla scoperta di particolari minuziosi e inaspettati in grado di meravigliarlo”.
Immagino che la meraviglia sia l’ingrediente primo di ogni opera artistica – come dovrebbe essere la scintilla che accende la curiosità in un giornalista, culturale perlomeno -, tuttavia ci sono artisti nelle cui opere questa disposizione d’animo risulta più evidente. A me viene subito in mente il mondo squadernato sui carnets de voyage di Stefano Faravelli, come Verso Capo Horn, tanto per citare l’ultimo, appena pubblicato da Adelphi.
Come là, in questi microcosmi di Simona Cozzupoli ogni dettaglio è un’unità, la pietruzza preziosa di un mosaico, da ammirare in sé e nell’insieme del contesto.
Il classicista che è in me inoltre – la Cozzupoli, invece, si è laureata “con il massimo dei voti” in Lettere con indirizzo in Storia e critica delle arti alla Statale che è giusto dietro la Libreria Àncora – ha particolarmente apprezzato il ricorso al latino per datare e firmare le opere, come facevano gli artisti medievali.
Saul Stucchi
Simona Cozzupoli
Origami in miniatura
Dal 7 al 30 giugno 2025
Libreria Àncora
via Larga 7
Milano
Ingresso libero