È sempre pensando alle pagine degli aedi del Mediterraneo Fernand Braudel e Predrag Matvejević che mi accosto – è il caso di dire – al Mare nostrum e a tutto quello che lo (ci) riguarda. Anche alla mostra Magnifico e fragile. Il Mediterraneo che ho visitato ieri pomeriggio. Curata da Aldo Premoli, è allestita negli spazi espositivi dell’Acquario Civico di Milano. Ma affrettatevi, come ho fatto io: chiuderà infatti i battenti domenica 16 aprile.
Si tratta di una collettiva di arte contemporanea multimediale che presenta al pubblico fotografie, dipinti, sculture e un video con “performance per spettatori occasionali”: un’opera di Luigi Presicce intitolata La cattura di San Crisostomo.

Alcune opere usano il linguaggio della denuncia, altre preferiscono il registro dell’ironia, come il dipinto di Giuseppe Veneziano, La Venere della maschera: rappresentazione di una tizianesca Afrodite Anadiomene (“che esce dal mare”) con tanto di conchiglia, attributo divino e insieme allusione alla multinazionale petrolifera che fa della valva il proprio logo (rinunciando da qualche anno addirittura al nome).
Non è un’opera d’arte ma merita grande attenzione l’altro video trasmesso in mostra che presenta le molteplici attività – tra cui il monitoraggio e la liberazione dei cetacei dalle reti abusive – della Guardia Costiera Italiana. Guardando la danza dei delfini attorno a una delle imbarcazioni mi è venuta in mente un passo del libro di Gavin Young, Sui mari di Lord Jim. Viaggio nel cuore di Conrad, pubblicato da Settecolori. Ne scriverò prossimamente, qui cito solo un paio di righe relative all’incontro con un gruppo di saettanti mammiferi marini:
Si tuffavano e s’immergevano, e si sfregavano come gatti contro la prua di legno; a gruppi di quattro piombavano verso di noi, inarcandosi fuori dall’acqua come in una gara ad ostacoli di un qualche Grand National acquatico; e come gran finale compivano un salto elettrizzante, come missili Polaris partiti da un sottomarino. Uno spettacolo impressionante a cui sembrava che fossero stati addestrati”.
Non ci sono delfini ma gigantesche navi da crociera nella coppia di dipinti di Giovanni Viola, Capriccio e Untitled (entrambi del 2021): presenze inquietanti che minacciano la laguna di Venezia. Il Mediterraneo è fragile, come recita il titolo della mostra. Compromettono la salute dei suoi abitanti i rifiuti che scarichiamo in mare – si veda la fotografia subacquea Paguro Bernardo in lattina di metallo di Loredana Iurianello (dove la lattina in questione è riconoscibilissima anche senza leggere il nome del prodotto) – così come le già citate reti e tanto, tanto altro: il turismo di massa, lo sfruttamento intensivo…

Scrive il curatore della mostra:
Nel Mediterraneo i tipi di pesce sono sempre stati numerosi, ma mai sufficienti da soli a sostenere le economie dei paesi che bagna. Ora a causa del riscaldamento delle acque e di dissennati metodi di pesca industriale molte delle specie che lo abitano rischiano l’estinzione: il Mediterraneo andrebbe al più presto trasformato in un unico parco zoologico naturale, per salvare quel che è ancora è possibile salvare”.
Anche Nicoletta Ancona, conservatore all’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano, si sofferma a conclusione del suo intervento (lo si legge in uno dei pannelli di sala all’inizio del percorso espositivo) sull’unicità e fragilità del Mediterraneo:
complesso e meraviglioso mare parzialmente isolato, costantemente minacciato e compromesso dall’azione diretta e indiretta dell’uomo che può essere salvato soltanto dalla consapevolezza di ciò che sta accadendo, da accordi politici nazionali e internazionali sull’uso di questo bene e da comportamenti sostenibili di ognuno di noi, nel tentativo di mantenerne il valore naturale, sociale ed economico”.
Prima di uscire dall’Acquario ho fatto un veloce giro tra le vasche, soffermandomi su quella dedicata a questo incredibile bacino ricco. Il pannello illustrativo, significativamente intitolato Mediterraneo prossimo venturo?, si concentra sulla tropicalizzazione del mare e sulle migrazioni lessepsiane (che devono il nome all’ingegnere Ferdinand de Lesseps, il progettista del Canale di Suez (e di quello di Panama).
Infine ho osservato con attenzione le sessanta sedie della serie I Mediterranei. Sedie Love Difference – Mezzo Terra Mezzo Mare di Michelangelo Pistoletto e Juan Esteban Sandoval esposte nel giardino d’inverno. Non sono più disposte a disegnare il periplo del Mediterraneo ma, con un po’ di pazienza, si riesce a individuare la porzione di territorio rappresentata su alcune sedute. Cipro l’ho indovinata al volo!
Saul Stucchi
Didascalie:
- Giuseppe Veneziano
La Venere della mascherina, 2020
Acrilico su tela, 110×80 cm
Collezione Orrù - Francesco Bellina
On a gagné, 2019
Fotografia Fineart, 50×70 cm
Magnifico e fragile. Il Mediterraneo
Collettiva di arte contemporanea multimediale
Informazioni sulla mostra
Dove
Acquario Civico di MilanoViale Gadio 2, Milano
Quando
Dall’11 marzo al 16 aprile 2023Orari e prezzi
Orari: da martedì a domenica 10.00 – 17.30La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: intero 5 €; ridotto 3 €