Chiuderà il prossimo 9 luglio la mostra “Kandinskij, Il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione” allestita al MUDEC – Museo delle Culture di Milano per la cura di Silvia Burini e Ada Masoero.
Non perdetevela: non vi deluderà. Vi ritroverete il Kandinskij più celebre, con i suoi colori e le sue forme astratte, ma anche aspetti meno noti al grande pubblico, raccontati in un percorso espositivo ben organizzato e mai noioso, in cui ogni tappa è accompagnata da pannelli didascalici dai testi interessanti e ben scritti e da citazioni dello stesso artista, a cominciare da quella programmatica che apre la visita: “Creare un’opera è creare un mondo”.
Ma prima d’immergersi nell’arte Kandinskij si tuffò nella Madre Russia, compiendo un viaggio nel Governatorato di Vologda, situato a circa 500 km a nord di Mosca. Nato nella città del Cremlino da famiglia di origini tedesche e baltiche, Vasilij aveva 23 anni e studiava legge all’università quando intraprese quella che era una vera e propria spedizione etnografica per conto della Società Imperiale di Scienze Naturali, Etnografia e Antropologia.
Dal pannello che riassume biografia e carriera artistica si evince che il 1896 fu l’anno chiave per Kandinskij: folgorato da Monet, rifiutò una cattedra di diritto all’università di Dorpat (Tartu, Estonia) per dedicarsi all’arte.
In mostra ci sono riproduzioni di pagine dei suoi taccuini di viaggio, mentre nelle vetrine delle prime sale sono esposti bauli, battitappeti, acconciature da donna, vestiti e tessuti tradizionali, e poi un candeliere e un candelabro, una scatola cilindrica, figurine giocattolo… Tutto materiale selezionato per presentare ai visitatori il mondo, la cultura e l’arte popolari che rimasero impressi – indelebilmente – nella retina di Kandinskij bambino.
Non dimenticherò mai le grandi case di legno dai tetti scolpiti. In queste case meravigliose provai impressioni rare che mai più si rinnovarono. Mi insegnarono a commuovermi, a vivere in pittura. Ricordo ancora che, entrando per la prima volta nelle stanze di un’isba, restai inchiodato di stupore davanti alle pitture sorprendenti che da ogni lato mi circondavano.
[…] Alle pareti, figure popolari: un eroe [bogatyr’], una battaglia simbolicamente rappresentata, una canzone popolare illustrata. […] Quando infine penetrai nella camera mi trovai circondato da ogni parte dalla Pittura: come se io stesso fossi penetrato nella Pittura.
L’infanzia fu per Kandinskij un inestinguibile “serbatoio di impressioni e di ricordi” (come recita una didascalia). Così accanto alle sue opere ci sono i “lubki” (al singolare “lubok”), ovvero le stampe popolari. E poi le icone, uno dei pilastri della chiesa ortodossa.
Al centro della seconda sala campeggia l’opera icona della mostra, ovvero “Il cavaliere (San Giorgio)”, dipinto nel 1914-15. A poca distanza si ammirano il “San Giorgio e il drago” di un anonimo pittore di icone e l’icona della Natività, datata alla fine del XVI secolo. Vi consiglio di concentrarvi sulla scena della strage degli innocenti raffigurata in basso a destra per non perdervi il particolare macabro del povero infante infilzato su una lancia…
“Il porto di Odessa” è il primo quadro a olio dipinto dall’artista, nel 1898. Per quasi un secolo è rimasto nascosto, per “riemergere” soltanto al tramonto dell’Unione Sovietica, nel 1989. È esposto accanto a “Kochel” del 1902. Pochi anni di distanza separano le due opere che mostrano però due modi di dipingere, due stili diversi.
Del 1909 è il “Paesaggio invernale I” con la sua esplosione di colori vivaci, mentre all’anno antecedente al fatale 1917 della Rivoluzione d’Ottobre risale “Mosca, Piazza Rossa”, cardine della sezione dedicata a Mosca Madre. Va anche segnalata la presenza dell’opera “Tratti neri II”, mai prima esposta, in arrivo dal Museo di Tbilisi, capitale della Georgia.
Di sala in sala ciascun visitatore comporrà la propria selezione di opere preferite. Qui segnalo le mie:
- Cavaliere errante
- Icona della Natività
- Notte di luna
- Improvvisazione 20 (personalmente la preferisco alla versione n. 4)
- Il porto di Odessa
- Mosca, Piazza Rossa
- Icona dell’ascensione di Elia
- Ouverture musicale
- Suite orientale
Saul Stucchi
Didascalie:
- Vasilij Kandinskij
Il cavaliere (San Giorgio), 1914-15
Olio su cartoncino, cm 61 x 91,
Mosca, Galleria Tret’jakov
© State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia - Vasilij Kandinskij
Mosca. Piazza Rossa, 1916
Olio su cartoncino, cm 51,5 x 49,5
Mosca, Galleria Tret’jakov
© State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia
Kandinskij, Il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione
Fino al 9 luglio 2017
MUDEC – Museo delle Culture
via Tortona 56
Milano
Orari:
- lunedì 14.30 – 19.30
- martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9.30 – 19.30
- giovedì – sabato 9.30 – 22.30
- La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso)
Biglietti: intero 12 €; ridotto 10/6 €