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Voi siete qui: Arte » In chiusura “L’Italia dei primi Italiani” al Castello di Novara

22 Marzo 2026

In chiusura “L’Italia dei primi Italiani” al Castello di Novara

Se ancora non l’avete visitata, è il caso di approfittare degli ultimi giorni di apertura della mostra L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata. Rimane tempo fino al 6 aprile, Lunedì dell’Angelo.

Organizzata da METS Percorsi d’Arte con il Comune di Novara e il Castello di Novara, è lì allestita in un percorso espositivo curato Elisabetta Chiodini che squaderna una settantina di opere realizzate in un arco temporale che va dai primi anni Sessanta dell’Ottocento fino agli anni Venti del Novecento (La famiglia di Giulio Aristide Sartorio è datata 1929).

Il pubblico è accolto nell’atrio di accesso dalla tela intitolata L’esule che dall’Alpe guarda l’Italia, con cui nel 1850 Stefano Ussi esprimeva la nostalgia per il Paese ancora di là dall’unificazione. Segue poi un intenso viaggio di colori, scene, paesaggi e genti organizzato in tappe tematiche:

  • Un territorio variegato: vita rurale tra pianure, valli e monti
  • Lo sviluppo costiero della penisola e le attività delle regioni marittime
  • Il volto delle città
  • I riti della borghesia. Il tempo libero in città e in villeggiatura
  • L’arte declinata al femminile
  • L’amore venale
  • Tempi moderni: la vita nelle metropoli

Numerosi e significativi i prestiti da collezioni private, come Monte Tiberio di Rubens Santoro e Raccoglimento di Giovanni Sottocornola – per citare solo due tra le opere più belle, a cui si aggiungono prestiti da istituzioni come la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la Collezione Palazzo Foresti di Carpi e la Galleria Giannoni di Novara.

Tante e variegate quante le opere stesse sono le considerazioni che il visitatore si trova a fare tra sé e sé – o condividendole con i compagni di visita – durante il giro delle sale: la meraviglia per il paesaggio naturale allora quasi intatto; il disagio davanti a scene di povertà e miseria (in particolare quella legata allo sfruttamento sessuale minorile, denunciato dalle due versioni di Venduta! di Angelo Morbelli); la curiosità nel vedere cambiare la moda degli abiti, soprattutto femminili; la ricerca degli elementi comuni e di quelli invece di distinzione negli stili dei pittori, non solo per ragioni meramente cronologiche.

Come sempre ben scritti i testi che introducono le varie sezioni, utili strumenti per muoversi nella storia dell’arte e in quella sociale e politica di un periodo pluridecennale fondamentale per l’Italia. Qua e là si può riscontrare qualche tocco di “Orientalismo” di casa nostra, come in Acquaiole a La Spezia di Vincenzo Cabianca (dipinto poco dopo l’Unità d’Italia, nel 1864). Altre volte, invece, a farsi sentire è la voce della denuncia sociale. Ma non mancano scene di festa o di vita quotidiana, come quelle immortalate da Demetrio Cosola nelle opere intitolate rispettivamente Il dettato e La vaccinazione nelle campagne.

Che la morbosità per certi fatti di cronaca non sia il portato dei social lo testimonia In Corte d’Assise di Francesco Netti (1882), concesso dalla Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari.

La vicenda – ovvero l’omicidio del capitano Giovanni Fadda da parte del cavallerizzo Pietro Cardinali su mandato della sua amante, Raffaella Saraceni – viene rievocata da Isabella Valente nella scheda a catalogo.

Da lì traggo queste righe: «Per le signore la Corte d’Assise rappresentava l’occasione per sfoggiare abiti e accessori alla moda, che Netti, con lucida analisi, ma senza emettere una sola nota di giudizio, presenta nel suo consueto oggettivo realismo». A emettere la sentenza fu invece il tribunale: lui fu condannato all’ergastolo, lei a trent’anni (ma uscì dopo dieci anni di reclusione). Anche questa era (è) l’Italia.

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Una sala dell’allestimento
    Foto di Alessandro Betti
  • Rubens Santoro
    Monte Tiberio, 1880
    Olio su tela 63 x 104,5 cm
    Collezione privata – Courtesy Enrico Gallerie d’Arte, Milano
  • Francesco Netti
    In Corte d’Assise, 1882
    Olio su tela, 95,5 x 181,5 cm
    Bari, Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”

L’Italia dei primi Italiani
Ritratto di una nazione appena nata

Informazioni sulla mostra

Dove

Castello Visconteo Sforzesco
Piazza Martiri della Libertà 3, Novara

Quando

Dal 1° novembre 2025 al 6 aprile 2026

Orari e prezzi

Orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Biglietti: intero 15 €; ridotto 13 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.ilcastellodinovara.it

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