Ottima notizia per tutti gli appassionati d’arte: l’apertura della mostra El Greco in Italia. Metamorfosi di un genio è stata prorogata fino al primo di maggio, rispetto alla chiusura prevista per il 10 di aprile.
Dieci anni in Italia
L’esposizione, curata da Lionello Puppi, è allestita alla Casa dei Carraresi di Treviso e merita di essere vista perché è ben organizzata e presenta opere decisamente interessanti, non soltanto del pittore originario di Creta ma anche di suoi contemporanei.
Il percorso espositivo si concentra sul periodo giovanile dell’artista, quel decennio 1567-1576 in cui Dominikos Theotokopulos visse in Italia e assorbì l’arte dei nostri maestri, da Tiziano e Jacopo da Bassano al Veronese. Dell’interno soggiorno un terzo circa lo trascorse a Venezia, ponte naturale tra Oriente e Occidente. Nel Ducato di Parma subì invece il fascino del Correggio e del Parmigianino.
I prestiti sono di varia provenienza: Atene, Londra (dalla Pittsas Collection, per esempio, è arrivata la Passione di Cristo di Klontzas), Roma, Modena, Ferrara… Alcune opere sono arrivate da collezioni private, dunque solitamente di difficile accesso, come la tavoletta con San Demetrio, datata al 1565/66.

Dialoghi e confronti
Le sale sono piuttosto buie, con l’illuminazione concentrata sulle opere che in questo modo vengono messe in rilievo. El Greco è presentato nel suo contesto: questo è il primo punto importante della mostra. Vanno poi aggiunti altri aspetti interessanti, come il dialogo con i contemporanei e il confronto diretto con altre opere dello stesso artista, come per esempio nelle Adorazioni, due dei Magi e una dei pastori (un piccolo olio su rame conservato in una collezione privata e due tavole custodite a Madrid e a Frederikssund in Danimarca).
I pittori veneto-cretesi rispondevano alle esigenze di una doppia committenza: da una parte i cattolici, dall’altra gli ortodossi. El Greco però supera la ieratica staticità delle icone bizantine e, scegliendo definitivamente l’Occidente, si allontana progressivamente dai connazionali Michael Damaskinos e Georghios Klontzas.
Nell’autunno del 1570 El Greco arriva a Roma, dove il carattere non facile né remissivo gli rende complessa la gestione dei rapporti interpersonali. “Giovane candiotto” (cioè nativo di Candia, ovvero Creta) lo menziona Giulio Clovio in una lettera al cardinale Alessandro Farnese del novembre di quell’anno. Al luglio del 1572 risale invece una lettera del pittore allo stesso cardinale.
I ritratti sono tra le opere più belle in mostra. La serie di quattro ritratti virili è aperta dal Ritratto di giovane guerriero del Tintoretto (da collezione privata); uno dei più affascinanti è quello di gentiluomo prestato dalla Julius Priester Collection di Londra.
I miei preferiti
Personalmente posso segnalare le seguenti opere come quelle più interessanti del percorso espositivo:
- Georghios Klontzas, La Passione di Cristo.
- El Greco, Ultima cena, Pinacoteca Nazionale di Bologna.
- San Francesco riceve le stimmate: confronto tra la versione di El Greco e quella di Tiziano.
- La serie dei ritratti maschili.
- El Greco, Guarigione del cieco, Galleria Nazionale di Parma.
- Il Parmigianino, Madonna di San Zaccaria.
- El Geco, Santa Maria Maddalena penitente, Museu Montserrat di Barcellona.
- La serie di Crocifissioni.
- per concludere con il cartone preparatorio per l’Arazzo de Les Demoiselles d’Avignon di Picasso.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco
Ultima cena (1568/1570 circa)
Tempera su tavola, 42,5 x 51 cm
Bologna, Pinacoteca Nazionale – Polo Museale Regionale dell’Emilia Romagna
Archivio fotografico Pinacoteca Nazionale Bologna, Polo Museale dell’Emilia Romagna - Una sala del percorso espositivo
- Video realizzato da Kornice.
El Greco in Italia. Metamorfosi di un Genio
Fino al primo maggio 2016
Casa dei Carraresi
Treviso
Orari:
da martedì a venerdì 9:00 – 19:00; sabato e domenica 9:00 – 20:00
Biglietti: intero 12 €; ridotto 10 €
Catalogo: Skira Editore
Info e prenotazioni:
Tel. 0422.513150
www.elgrecotreviso.it