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Voi siete qui: Arte » Christo e Jeanne-Claude. Projects al Castello di Miradolo

6 Aprile 2023

Christo e Jeanne-Claude. Projects al Castello di Miradolo

È stata prorogato fino al primo maggio 2023 il periodo di apertura della mostra Christo e Jeanne-Claude. Projects, precedentemente previsto fino al 16 aprile. L’esposizione è allestita al Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo (TO), con la curatela di Francesco Poli, Paolo Repetto e Roberto Galimberti e il coordinamento generale di Paola Eynard (che con la madre Maria Luisa Cosso Eynard ha creato la Fondazione Cosso), in collaborazione con la Christo and Jeanne-Claude Foundation di New York.

Paolo Repetto alla mostra "Christo e Jeanne-Claude. Projects" al Castello di Miradolo. Foto di Saul Stucchi
Paolo Repetto. Foto di Saul Stucchi

Al pubblico vengono presentate una sessantina di opere della coppia di artisti: lui – al secolo Christo Javašev – è scomparso nel maggio del 2020, mentre la compagna Jeanne-Claude Denat de Guillebon è morta nel 2009, anche se lui ha continuato a firmare i lavori con i nomi di entrambi.

Al Castello di Miradolo sono esposti disegni e collage, fotografie e video, con pannelli di sala che approfondiscono le opere e i momenti salienti della loro carriera. Questo materiale è affiancato da altre opere, realizzate da alcuni artisti del Nouveau Réalisme e della Land Art di cui Christo e Jeanne-Claude hanno sentito in qualche forma e tempo un influsso.

Christo e Jeanne-Claude durante The Gates, New York City, febbraio 2005. Foto: Wolfgang Volz © 2005 Christo and Jeanne-Claude Foundation

Così, per esempio, viene presentato il movimento della Land Art in uno dei pannelli in mostra:

Con il termine Land Ad la storiografia dell’arte ha voluto definire un movimento molto vasto e diversificato, americano ed europeo, che a partire dal 1967 si è sviluppato sino ai nostri giorni. Comprende un numero molto ampio di artisti: da Robert Smithson a Richard Long, da Michael Heizer a Amish Fulton, da Dennis Oppenheim a Andy Goldsworthy, da Walter De Maria a Giuseppe Penose, da Gordon Matta-Clark a Christo e Jeanne-Claude. In realtà, ciascuno di questi artisti ha rifiutato o rifiuta questa etichetta storiografica”.

Su una parete viene proiettato il film Land Art realizzato da Gerry Schum tra il 1968 e l’anno successivo, inanellando sette performance di diversi artisti menzionati nel paragrafo precedente. Ad accompagnare l’esposizione c’è poi un’installazione sonora curata dal progetto Avant-dernière pensée che vuole creare una corrispondenza ideale tra le opere della coppia d’artisti e la musica del compositore estone Arvo Pärt.

Christo e Jeanne-Claude Surrounded Islands, 1981. Tecnica mista su carta, in due parti, cm 147,5x245x5

Il visitatore ha modo di curiosare nei dettagli dell’immenso lavoro che Christo e Jeanne-Claude mettevano in ciascun progetto, indipendentemente dall’esito dello stesso: non sempre, infatti, i progetti furono coronati dall’effettiva realizzazione. Innumerevoli le difficoltà – dalle più banali alle più impensabili – che dovettero affrontare. Per Wrapped Reichstag, ovvero l’impacchettamento del palazzo del parlamento tedesco a Berlino dovettero attendere più di vent’anni per ottenere l’approvazione. Il Reichstag venne “imballato” nel 1995, cinque anni dopo la riunificazione della Germania.

Un’opera senz’altro imponente, ma risulterebbe “piccola” se confrontata con quella del progetto Mastaba che prevede oltre 400mila (!) barili di petrolio di acciaio vuoti, disposti per creare un monumento che ricorda un’antica sepoltura egizia a forma di piramide tronca (mastaba in arabo significa “panca”).

Il pannello di sala racconta che “per volontà dello stesso Christo, Mastaba sarà l’ultimo progetto che verrà realizzato, dopo la morte dell’artista. Concepito nel 1977, avrà una larghezza di 300 metri , una lunghezza di 225 metri e un’altezza di 150 metri; sarà situato a circa 100 chilometri a sud di Abu Dhabi, nel deserto di Liwa”.

Una versione ridotta di questo soggetto è stata compiuta nel parco londinese di Hyde Park nell’estate del 2018, con “soli” 7506 barili. I colori di quell’opera, mescolandosi con l’ambiente naturale circostante, ricordavano a Christo quelli di Turner ma anche degli impressionisti francesi. La grande arte del passato era sempre presente al suo immaginario creativo.

Il contrasto ha una parte importante nei nostri progetti: usiamo teli sintetici che consentono di ottenere una forte contrapposizione tra luce e ombra. A differenza della scultura, che è statica, i nostri progetti sono il movimento come un oggetto che prende vita. Sono molti i grandi artisti a cui ci siamo ispirati. Con Jeanne-Claude ci siamo sempre riproposti di andare a vedere la Cappella degli Scrovegni a Padova, con le opere di Giotto, perché è un esempio perfetto di come il tessuto occupi gran parte dell’affresco”.

Naturalmente, oltre alla mostra Christo e Jeanne-Claude. Projects, il parco storico di oltre sei ettari con cinque alberi monumentali e una quarantina di piante di grane importanza storico-botanica, è il principale motivo per fare una gita al Castello di Miradolo, a cui la Fondazione Cosso ha restituito in questi anni la funzione di polo culturale e di laboratorio di idee.

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Christo e Jeanne-Claude durante The Gates
    New York City, febbraio 2005
    Foto: Wolfgang Volz
    © 2005 Christo and Jeanne-Claude Foundation
  • Christo e Jeanne-Claude
    Surrounded Islands, 1981
    Tecnica mista su carta, in due parti
    cm 147,5x245x5

Christo e Jeanne-Claude. Projects

Informazioni sulla mostra

Dove

Castello di Miradolo
Via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)

Quando

Dal 15 ottobre 2022 al 16 aprile 2023

Orari e prezzi

Orari: lunedì, venerdì, sabato, domenica 10.00 – 18.30
Ultimo ingresso ore 17.00

Biglietti: intero 15 €; ridotti 12/10/8/5 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.fondazionecosso.com

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