Fino al prossimo 11 settembre si può visitare nelle sale dell’Andito degli Angiolini in Palazzo Pitti a Firenze la mostra “Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici”, curata da Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Simona Mammana.
Presenta una trentina di opere (soprattutto tele, ma ci sono anche alcune sculture) che raffigurano personaggi marginali della corte medicea, a cui veniva affidato il compito di far ridere, di scacciare la noia, di intrattenere i signori e nobildonne.
Ritratti da pittori di varia provenienza vediamo (con un’illuminazione che non mi è parsa ineccepibile) suonatori, venditori ambulanti, buffoni e nani come Gabriello Martinez, “appartenuto” (dice la didascalia) al granduca Ferdinando II.
Vale la pena riportare una citazione da “Il Cortegiano” di Baldassarre Castiglione:
Il loco adunque e quasi il fonte onde nascono i ridiculi consiste in una certa deformità; perché solamente si ride di quelle cose che hanno in sé disconvenienza e par che stian male, senza però star male. Io non so altrimenti dichiarirlo; ma se voi da voi stessi pensate, vederete che quasi sempre quel di che si ride è una cosa che non si conviene, e pur non sta male.
L’opera più interessante si merita la posizione d’onore al centro di una sala. È il Ritratto di Braccio di Bartolo detto il Nano Morgante, dipinto dal Bronzino prima del 1553. Braccio di Bartolo era uno dei nani più popolari della corte di Cosimo I e l’artista l’ha immortalato davanti e dietro, in uno degli episodi più classici della sempiterna competizione tra pittura e scultura.
Il “Nano Morgante” è il protagonista della statua che orna la celeberrima fontana del Bacchino nel Giardino di Boboli, realizzata da Valerio Cioli nel 1560 (ma oggi rimpiazzata da una copia). Proprio nel Giardino di Boboli prosegue il percorso espositivo, secondo un itinerario illustrato in mostra. A ben vedere la sfida non riguarda soltanto pittura e scultura, ma anche la letteratura. E allora lasciamo la parola ad Anton Francesco Grazzini, detto Il Lasca, che nel componimento “In morte di Morgante Nano” del 1580 scrisse: “Fu così contraffatto e stravagante e tanto brutto che pareva bello; onde, e con ragion, si potrà dirgli: tu sol te stesso e null’altro somigli”.
In una teca è esposto il bronzetto dell’Uccellatore del Giambologna, mentre su una parete fa “bella” mostra di sé l’opera “Nani al bagno” (dipinta a olio su lavagna) di Faustino Bocchi (1687-1695): un baccanale con scene ludiche ed erotiche che ricordano quelle di Bosch. Dello stesso pittore è presente in mostra anche “La mascherata di gnomi” (o “Il Gatto mammone”).
Ma ci si soffermerà senza dubbio davanti a “Orfeo agli inferi” di Joseph Heintz il Giovane, tedesco di nascita ma veneziano d’adozione: una danza sfrenata di caramogi (ovvero persone piccole e deformi), demoni, scheletri e presenze infernali.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Anonimo pittore toscano del XVII secolo
Banchetto grottesco (1630 – 1640 ca.)
olio su tela
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina e Appartamenti Reali, depositi - Anonimo fiorentino del XVII secolo
Ritratto del nano Gabriello Martinez (1640 ca.)
olio su tela
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina e Appartamenti Reali, depositi - Agnolo di Cosimo detto Bronzino
Doppio ritratto di Braccio di Bartolo, detto il Nano Morgante (ante 1553)
olio su tela
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture