• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » Maurizio Ferraris al Festival della Mente: l’anima è come l’iPad

5 Settembre 2010

Maurizio Ferraris al Festival della Mente: l’anima è come l’iPad

Ferraris_ante L’anima e l’iPad hanno qualche consonanza? O addirittura assolvono alla medesima funzione? A queste domande dal gusto un po’ provacotorio ha cercato di dare una risposta il filosofo Maurizio Ferraris che ha tenuto ieri una lectio magistralis al Teatro degli Impavidi (al completo anche nei palchi) di Sarzana, nel corso della seconda giornata del Festival della Mente.

Per illustrare il percorso culturale che parte dai filosofi greci per approdare al moderno dispositivo creato dalla Apple di Steve Jobs, Ferraris si è in realtà servito di un più “tradizionale” portatile (pur sempre targato “Mela”): sullo schermo alle sue spalle scorrevano così dipinti, illustrazioni di vasi antichi, fotomontaggi molto spiritosi e foto davvero emblematiche, come il sepolcro a forma di telefono cellulare (di quei modelli bivalve ormai dannatamente obsoleti: sic transit gloria tecnologiae).

Il punto di partenza della sua lezione è stata la constatazione dell’opposizione tra spirito e lettera che ha una lunghissima tradizione. Platone, anche per difendere la propria attività di maestro, criticava aspramente la diffusione dei libri che rendevano inutile la presenza di un insegnante in carne e ossa. La scrittura è da considerarsi inferiore all’oralità, a cui sola spetta il ruolo di trasmettere la conoscenza.

Il cristianesimo non ha mai nascosto, dal canto suo, l’avversione per la cultura pagana: i libri antichi potevano finire tranquillamente al rogo, smentiti e superati dalla Buona Novella, il Vangelo. Lo spirito vivifica, mentre la lettera mortifica, dunque, da Platone su su fino a Baudelaire che auspicava la fine degli Ebrei in quanto “bibliotecari”, come Popolo del Libro.


E l’anima? Ce l’hanno soltanto gli uomini o anche gli animali? Tutta la tradizione filosofica ha tralasciato di indagare a fondo su questo problema, da una parte dando per scontato che gli animali ce l’avessero, dall’altra (con l’affermazione del Cristianesimo) messa in difficoltà dal problema di dover o meno riconoscere l’esistenza di un paradiso delle bestie (i gatti hanno il proprio, come i cani e così via tutte le altre specie…).

Fu Cartesio il primo a dire “no”, a negare l’esistenza dell’anima degli animali, sostenendo che il comportamento e le azioni delle bestie dipendessero unicamente da un’impostazione primigenia, quasi fossero meccanismi caricati a molla.
Ferraris_1
Il nocciolo della lezione ha riguardato però il tema della memoria, passaggio che ha condotto il professore più vicino alla “tavoletta magica” di Jobs. Se l’anima, come hanno sostenuto generazioni di filosofi, è una tabula, una sorta di supporto scrittorio, ecco che la vicinanza all’iPad comincia a delinearsi più chiaramente.

La nostra è sicuramente una civiltà della comunicazione, ma è altresì vero che è anche una civiltà della registrazione. Mentre il telefono fisso serviva soltanto per comunicare via voce, i cellulari implicano un atto di responsabilità al quale pochi di noi sanno sottrarsi: registrano le chiamate a cui non abbiamo risposto, conservano i messaggi di testo e le mail.

Siamo sempre rintracciabili e in tasca teniamo uno strumento supercompatto ma dalla memoria che si espande quasi all’infinito. Il nostro essere, la nostra anima, coincidono con la registrazione di fatti, sensazioni, emozioni (foto, video, comunicazioni…), proprio come l’iPad.

Ma per concludere il suo intervento il filosofo è ricorso a una poesia di Vittorio Sereni in cui l’autore scrive che l’anima “non è che una fitta di rimorso”. Un po’ quello che provo io a scrivere queste parole su un normale computer da scrivania, mentre nello zainetto rimane spento il mio iPad…
Saul Stucchi

Festival della Mente
3-4-5 settembre 2010
Sarzana

Informazioni e calendario:
www.festivaldellamente.it

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • “Appunti per il futuro” di Elena Arvigo al Teatro Out Off
  • Nelle sale “Primavera” di Damiano Michieletto
  • “Opere scelte” di Pier Antonio Quarantotti Gambini
  • “Quartett” di Heiner Müller al Teatro Franco Parenti
  • Recensione del film “Terminator” di James Cameron

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi