Lunedì sera, 11 luglio 2022, Massimo Zamboni le ha suonate al conte Dracula. Letteralmente. Insieme a Cristiano Roversi alla tastiera e a Simone Beneventi alle percussioni e al vibrafono ha sonorizzato dal vivo il film di Tod Browning (1931), capostipite di tutti i vampiri del cinema e della TV, con “Nosferatu” di Murnau.
La proiezione del cult è avvenuta al Cinema Mexico di Milano nell’ambito della ventitreesima edizione de “La Milanesiana”, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi che ha aperto la serata presentando l’iniziativa e i musicisti.

Una serie di applausi chiesti dalla stessa Sgarbi – uno dei quali in ricordo di Angelo Guglielmi, scomparso poche ore prima – ha creato un’atmosfera un po’ da Plenum del Comitato Centrale, senza peraltro l’autoironia dei CCCP.
Ci ha pensato Zamboni a stemperare un po’ la cappa di ufficialità da Festival della Rosa, scherzando sul leggio in metallo dal quale ha presentato il lungometraggio. L’operazione di omissione – “Omissioni” è il titolo / tema della Milanesiana 2022 – che ha fatto sul “Dracula” di Browning è stata quella di togliere la musica originale per riscriverla ex novo e di conservare soltanto alcuni dialoghi.

Confesso che non avevo mai visto questo grande classico. A ritroso ho potuto comprendere una ricca serie di citazioni disseminate nei film che l’hanno seguito, da “Frankenstein Junior” e “Dracula morto e contento” di Mel Brooks ai film d’animazione della serie “Hotel Transylvania”, passando per “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola e “Tre uomini e una gamba” con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Da inquadratura a inquadratura il protagonista Bela Lugosi mi sembrava a volte il compagno Peppone, altre Carmelo Bene. Gli effetti speciali per rendere il volo del pipistrello, che pure sembrava sempre fermo se non addirittura andare all’indietro, mi strappavano qualche risata, eppure nel complesso il film ha mantenuto la tensione drammatica praticamente per tutti i 75 minuti della durata.
Il merito è del regista e dello sceneggiatore (Garrett Fort), ma nella proiezione unica di ieri al Cinema Mexico Zamboni e i suoi compagni hanno sicuramente fatto la loro parte. La sonorizzazione che hanno cucito addosso al film era una musica ipnotica e tesa, ricca di rumori (Beneventi ha suonato di tutto, con le mani e con i piedi).
Solo un paio le incursioni vocali di Zamboni, ma “Curami” nella versione gotica ha provocato brividi, altro che trovarsi faccia a faccia con Giovanni Lindo Ferretti coi favoriti alla Principe di Salina ne “Il Gattopardo” di Visconti, com’è successo pochi giorni fa a Roma in occasione della presentazione del “Libretto Rozzo” dei CCCP / CSI.
Calorosissimi applausi al termine della proiezione per i tre musicisti, ai quali Elisabetta Sgarbi ha donato una rosa, simbolo de “La Milanesiana”. Che altro aggiungere? Felicitazioni!

PS: stasera, martedì 12 luglio, alle ore 21.00 Zamboni aprirà con un prologo letterario il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti in Piazza Nenni a Faenza. Nei prossimi mesi, invece, uscirà il nuovo libro, per i tipi della casa editrice “La Nave di Teseo”, con la quale aveva già pubblicato “Anime galleggianti. Dalla pianura al mare tagliando per i campi”, scritto a quattro mani con Vasco Brondi (2016).
Saul Stucchi
La Milanesiana
XXIII edizione
Omissioni
Dal 4 giugno al 3 agosto 2022