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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Marco Isidori porta in scena al Teatro Gobetti di Torino l’Edipo Re

24 Febbraio 2012

Marco Isidori porta in scena al Teatro Gobetti di Torino l’Edipo Re

EdipoRe
Fino al prossimo 4 marzo è in scena al Teatro Gobetti di Torino l’Edipo Re nella nuova versione scenica di Marco Isidori (che ne cura anche la regia), con lo scenario e i costumi disegnati da Daniela Dal Cin.

Nota di regia

L’EDIPO RE di Sofocle tradotto dai Marcido: una storia per an/negar la Storia!
“Il nostro quarto appuntamento con i temi della tragedia attica (gli altri furono: Agamennone 1988, I Persiani 1992, Prometeo incatenato 1998) consisterà, come è avvenuto per tutte le avventure spettacolari che ci hanno educato al grande mestiere della Scena, in un incontro/scontro con la seduzione tremenda e contraddittoria della scrittura dell’Edipo Re sofocleo.
Un elemento importante che ci ha guidato nella decisione di rappresentare questo corpo teatrale così tanto incrostato di suggestioni interpretative tra loro anche in palese discordanza, è stata la continuata, amorosa, fedele frequentazione dell'”Edipo il Tiranno” hölderliniano.
Hölderlin, insieme naturalmente con la profonda maestria sofoclea, è il mentore della versione marcidoriana della tragedia in questione: non ci siamo serviti direttamente della traduzione che Hölderlin fece del capolavoro sofocleo (traduzione all’epoca negletta e persino derisa), però, anche se assai discosta da questa, la nostra “riscrittura” dell’Edipo è stata spiritualmente influenzata dall’esito del gigantesco lavoro di sonda che il poeta tedesco ha dedicato all’originale dettato greco.
EdipoRe2
Come sempre, com’è costume ormai consolidato dell’agir teatro della M. M. e F. M. il cardine su cui ruoterà tutta la possibilità per l’impresa di rivelarsi “necessaria”, sarà il cardine rappresentato dall’accesa verticalità del progetto poetico: dalla forza della connessione ritmico/drammatica che la poesia (magistra delle altre ragioni artistiche) riuscirà ad imporre sulla “lettera” di quello che per meglio intendere l’intenzionalità partigiana che ci muove, riduciamo qui, nel corso del discorrere, al rango e alla semplicità operativa di un “copione”.
Abbiamo sottoposto il testo ad una sorta di aratura tragediografica che, smascherando per quanto è possibile la contingenza storica, ne riducesse l’apparato mitologico, e permettesse la germinazione spontanea di una struttura verbal/letteraria iperaccentuata su un versante di sbilanciamenti continui e intenzionalmente provocati, pervenendo così ad un’amalgama sonoro vorticante, che soprattutto andrà ad interessare la parte corale dell’esperimento in atto, servendo in questa maniera la nostra concezione fortemente fonematica del processo di comunicazione teatrale.

A titolo informativo dirò che ci siamo sentimentalmente attenuti all’insegnamento di Adorno, che commentando il sinfonismo mahaleriano, parlava di quanto fosse artisticamente più rilevante l’ingorgo/intoppo sonoro che a volte si gioca in questo compositore la fluidità del discorso musicale, che invece la spudorata “serenità” cantabile esibita in altri “momenti”.

Il nucleo d’incandescenza che fa indispensabile per i Marcido la loro difficile scommessa sofoclea, consiste nello schietto proposito di “NON” recitare i versi dell’impianto letterario (comunque questo sia pervenuto a farsi “testo” definitivo dal punto di vista degli apporti “autorali” che in ogni caso mi arrogo di aver creato per la maggior parte, e per il resto assai ben organizzato!) bensì, avanzando circospetti dentro al ventre del tragico come se si stesse avanzando in un territorio di operazioni belliche, affrontarne la catena eventuale, fino a che sarà essa stessa a proporci il nodo/quesito della Sfinge più tormentosa fra quanti sono i Mostri che si aggirano nei paraggi della nostra avventura di teatranti: quella Coscienza che ci chiede adesso, che ci chiederà poi, di valutare quanto peso “politico” lo svolgimento medesimo dell’azione artistica in atto può, potrà, diciamo e speriamo, “spendere”, a beneficio non solo di una comunicazione tutta spiegata e risolta nello “Spettacolo” e perciò sempre addomesticata dalla convenzione storica, ma anche e soprattutto questa “Coscienza” birichina, che corre in superficie ma spesso, carsicamente, scompare, ci chiederà conto della strumentazione etica ideale (Politica!) che il nostro comportamento estetico avrà saputo mettere a disposizione di coloro i quali ci pregeranno criticamente della loro pubblica attenzione”.  (Marco Isidori)

EDIPO RE
tratto dall’Edipo Re di Sofocle
drammaturgia e regia Marco Isidori
con Marco Isidori, Lauretta Dal Cin, Maria Luisa Abate, Paolo Oricco, Stefano Re, Valentina Battistone, Virginia Mossi
scenario e costumi Daniela Dal Cin

Dal 21 febbraio al 4 marzo 2012

Teatro Gobetti
via Rossini 8
Torino
Tel. 011.5176246 – Numero Verde 800.235.333
www.teatrostabiletorino.it

Biglietto: intero 25 €
Orari degli spettacoli: martedì e giovedì 19.30; mercoledì, venerdì e sabato 20.45; domenica 15.30

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